venerdì, 20 novembre 2009

La rosa e la spada

Arriva il weekend e allora ci permettiamo un piccolo consiglio su come sfruttare un viaggio in macchina, un sabato mattina alle prese con le pulizia di casa, una domenica pomeriggio senza impegni, una domenica sera a letto con l’iPod prima di spegnere la luce: scaricare e ascoltare le quattro puntate di “La rosa e la spada. Storia religiosa dell’Iran” che sono andate in onda a ottobre nel programma di Radio 3 Uomini e Profeti (si può finire anche in settimana...).

Tranquilli, a condurle fortunatamente non c’era Gabriella Caramore, ma l’ottimo Alberto Negri, inviato del Sole 24Ore ed esperto di questo affascinante e misconosciuto Paese.

Buon ascolto.

giovedì, 19 novembre 2009

Non molto gentili

Testo rabbinico autorizza uccisione “Gentili”

TEL AVIV - Ha destato scalpore in Israele la diffusione, avviata nei giorni scorsi, di un testo rabbinico che autorizza in determinate circostanze l'uccisione di “Gentili” (non ebrei) e anche dei loro bambini. Il quotidiano Maariv dedica alla vicenda la intera prima pagina.

Autore del testo è il rabbino Yitzhak Shapira, direttore del collegio rabbinico Od Yosef Hay nella colonia cisgiordana di Yitzhar (Nablus) che è considerata una roccaforte della estrema destra israeliana. Shapira è un esponente della setta ortodossa messianica Chabad ed è considerato uno dei leader dei “Giovani delle Colline”, ossia delle frange eversive del movimento dei coloni. In passato è stato sospettato di essere coinvolto in attacchi contro villaggi palestinesi vicini al suo insediamento.

Maariv spiega che nel libro La Legge del Re, di 230 pagine, il rabbino Shapira enuncia un principio di massima che vieta la uccisione di “Gentili”, ma poi enumera una lunga serie di eccezioni basandosi sul pensiero di autorevoli rabbini. Nel testo, reperibile anche su internet, il rabbino Shapira non fa riferimento esplicito né ai palestinesi né agli arabi in generale.

Maariv precisa che secondo il rabbino Shapira in determinate circostanze è legittima anche la uccisione di bambini “Gentili”: ad esempio, i figli di un monarca particolarmente ostile agli ebrei. Secondo il giornale il libro ha già raccolto consensi di rabbini nazionalisti come Dov Lior, Yaakov Yosef e Yitzhak Ginsburg.

In passato un altro rabbino nazionalista, Ido Elba, fu condannato a due anni di detenzione per aver pubblicato un testo analogo. Ma un allievo del rabbino Shapira ha detto che questi non teme affatto di essere processato dalle autorità israeliane. “Processarlo – ha notato – significherebbe anche processare Maimonide”, un filosofo ebreo medioevale.

SDA-ATS

Per ulteriori approfondimenti: Ma’an news agency, Ha’aretz, Jerusalem Post.

Qui sotto il servizio di Al Jazeera:

lunedì, 16 novembre 2009

Rahner in fumo

rahner beer

L’avevamo anticipato mesi fa qui e alla fine è arrivato: il bellissimo libro del domenicano Giovanni Cavalcoli su Rahner.

Fine di un tabù, quello della critica aperta e ufficiale al più influente e nefasto teologo del XX secolo? Inimicus Ecclesiae se ce n’è stato uno? Vedremo.

Qualche buon segnale è arrivato. Avvenire ha dedicato al libro una pagina, facendo notare tra l’altro che “Cornelio Fabro, Hans Urs von Balthasar, i cardinali Siri, Parente, Scheffczyk e Ratzinger – quest’ultimo in dosi omeopatiche, in diversi scritti – sono alcuni dei nomi che hanno suggerito un vaglio più attento dell’opera di Rahner. In Germania la scuola tomista, che ha in David Berger uno dei nomi di punta, a partire dal volume collettaneo Karl Rahner: kritische Annährungen (Karl Rahner: avvicinamenti critici, Respublica Verlag 2004) ha riproposto il tema della piena ortodossia di Rahner. Due giovani famiglie religiose, i Francescani dell’Immacolata e l’Istituto del Verbo Incarnato, hanno fatto della chiarificazione dottrinale dell’opera di Rahner un obiettivo del loro impegno teologico. Due pontifici atenei romani, quello della Santa Croce e il Regina Apostolorum, da anni lavorano discretamente a un superamento del rahnerismo. E via dicendo. Che il fiume prema per salire in superficie lo dimostra anche il convegno internazionale di critica rahneriana tenutosi lo scorso anno a Firenze, i cui atti sono usciti a giugno per le edizioni Cantagalli (Karl Rahner: un’analisi critica)”.

