sabato, 04 luglio 2009

Scoop!

nuns_span

Scoop! Anche il New York Times legge wXre. E interviene.

sabato, 04 luglio 2009

Lupus liturgicus

Purtroppo, nel nostro mese di esilio ci eravamo persi il commento di Lupo Alberto (Melloni) al libro di Martin Mosebach L’eresia dell’informe uscito sul Corsera. Titolo “In difesa della Messa bruttina. Una risposta all’inaridimento”. Per chi non l’avesse letto, è qui.

Sulla “messa bruttina” noi risponderemmo a Lupo Alberto così. Segnalandogli questo video girato domenica scorsa alla Donauinselfest di Vienna, il mega festival musicale che sta all’Austria un po’ come l’Oktoberfest sta alla Germania.

Alla mattina, monsignor Anton Faber per il secondo anno consecutivo ha celebrato la Messa Western. Sotto il palco dei concerti country, tra bandiere confederate e tipi in costume sudista, con la gente seduta sui banconi della birra – boccale davanti, sigaretta accesa – ha officiato la di-vina liturgia. Mentre la samelle sfrigolavano sulla brace  e la gente acquistava bevande e patatine fritte per ingannare il tempo, ha declamato la Parola. Invitando poi cattolici, protestanti e “tutti coloro che riconoscono la presenza del Signore nell’Eucaristia” a fare la Comunione.

Questo il quadro sommario. Per il resto delle empietà, il video parla da sé.

Come "messa bruttina" basterà al Lupus liturgicus?.

PS: Anton Faber - specialista in messe interconfessionali, diritti degli omosessuali e in  de-cattolicizzazione di quella Chiesa che per essere davvero ecumenica ha da dirsi tutt'al più "cristiana" - non è un prete decerebrato marginale. E’ il Canonico del Duomo di Santo Stefano a Vienna, diocesi dell’ineffabile cardinale Schoenborn.

giovedì, 02 luglio 2009

Kurt

In tempi non sospetti avevamo segnalato la figura eccezionale di monsignor Kurt Koch, vescovo di Basilea. Eccezionale nel senso che, in un contesto di tendenziale delirio e sfacelo come la Chiesa svizzera, soprattutto di lingua tedesca, Koch è un’eccezione. E nel senso che, come dicevamo un anno e mezzo fa, Koch rappresenta un raro caso, in quelle lande, di pastore passato da un progressismo più o meno riflesso dei tempi a una grande lucidità ecclesiale, non priva di coraggio.

La lettera che ha spedito a luglio ai preti della sua diocesi, in cui interviene sui diffusi mormorii anti-ratzingeriani e sulla solfa della ineludibile “piena accettazione del Concilio” da parte dei lefebvriani, prima che costoro si permetanno di insozzare con la loro presenza la Chiesa post-conciliare, è da leggere. Qui la versione in tedesco presente sul sito della diocesi, qui la traduzione con commento che ne ha fatto p. John Zuhlsdorf.

Sfidiamo a indicare il nome di un vescovo in Italia, non in Svizzera, che manderebbe al proprio clero una lettera scritta con tale franchezza.

PS= Last but not least, Kurt è anche il pastore del nostro idolo tennistico (cattolico) Roger Federer... Domenica, dopo la Messa, ci isoleremo in casa per la finale di Wimbledon. In religioso silenzio. 

martedì, 30 giugno 2009

Ass(u)orrata 2

Per Ass(u)orrata 1 vedi qui.

ROMA-ADISTA. "Affermiamo in modo inequivocabile il nostro appoggio alle nostre sorelle statunitensi. La loro risposta ai mandati del Concilio Vaticano II, in particolare a quanto affermato in Perfectae caritatis (il documento conciliare del 1965 che chiedeva il rinnovamento delle congregazioni nello spirito dei propri fondatori, ndr) è stato un grande dono non solo per la società pluralistica in cui viviamo ma anche per la Chiesa universale. È nostro desiderio assisterle nell’affrontare le sfide che condividiamo". A scendere in campo a favore delle congregazioni religiose femminili statunitensi, oggetto, in questi mesi, di una Visita apostolica voluta dal card. Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (v. Adista n. 35/09), è il massimo organismo internazionale di Superiore, l’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg), con sede a Roma, che raccoglie circa 2.000 leader religiose di ogni parte del mondo. E lo fa con un documento firmato dal Consiglio direttivo (sr. Viviana Ballarin, Italia; sr. Maureen Cusick, Scozia; sr. Rosa Maria Ferreiro, Spagna; sr. Soledad Galerón, Spagna; sr. Amelia Kawaji, Giappone; sr. Louise Madore, Canada; sr. Therezinha Rasera, Brasile; sr. Carol Regan, Usa; sr. Carola Thomann, Germania; sr. Linda Webb, Usa) e, per la Segreteria esecutiva, sr. Victoria Gz de Castejón, Spagna.

----

Sopra, una foto del Consiglio direttivo del massimo organismo internazionale di Superiore della Chiesa Catolica.

Sotto, la sua avanguardia: suor Therezinha Rasera SDS...

Maureen Cusick NDS, la prima a sinistra...

 

Rosa Maria Ferreiro SSCC, la seconda da sinistra...

Louise Madore FDLS, a sinistra...

madore

Amelia Kawaji MMB...

kawaji

 Soledad Galerón RMI...

galeron

Carol Regan SUSC...

regan

Victoria Gz. de Castejón RSCJ.

domenica, 28 giugno 2009

Fat

L'unico Michael Jackson che ci mancherà. 
f
sabato, 23 maggio 2009

chi votare alle elezioni del 7 giugno

Per gli amici di questo blog: wXre si deve purtroppo assentare, per cinque settimane.

Non potendo seguire o commentare le importantissime elezioni del prossimo 7 giugno, lascia nel video qui sotto uno spunto di riflessione politica, che è anche una personale dichiarazione di voto. (Chi fosse interessato a leggere la utile didascalia della foto sopra, invece, la trova qui).

Buona meditazione a tutti... e a presto.

PS= Elezioni in Libano, cosa avevate capito?

giovedì, 21 maggio 2009

Morire in grazia

Si può morire in qualsiasi momento. Lo dimentichiamo spesso. Un investimento in bici, un incidente in macchina, un ictus, un infarto, il vicino che lascia aperto il gas e fa esplodere il palazzo, un terremoto come all'Aquila, un pazzo che ci prende a martellate, un dirupo in montagna.

Che fare se ci si trova faccia a faccia con la morte e non si è in grazia? E se non si ha la grazia ulteriore di avere a disposizione un sacerdote che ci possa assolvere dai nostri peccati? 

Lo spiega Jorge Loring SJ, gesuita spagnolo residente a Cadice,  famosissimo soprattutto nelle Americhe per il suo bestseller Para Salvarte, meno in Italia.

Campione della vecchia guardia iberica della Compagnia di Gesù, ultraottantenne padre Loring continua a tenere seguitissimi ritiri spirituali e conferenze. Qualche anno fa ha registrato per il canale satellitare EWTN una serie di puntate su temi di apologetica e spiritualità, molte delle quali sono ora  su YouTube. Una delle più belle è questa in tre parti su, appunto, come affrontare la morte se non ci si è confessati poco prima e non c'è un prete pronto a raccogliere il nostro pentimento finale. O cosa fare se ci troviamo improvvisamente vicini a un'altra persona in questa condizione.

Purtroppo il video è solo in spagnolo. Ma per chi avesse un po' di dimestichezza con la lingua è tutto da vedere. Per farne tesoro.

PS= Le altre due parti del video sono qui e qui.

mercoledì, 20 maggio 2009

krisis

Dieci anni come un secolo. Le 20 maggiori banche per capitalizzazione al mondo (in miliardi di dollari) nel 1999...

1999

...e nel 2009

2009

Qui il grafico dettagliato elaborato dal Financial Times.

Qui, invece, il racconto di Edmund L. Andrews, giornalista economico del New York Times (!), rimasto intrappolato nell'operazione mutui subprime e finito sul lastrico. Dalla sua storia ha tratto un libro, sintetizzato in questo lungo articolo uscito sul NYT. Uno spaccato efficace come pochi del delirio finanziario degli anni scorsi e dell'America di oggi. Da leggere.