rahner smoke

Sul libro di Cavalcoli sono uscite tre pagine su Tempi.

Un articolo efficace dello stesso Cavalcoli appare sul numero di settembre di Radici Cristiane.

Infine due curiosità. La prima è l’esistenza fra gli scritti dell’indimenticato Tomas Tyn OP di uno studio inedito contro Rahner scritto in latino (!): Praesupposita philosophica Rahnerianae doctrinae de ethica existentiali. Aliquae notitiae spectantes ad articulum Caroli Rahneris SJ. qui intitulatur “De Quaestione ethicae existentialis formalis”. Quando i domenicani di Bologna, magari lo stesso Cavalcoli, lo tradurranno e pubblicheranno faranno un’altra opera meritoria.

La seconda curiosità è che negli atti del convegno su Rahner by Cantagalli c’è un capitolo finale a cura di Paolo M. Siano FI, Un nuovo approccio storico-ermeneutico: Il pensiero di Karl Rahner a la cultura massonica a confronto. Un saggio interessante, alla fine del quale Siano ricorda anche i rapporti con la massoneria dell’amico e discepolo di Rahner, nonché suo successore alla cattedra di dogmatica dell’Università di Münster, Herbert Vorgrimler. Bene, è stato da poco pubblicato per la Sankt Ulrich Verlag Ich war Freimaurer (Ero massone), le memorie di Burkhardt Gorissen, già portavoce della Gran Loggia degli Antichi Liberi Accettati Muratori di Germania. Nel libro Gorissen racconta di una lectio tenuta a porte chiuse da Herbert Vorgrimler in una delle sue tante visite “pastorali” nelle logge e di cui lui fu testimone. Un racconto abbastanza impressionante, in cui Vorgrimler, dopo aver demolito la divinità di Cristo e irriso il magistero e l'istituzione ecclesiale, tira le somme così: “Il futuro della Chiesa è impensabile senza il contributo della massoneria”. E qui, il cerchio della svolta antropologica si chiude.

karl rahner

lunedì, 16 novembre 2009

Passo dopo passo

La Grassroots films, di cui ogni tanto ci capita di parlare, continua a fare cose assai belle.

venerdì, 13 novembre 2009

grazie Mosca

festa

Chissà se domani la notizia troverà un angolino sui giornali. Il Patriarcato di Mosca, per voce di un ufficiale del suo “ministero degli Esteri”, Georgi Sawerschinski, annuncia di voler interrompere il dialogo ecumenico con la “chiesa” evangelica tedesca, a motivo dell’elezione al suo vertice di Margot Käßmann, donna e divorziata. Si attendono ora le parole del Patriarca Kirill. 

Dopo la “chiesa” luterana di Svezia e quella anglicana, la “chiesa” protestante tedesca sarebbe la terza a vedersi rinfacciata da Mosca un tradimento non più sostenibile delle proprie, seppur blande, radici apostoliche e cristiane; con la conseguente impossibilità di impostare con essa un dialogo ecumenico degno di questo nome. Un passo di grande importanza, visto anche il valore simbolico del luteranesimo deutsch.