Andrews

lunedì, 18 maggio 2009

Pubblicità progresso

In aprile, in Macedonia, la Suprema Corte ha dichiarato incostituzionale una legge che era stata approvata lo scorso anno dalla coalizione di centro-destra al governo, il VMRO DPMNE, legge con cui si introduceva lo studio della religione nella scuola dell’obbligo. Con la possibilità di scegliere lo studio delle tre principali confessioni del Paese: ortodossa, cattolica, musulmana, oppure storia delle religioni in generale.

Ne è nata una furente polemica, con il Governo e le chiese/mondo musulmano da una parte, e i difensori della "laicità" dello Stato dall’altra.

Con un tocco di indubbia genialità, il ministero della Pubblica istruzione ha allora prodotto uno spot, tipo i nostri di "pubblicità progresso", a sostegno della propria causa: difendere il valore educativo e culturale della religione a scuola...

lunedì, 18 maggio 2009

Legionari di Cristo: resistenza e resa

notre dame

Lunedì 11 maggio, quando il Papa ha incontrato presso il Notre Dame Center  di Gerusalemme i rappresentanti delle organizzazioni per il dialogo interreligioso, vicino a lui, sul palco dell’auditorium, era presente un anonimo sacerdote in talare nera.

Si trattava del messicano padre Juan Solana, dei Legionari di Cristo, direttore dello stesso Notre Dame Center. 

Solana LC

Il Notre Dame, il più grande albergo/centro di spiritualità per pellegrini in Terra Santa, è stato affidato in gestione dal Vaticano ai Legionari di Cristo nel 2005. A quel tempo la struttura, strategica per la Santa Sede, versava in una condizione desolante:  gestita in modo casereccio, bisognosa di costosi lavori di ammodernamento, gravata dai debiti, aveva subito anche il colpo del drastico calo dei pellegrini dopo lo scoppio della seconda intifada.

In un paio d’anni  il complesso è stato risistemato, svecchiato e riportata in tiro: ora è praticamente pieno 365 giorni all’anno.

Dopo l’incontro nell’auditorium del Notre Dame, il Papa, lontano dalla telecamere, ha compiuto un piccolo gesto di cui pochi hanno parlato. Citiamo da Zenit:

«Benedetto XVI ha benedetto a Gerusalemme la prima pietra del Centro Magdala, che verrà costruito sulle rive del Mare di Galilea, a sei chilometri da Cafarnao e dalla Montagna delle Beatitudini.

La semplice e toccante cerimonia si è svolta questo martedì pomeriggio al termine della visita all'Istituto Pontificio Nostre Dame of Jerusalem, che da quattro anni è affidato dalla Santa Sede alla gestione dei Legionari di Cristo.

“Il Centro Magdala – spiega la Legione di Cristo sulla propria pagina web – cerca di rispondere alle necessità dei pellegrini cristiani che visitano la Terra Santa, in concreto la zona della Galilea, e che hanno bisogno di alloggio e di spazi per la preghiera, l'informazione e l'apprendimento culturale, così che possano compenetrarsi in questi luoghi santi per un approccio più profondo alla vita di Gesù, più conforme ai Vangeli”.

Il Centro Magdala “si unisce all'ingente lavoro che svolgono i frati francescani per assistere i pellegrini”, spiega la Congregazione religiosa.

Si stima che i Luoghi Santi ricevano ogni anno due milioni e mezzo di pellegrini, il 70% dei quali visita la zona della Galilea.

magdala

Al termine della benedizione, padre Juan Solana L.C., direttore del Nostre Dame of Jerusalem Center, ha spiegato al Santo Padre la portata del progetto e gli ha illustrato una presentazione multimediale del Centro.

Alla cerimonia erano presenti il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il Patriarca di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal, il Nunzio in Israele, l'Arcivescovo Antonio Franco, e padre Álvaro Corcuera L.C. e padre Luis Garza Medina L.C., rispettivamente direttore generale e vicario generale dei Legionari di Cristo.

Il Centro Magdala prevede un hotel per ospitare 300 persone e un centro che permetterà ai pellegrini di essere trasportati dalle immagini ai tempi di Gesù e di sperimentare, attraverso varie tecnologie multimediali, la forza e la vitalità del suo messaggio di salvezza per tutti gli uomini».

Nella zona si prevede anche la costruzione della Basilica di Maria Maddalena e di un centro dedicato agli studi sulla donna, in base alla dignità che Cristo le ha dato e al suo ruolo nella famiglia e nella società.

La prima pietra benedetta dal Papa aveva scolpita una figura che rappresenta la barca di Pietro con la frase evangelica “Duc in altum” (Prendi il largo)».

-------

southern1

Il moderno Southern College di Dawsonville, in Georgia,  fondato quattro anni fa per venire incontro alle richieste di formazione cattolica nella Bible Belt - dove la fame di scuole di questo tipo è cresciuta negli anni, anche perché si  tratta di una zona degli States meno  coperta di altre dal punto di vista dell'educazione cattolica - ha annunciato che si affilierà al network di istituzioni scolastiche dei Legionari di Cristo. Una decisione che stata discretamente appoggiata da monsignor Wilton Gregory, arcivescovo di Atlanta.

southern2

-------

altius

Qualche polemica in Spagna, alimentata da El Pais, perché alla Fondazione Altius/Universidad Francisco de Vitoria, impegnata nel sociale e controllata dai Legionari di Cristo, sono stati dati in gestione 4 dei 17 “Cepis”, ossia centri di partecipazione e integrazione degli immigrati, presenti a Madrid. Con sommo sdegno della sinistra zapateriana.

-------

master_arch_07_08

Una silenziosa tenzone è in corso da tempo tra la Cei e il Vaticano sulla questione dell'architettura sacra. L'impostazione dell'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, guidato per molti anni da monsignor Giancarlo Santi e ora da don Stefano Russo, ufficio tornato alla ribalta delle cronache per lo scempio compiuto da Fuksas (sponsorizzato Cei) con la nuova chiesa di Foligno, è severamente criticato da molti Oltretevere, soprattutto dall'ala "ratzingeriana". La tenzone si è acuita con il Motu Proprio di Benedetto XVI e la sottintesa opera di restaurazione - nel senso nobile della parola - liturgica caldeggiata dalla Congregazione per il Culto divino.

Il lavoro di studio e formazione in questo campo, per superare il modernismo della Conferenza episcopale che detta legge nella costruzione delle chiese in Italia, è stato affidato ai Legionari di Cristo, che hanno organizzato un apposito master sotto la direzione di don Salvatore Vitiello, teologo molto vicino a don Nicola Bux, e padre Uwe Michael Lang, molto stimato da BXVI.

Al master e ai suoi scopi ha dedicato spazio Rinascimento Sacro, per chi volesse approfondire la questione.  

-----

westchester

Padre Thomas Berg LC, direttore del Westchester Institute for Ethics and the Human person di NY, ha invece annunciato che lascerà la Legione. Lo ha fatto in un breve comunicato, in cui scrive tra l’altro:

"Like so many, I have personally experienced again and again the vast amount of good which God has accomplished through Legionary priests and the congregation’s works of apostolate over the past six decades of its existence. I leave with a heart grateful to Christ who I know accepted and blessed the oblation of my years of religious consecration in the Legion.

In my opinion, the serious issues within the congregation will require its thorough reformation if not a complete re-foundation. I am hopeful that the upcoming Apostolic Visitation of the Legion will be a first step toward a new beginning for the Legionaries and members of Regnum Christi. I trust that God in his providence will lead them to holiness and enable them to do great things for Christ and his Church. For my part, I remain their friend and brother in the Lord".

Secondo voci attendibili altri 23 Legionari di Cristo, di cui 15 americani, sarebbero intenzionati a lasciare la Legione e a formare una nuova fraternità sacerdotale. Il direttore generale, padre Alvaro Corcuera, li avrebbe invitati ad aspettare la conclusione della visita apostolica e la decisione di Benedetto XVI prima di prendere ogni iniziativa. 

venerdì, 15 maggio 2009

Bertone e il caos Lumen Dei

Di Lumen Dei, la promettente (fino a ieri…) e militante realtà fondata dal gesuita Rodrigo Molina, e del suo commissariamento da parte del Vaticano avevamo parlato una decina di mesi fa.