 

Questo avrà di certo un effetto chiarificatore sul necessario - ma finora troppo equivoco - processo ecumenico, in generale; spingendo nel tempo anche la Chiesa cattolica, si spera, ad una scelta di campo più seria e coraggiosa: amicizia o buon vicinato con le realtà luterane, certo, ma ecumenismo vero e pieno solo con le Chiese che si possono definire tali. E che stanno ad oriente.

d

PS= per aggiornamento, vedi commento #8

giovedì, 12 novembre 2009

Lefebvre, il film

E’ dato in uscita per l'inizio dell'anno prossimo. E sarà interessante perché “ce projet a obtenu le soutien et les encouragements de Mgr Bernard Fellay qui a délivré toutes les autorisations nécessaires à sa réalisation. C’est ainsi que toutes les archives nous sont ouvertes et que nous allons recueillir des témoignages des évêques, des prêtres, des communautés amies qui ont eu la chance de connaître Mgr Lefebvre. Mais nous allons aussi interroger les membres encore vivants de la famille de Monseigneur et tous les laïcs qui voudront bien concourir à cette œuvre qui fera date”.

 

E’ il film documentario sulla vita di Marcel Lefebvre, a cui stanno lavorando il distretto francese della Fraternità di San Pio X e l’Association de Défense du Patrimoine Chrétien pour rétablir les faits dans leur contexte. Pour honorer Mgr Lefebvre et lui rendre justice. Pour faire connaitre au plus grand nombre l’extraordinaire amour de l’Eglise vécu au quotidien par un prêtre catholique”.

 

Qui il sito, qui sotto un video di presentazione.

lunedì, 09 novembre 2009

La lezione di Lincoln (Nebraska)

risen christ

Sì, la cattedrale del Cristo Risorto a Lincoln, in Nebraska, è abbastanza orrenda. Però, a conferma che l’abito brutto non sempre fa il monaco cattivo, vale la pena ricordare che cosa si è festeggiato lì a fine ottobre: 50 ANNI di adorazione eucaristica ininterrotta.

 

A partire infatti dal 1 ottobre 1959 ­– giorno in cui ebbe inizio l’adorazione perpetua voluta dal parroco dell’allora Holy Family Church, come si chiamava la chiesa prima di essere rifatta e divenire cattedrale – fino a oggi, per più di 436mila ore consecutive, giorno e notte, qualcuno ha pregato di fronte al Santissimo. Nomi e ore sono tutte segnate in un apposito registro.

 

Poiché allora la parrocchia era piccola, ha raccontato il settimanale diocesano Southern Nebraska Register, all’inizio si ricorreva anche a preti di altre parrocchie o a mogli/mariti non cattolici. Gli uomini e le coppie erano invitati a coprire specialmente le ore di notte, mentre alle donne erano lasciate più facilmente quelle di giorno. Monsignor Robert Tucker, oggi rettore della cattedrale, ricorda che una delle organizzatrici, Katherine Easley, a ogni parroco nuovo che arrivava la prima cosa che chiedeva era: per quale ora dell’adorazione notturna fosse disposto a segnarsi.

 

adoration Un’altra donna particolarmente coinvolta agli inizi, Barb Miller, era spesso in difficoltà per trovare persone disponibili a vegliare durante le ore piccole. Allora, racconta sempre Tucker, si rivolgeva alla Vergine: “Maria, non vorrai che tuo figlio resti solo stanotte. Aiutami a trovare qualcuno”. E qualcuno, immancabilmente, si trovava.

 

Cassie Chandler, una delle responsabili attuali, dice che “c’è un aspetto mistico nell’adorazione perpetua che non è presente nell’adorazione normale. Nelle parrocchie che hanno abbandonato le ore notturne, la cosa è poi degenerata. La gente si segna, ma molti non vengono”. Mentre con l'adorazione perpetua “i benefici per ognuno sono enormi: le grazie riversatesi sulla nostra parrocchia sono state il dono più grande di questa iniziativa”.

 

Uno dei beneficati è stato Robert B. Crosby, governatore del Nebraska fra gli anni ’50 e ’60. Non era cattolico ma fu coinvolto anche lui nelle ore di adorazione. Forse per fare un favore alla moglie, forse per rispondere alla pia provocazione di qualcuno.  Finì per convertirsi. E lui stesso attribuì il suo passo verso Roma a quel tempo speso davanti al tabernacolo. 