Sul caso, dopo la notizia delle tensioni interne al movimento e della nomina di monsignor Fernando Sebastián Aguilar, vescovo emerito di Pamplona, come commissario pontificio, ossia superiore generale straordinario, è calato un velo di silenzio.

Don Jose María Iraburu, valente sacerdote e teologo spagnolo (creatore della fondazione Gratis Date, che pubblica opere apologetiche e di spiritualità, e il cui sito è ricco di materiale da scaricare gratis, per chi fosse interessato) ha rotto la tregua informando con un lungo articolo su Infocatolica.com della piega incredibile che hanno preso gli eventi.

Don Iraburu fa una cronistoria dettagliata della ribellione dei leader e del grosso del movimento, che si rifiuta di collaborare con il commissario pontificio. Ma dà conto di un’altra cosa che lascia abbastanza a bocca aperta. Lo scorso 5 dicembre il cardinale Bertone ha scritto una lettera a nome di Benedetto XVI in cui si ordinava a tutti i membri di Lumen Dei di esplicitare formalmente la propria obbedienza al commissario pontificio, con una lettera da inviargli entro il 24 gennaio.

Le adesioni sono state pochissime, così il giorno prima della scadenza, il 23 gennaio, lo stesso Bertone ha inviato un fax a monsignor Aguilar dicendo che il termine per ricevere le dichiarazioni di obbedienza veniva rimandato dal Santo Padre donec aliter provideatur, ovvero a tempo indefinito, per poter così giungere a una soluzione del dissidio «positiva y concorde».

Il che può essere interpretato come un gesto di santa pazienza verso una truppa di religiosi e laici tardi a capire, o come un'avvilente mancanza di polso di fronte a un gruppo ormai in aperto contrasto con la Santa Sede. E di fronte ai vescovi, soprattutto spagnoli, che ne sostengono la causa.

Fernando Sebastián Aguilar, vista l'incapacità di procedere seriamente nel suo mandato avrebbe chiesto a Bertone (responsabile del pasticcio) di lasciarlo andare per la sua strada.

lunedì, 11 maggio 2009

into the One

f
Il video si intitola "Into the One", e fa il verso a "Into the Wild", il film sulla storia di Christopher McCandless che, abbandonato tutto, va a vivere in cerca di stesso e della vita autentica in Alaska, dove poi lascia le penne.
f
E' un video prodotto dal servizio vocazionale dell'arcidiocesi di Parigi - il primo di tre, gli altri due usciranno nei prossimi giorni - e ha come attore protagonista Geoffroy de Marsac, diacono della stessa diocesi e tra pochi giorni sacerdote.
f
Anche in Francia, come già in Usa, la pastorale vocazionale inizia a darsi una mossa con i nuovi media. In Italia siamo ancora al parrocchiale letargo. Qualcuno prima o poi si sveglierà, si spera.
lunedì, 11 maggio 2009

Miles Jesu: la visita apostolica silenziosa

mj

Di Miles Jesu non abbiamo conoscenze dirette. Ci fu descritto da un amico diverso tempo fa, in modo molto approssimativo, come una sorta di Opus Dei minore, una movimento per la santificazione dei laici con i soliti gradi di affilamento, quindi anche con consacrati/e e sacerdoti. Il nostro amico ne parlava in termini di grande ammirazione, come di una realtà ortodossa, pugnace, tesa alla nuova evangelizzazione con apostolati brillanti, il più noto dei quali è forse Path to Rome, le conferenze che radunano converti illustri al cattolicesimo, ma si potrebbero citare anche Continuity, per riscoprire le radici cattoliche di varie lande nel mondo, dalle Americhe al mondo anglosassone, la promozione della causa di canonizzazione di Isabella la Cattolica più diverse opere caritatevoli.

 

Miles Jesu è stato fondato nel 1964 dal claretiano Alfonso Maria Duran, già impegnato nei Cursillos di Cristianità.