 

A margine, giova poi ricordare che la diocesi di Lincoln – alta frequenza alla Messa domenicale, 39 seminaristi e altre dieci vocazioni in ordini religiosi vari, il tutto su una popolazione di soli 89mila cattolici - è una delle più vive e “ortodosse” degli Stati Uniti. Questo grazie anche alla guida degli ultimi due vescovi: Glennon Patrick Flavin (1967-1992), uno dei pochi pastori che tennero la barra dritta negli anni del caos post-conciliare, e Fabian Bruskewitz (1992-), regolarmente tacciato di essere il vescovo più “conservatore” della conferenza episcopale americana.  

venerdì, 06 novembre 2009

letture

los masones

Segnalazione libraria per gli amici ispanofoni: I Massoni nel governo della Spagna. La bellicosa storia della massoneria spagnola e i suoi ripetuti assalti al potere di Vicente A. Guillamón, edizioni Libros Libres.

Presentazione: «Senza orpelli mitologici, I Massoni nel governo della Spagna affronta la vera natura della massoneria, le sue origini politiche e cospiratorie a servizio della corona britannica, e la successiva appropriazione fattane dall’impero napoleonico. Illustra dettagliatamente il radicamento di questa “fraternità” in Spagna a partire dalla guerra d’Indipendenza, la sua espansione caratterizzata da cospirazioni e assalti al potere, sempre con gli stessi risultati: il deragliamento della nazione. Senza tener presente tutto ciò, è difficile spiegare ciò che accade oggi in Spagna: l’estensione del laicismo, il settarismo di non pochi centri di potere e il pericolo esiziale con cui si confrontano gli spagnoli. Un libro che porta una nuova e completa visione storica sull’arrivo della massoneria nel nostro Paese e il suo radicamento a tutti i livelli del potere».

mercoledì, 04 novembre 2009

teologia bestiale

maiale

theologische zoologie

Apre i battenti il prossimo 15 dicembre, a Münster, alla presenza niente meno che della più grande primatologa vivente, e ambasciatrice Onu, Jane Goodall. Ha ovviamente l’appoggio della diocesi e sarà annesso alla locale Philosophisch-Theologische Hochschule 

Si tratta dell’Institut für Theologische Zoologie, ossia il primo istituto di zoologia teologica, fondato e diretto dai cappuccini tedeschi Rainer Hagencord und Anton Rotzetter.

 

L'ente si propone innanzitutto di “portare maggiormente l'attenzione sugli animali nella catechesi, nella predicazione e nelle ore di religione”.

 

Poi, in senso più profondo, “attraverso una teologia della dignità degli animali e il progetto di una zoologia teologica sarà possibile ottenere nuove acquisizioni per quanto riguarda questioni centrali della fede cristiana (e non solo):

 

1)      in dialogo con le scienze naturali e con la teoria evoluzionista, il superamento di un antropocentrismo biblicamente insostenibile e di una visione dell’uomo quale coronamento del Creato e unico essere vivente dotato di anima.

d

2)      Dal punto di vista della teologia della creazione, un’antropologia che non veda più l’uomo come un essere 'caduto dal cielo' e una riflessione più approfondita sull’innegabile parentela tra uomo e animale.

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3)      Una maggiore attenzione  a temi politicamente ed ecologicamente sensibili come l’allevamento intensivo, l’esorbitante consumo di carne, la distruzione dell’ecosistema e il degrado del cosiddetto terzo mondo.

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4)      Una spiritualità della creazione che prenda le distanze da una pietà intesa come fedeltà immobile a enunciati di verità.

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5)      Una pedagogia religiosa che promuova il legame con la natura e lo spontaneo interesse dei bambini per gli animali, dando loro spazio all’interno di una spiritualità significativa per la persona e adatta alla vita di ogni giorno”.

 

In preparazione a questa grande iniziativa teologica, si è tenuta presso lo zoo di Münster una celebrazione ecumenica organizzata dal parroco Stephan M. Stötzel e da padre Rainer Hagencord.

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montage_gottesdienst

domenica, 01 novembre 2009

cattoadelphismo

campo

Lungo post di Totalitarismo Totale che vale la pena leggere.

venerdì, 30 ottobre 2009

comunicazione & cultura diocesana

saville

Per capire questo breve post, siamo costretti a rimandare a questo altro post, in cui parlavamo del libro del monaco camaldolese Ivan Nicoletto, Transumananze. Per una spiritualità del/nel mutamento (Città Aperta/Servitium).

 

Letta quella segnalazione, potrà incuriosire leggere questa entusiastica recensione del pamphlet del camaldolese battailliano, che si chiude con un “ma proprio tutto il libretto, per l’appunto, è un appassionato sforzo di far risuonare in altri modi l’essere e il dire di/su Dio, mirabilmente declinato in forma poetica nell’ultima estrema sintesi su come Dio potrebbe essere oggi, a conclusione di Transumananze. Opera esemplare, testimonianza coraggiosa, contributo essenziale al dibattito odierno sul possibile futuro del cristianesimo”.

 

Il peana sopra citato è tratto dal sito di Cercasi un fine, periodico di cultura e politica (pasticcio di sinistra sospeso tra Enzo Bianchi, Gustavo Zagrebelsky, Nelson Mandela e don Milani) fondato e diretto da don Rocco D’Ambrosio, sacerdote della diocesi di Bari, docente di Filosofia ed etica politica alla Gregoriana e coinvolto in una miriade di iniziative ecclesiali.

 

Don D’Ambrosio che è stato relatore all’ultimo incontro nazionale per gli animatori della comunicazione e della cultura diocesani, organizzato dalla Cei ad Assisi, lo scorso fine settimana.

venerdì, 23 ottobre 2009

la profezia

shrine edward

Dall’Enciclopedia Cattolica:

 

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Ambrose Lisle Philipps, in una lettera al conte di Shrewsbury datata 28 ottobre 1850, stendendo una rapida storia del cattolicesimo inglese, riferisce la seguente visione o profezia di Sant’Edoardo:

 

“Durante il mese di gennaio del 1066 il santo re di Inghilterra Edoardo il Confessore fu costretto a letto, nel palazzo reale di Westminster, dalla sua ultima malattia. Sant’Ælred, vescovo di Rievaulx, nello Yorkshire, racconta che poco prima della sua felice morte, questo santo re fu rapito in estasi: gli apparvero due pii benedettini della Normandia, che aveva conosciuto nella sua giovinezza durante l’esilio in quel Paese, e gli rivelarono quello che doveva accadere all’Inghilterra nei secoli a venire e la causa della sua terribile punizione. Dissero: “L’estrema corruzione e la malvagità della nazione inglese hanno provocato la giusta collera di Dio. Quando la malvagità sarà arrivata al’apice, Dio nella sua ira manderà al popolo inglese degli spiriti maligni che lo puniranno e lo affliggeranno con grande severità, separando l’albero verde dalla sua radice per la lunghezza di tre furlong (misura equivalente a 200 metri circa ndt). Alla fine, però, lo stesso albero, per la compassione e la misericordia di Dio, e senza alcun aiuto da parte delle autorità inglesi, ritornerà alle sue radici, rifiorirà e porterà abbondante frutto”.

Dopo aver sentito queste parole, il santo re Edoardo aprì gli occhi, riacquistò i sensi e la visione svanì. Riferì subito quello che aveva visto alla sua sposa, Edgitha, a Stigand, arcivescovo di Canterbury, e a Harold, suo successore al trono, che stavano pregando riuniti attorno al suo letto.

 

L’interpretazione data a questa profezia colpisce pensando agli eventi che sono poi accaduti. Gli spiriti menzionati sono stati gli innovatori protestanti che nel ‘500 pretesero di riformare la Chiesa Cattolica d’Inghilterra. Il taglio dell’albero verde è stato quello della Chiesa d’Inghilterra dalla Chiesa cattolica, dalla sede di Roma. Albero che doveva essere separato dalla sua radice vivificante per la lunghezza di tre furlong. Questi furlong sono stati interpretati come tre secoli, alla fine dei quali l’Inghilterra sarebbe stata nuovamente riunita alla Chiesa Cattolica e avrebbe prodotto fiori di virtù e frutti di santità.

La profezia fu citata da Ambrose Lisle Philipps in occasione del ristabilimento della gerarchia cattolica in Inghilterra da parte di Pio IX nel 1850.

 

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Sopra, un’immagine della tomba di Edoardo il Confessore (1002-1066) nella Westminster Abbey a Londra.

martedì, 20 ottobre 2009

Teologia tridentina

eros

La Herder è la casa editice “cattolica” che sta pubblicando l’opera omnia di Joseph Ratzinger, di cui è da poco uscito il secondo volume.

Nelle librerie cattoliche tedesche, insieme a Offenbarungsverständnis und Geschichtstheologie Bonaventuras, della Herder campeggia un altro titolo del 2009: Eros - Körper - Christentum: Provokation für den Glauben? (Eros, corpo, cristianesimo: provocazione per la fede?) di autori/teologi vari, tra cui anche quel Magnus Striet di cui avevamo parlato qui.

Il capitolo che sintetizza al meglio questa piccola fatica editoriale è forse Schock oder Inspiration? Sexualität im Film und die Theologie (Choc o ispirazione: la sessualità nei film e la teologia) di Stefanie Knauß.

L’autrice parte dall’affermarsi negli ultimi anni di un nuovo filone nel cinema d’essay: quello “artcore”, una sorta di via di mezzo tra la pornografia, nel suo senso etimologico, e l’opera d’autore. Ovvero sia, film in cui le scene di sesso sono visivamente esplicite – in un grado prima appannaggio solo dei film xxx – ma all’interno di opere impegnate. Inoltre, scene di sesso che non sono più meri accidenti nella trama, ma rivestono un ruolo centrale nella costruzione e nel messaggio del film. E in cui, a differenza del genere porno-soft dove i corpi sono presentati in una luce patinata e irreale, la copula viene presentata nella sua cruda naturalezza.

Come esempi di siffatte pellicole la Knauß cita Intimacy (2001) di Patriche Chéreau, 9 songs (2004) di Michael Winterbottom o Shortbus (2006) di John Cameron. Shortbus che racconta “le ossessioni sessuali di alcuni newyorkesi di entrambi i sessi, la cui ricerca della propria identità si focalizza nelle proprie problematiche sessuali e nella loro soluzione, con un rimando ironico alla teoria freudiana del rapporto tra sessualità, identità ed equilibrio psichico. Così uno dei protagonisti solo dopo una penetrazione da parte di un semi-sconosciuto riesce ad aprirsi veramente al proprio mondo, al proprio partner e alla loro relazione, mentre una donna fino a quel momento anorgasmica, raggiungendo un orgasmo tramite l’immaginazione si libera da una ricerca ossessiva della soddisfazione sessuale…”.

shortbus

Altro film che interessa alla Knauss è La pianista (2001) di Michael Haneke: “Nella violenza che esplode ne La pianista si manifesta anche l’ambivalenza fondamentale della sessualità, che nella tensione tra violenza e desiderio affascina e impaurisce, come mostra Georges Bataille nelle sue riflessioni sull’eros sacro. Se da una parte la tensione verso una piena unità con l’altro e, in ciò, per l'accesso alla pienezza del Tutto e dell’Essere, si placa nell’orgasmo, dall’altra parte questo comporta una dissoluzione dell’identità e dell’individualità, che suscita angoscia. Alla fine il momento dell’unità resta sempre un momento, fuggente e, come sappiamo, raramente perfetto, cosicché un resto di insoddisfazione e il desiderio di un di più persistono. Solo nella cancellazione della temporalità e della contingenza – nel passaggio dalla petite mort dell’orgasmo alla grande mort della morte – è possibile entrare pienamente nel Tutto. Un'idea questa su cui si esercitano Almodovar in Matador (Spagna 1986) e Oshima ne L’impero dei sensi: in questi due film la tensione verso un piacere senza fine e la pienezza della relazione viene ricercata nella morte comune (Matador), precisamente nello strangolamento e nella castrazione dell’uomo da parte della donna (L’impero dei sensi)”.

In sostanza, spiega la Knauß nel suo saggetto, di fronte a una porneia  non più decorativa o semplice amo per vouyeurs, ma veicolo di riflessioni esistenziali, la Chiesa invece di affibbiarle stolidi bollini censori dovrebbe valorizzarla e confrontarsi con essa: “Invece di denunciare la rappresentazione della sessualità come corruttrice e distruttiva, un confronto aperto – e per nulla acritico – della teologia e della Chiesa con queste immagini e queste storie è necessario: per lasciarsi ispirare da tali diagnosi e visioni per il suo compito teologico di avvicinamento alla verità dell’uomo”.

Stefanie Knauß – che lo scorso marzo è intervenuta sul tema lesbismo e Chiesa Cattolica all'incontro interconfessionale “Religioni e omofobia. Rapporti e discriminazioni”, promosso a Trento dall'Arcigay – si è occupata non occasionalmente di questi argomenti. Come scrive nel suo curriculum: “Dal 2007 al 2008 sono stata impegnata in un progetto di ricerca sull’estetica teologica presso la Fondazione Bruno Kessler– Scienze religiose (Trento), e dal 2009 sono coordinatrice del progetto Gender Studies, presso lo stesso. Il tema della mia ricerca è la sessualità, le sue rappresentazioni nei media, in particolare nella cinematografia e le loro implicazioni per lo sviluppo di una teologia estetica-sessuale”.

La Fondazione Bruno Kessler di Trento è un ente “laico” di ricerca nel campo delle tecnologie dell'informazione, dei materiali e microsistemi, degli studi storici italo-germanici e delle scienze religiose. All’interno di quest’ultimo settore è poi nato il Corso Superiore di Scienze Religiose - eretto dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica nel maggio 2006 - che fa capo alla Facoltà Teologica del Triveneto. Al vertice del Corso, come “moderatore”, siede l'arcivescovo di Trento, Luigi Bressan.

La Knauß insegna anche lì. Per la precisione, per quanto riguarda l’anno accademico 2009-2010, Storia e Sistematica dei Dogmi, Teologia e Cultura, e, come disciplina opzionale, La Corporeità nelle Religioni.

domenica, 18 ottobre 2009

il diavolo, mio fratello

franzoni

“Ma torniamo a Gesù che, considerato samaritano e indemoniato (cfr. Matteo, 12,22 Marco, 3, 23), a sua volta afferma che è il samaritano a divenire salvatore. Sconvolgendo ogni buona regola, e ogni buona teologia, Gesù ci dice che è l’eretico, il traditore, il nemico e solo lui, a farsi prossimo di un uomo che hanno invece ostentatamente ignorato i sacerdoti del tempio, per i quali era inaudito ‘farsi prossimo’ dell’avversario religioso per eccellenza. Il prossimo, allora, se è il samaritano, è anche l’indemoniato, è il demonio stesso.

Il diverso, l’escluso, il peccatore, lo scomunicato può essere il prossimo che si fa samaritano, che mi ama e mi salva. Nella Chiesa, ‘diversi’, ‘esclusi’, ‘scomunicati’ furono via via considerati gli ebrei, poi i sodomiti, poi i catari, poi i pagani, poi gli scienziati, poi i comunisti, poi le femministe, poi gli omosessuali organizzati. Forse, se Gesù raccontasse oggi le sue parabole, o se una comunità cristiana cercasse di inverare il messaggio di Gesù nelle contraddizioni violente del nostro tempo, ciascuna delle categorie sopra ricordate sarebbe il ‘prossimo’ che con amore lenisce le piaghe dei sofferenti, e misericordiosamente anticipa i segni del Regno, mentre noi credenti ‘ortodossi’ dovremmo essere equiparati ai sacerdoti aridi della parabola.

Il samaritano è, dunque, oggi e sempre il mio fratello. Il diavolo, mio fratello. Mi dia, e ci dia, la grazia, il Signore, di capire questa radicale contraddizione, e di saper cogliere, nel suo cuore, il messaggio che libera, l’annuncio che salva, l’acqua che disseta, la Parola che avvolge.”

Da Il diavolo, mio fratello di Giovanni Franzoni. Rubbettino, 1986. Prefazione di Ernesto Balducci.

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