 

Oggi il movimento conta circa 1000 aderenti. Una realtà piccola, se si vuole, ma che si è fatta notare soprattutto negli ultimi 15 anni e soprattutto in Usa.

 

La cosa che è stata meno notata, invece, è che nel 2007 l’allora vescovo vicario di Roma, il cardinale Ruini, ha ordinato una visita apostolica del movimento - o del suo ramo sacerdotale, non ci è chiarissimo - che ovviamente ha sede a Roma. Contro tale decisione Miles Jesu si è appellata alla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, invano.

 

Ora la visita è finita e, come si legge sul sito della realtà, è stato nominato superiore straordinario di MJ  Barry Fischer CPPS, già generale della sua congregazione, i missionario del Preziosissimo Sangue.

 

Padre Berry, si legge nel comunicato di Miles Jesus, “will be helping us in the much needed revision of our constitutions (whose five-year approval ad experimentum has expired) before their final approval. Fr. Barry will also be accompanying us in the further development of our programs for admission and formation of candidates as well as the preparatory formation of the members before deepening their commitments”.

 

Ma da cosa è partita questa visita apostolica a cui in pochissimi hanno fatto caso?

s

Secondo un sito di fuoriusciti di MJ: “this external superior is being imposed over Miles Jesu after an investigation that was started after approximately 19 members in May of 2007 (including members who were former members of Miles Jesu's governing body, Miles Jesu priests, as well as members who had been in Miles Jesu for over 25 years) reported witnessing over the years in Miles Jesu the following abuses: manipulation of possible recruits to join Miles Jesu, financial dishonesty, practices against Canon Law such as non-confidential spiritual direction, not providing all members with adequate health care/insurance, Miles Jesu's teaching that one's salvation strictly depends on joining Miles Jesu, its prohibition of many members to pursue higher education, its appointment of a Vicar Directress over the women's branch with no formal education in theology or Canon Law, sexual abuse, and various other abuses that show Miles Jesu has cultic qualities”.

s

Accuse che vanno prese con le pinze, ovviamente. Ma che invitano ad osservare la vicenda, che sembrerebbe avviata a un esito positivo, con molta attenzione.

sabato, 09 maggio 2009

L'ateo devoto

Baget

Addio a Don Gianni, un pezzo di storia del cattolicesimo italiano del '900. Un uomo dall'intelletto esuberante, eccessivo, spiazzante, oltre che dotato di una facilità argomentativa e di scrittura rare.

Domani (cioè oggi) ci saranno paginate su tutti i grandi giornali che ricorderanno di lui questo o quello. Noi, in due righe, lo ricordiamo così.

Baget Bozzo è stato, secondo noi, un ateo. Un ateo devoto. Uno straussiano senza Strauss.

La sua difesa del cattolicesimo "tradizionale", in prima linea, fino alla scelta della via sacerdotale, è stata sostanzialmente la difesa dell'istanza religiosa e conservatrice come concepita appunto da Leo Strauss: una cortina fumogena per il vulgus vult decipi (ergo decipiatur) che sola può velare una verità che il popolo non è in grado di reggere e di gestire. Una verità nullificante, concidente con il ni-ente e che in quanto tale può e deve restare appannaggio dei "filosofi".

La fascinazione di don Gianni per l'uomo forte in grado di fare da puntello contro la deriva illuministico-radicaleggiante (la sinistra), dal Dossetti anti-moderno del dopoguerra al Craxi & Berlusconi anticomunisti, tradiva una volontà di "ordine" straussianamente inteso. Un essoterimo di conservazione e di argine alla dissoluzione.

Baget Bozzo è stato per Siri, in fondo, quello che Ferrara (a cui tra l'altro lo accomunavano intelligenza e scrittura brillante) ha cercato di essere per Benedetto XVI. E' stato, in senso profondo, il neocon della DC e della Chiesa italiana post-conciliare.

Chi ha capito abbastanza bene tutto ciò è un osservatore adelphiano come Massimo Cacciari, il cui commento è stato tra i meno banali, letto fra le righe, tra  i tanti che abbiamo compulsato.

Lo riportiamo qui sotto, chiedendo nel contempo a Dio, con una piccola prece, di accogliere nel paradiso l'anima di questo personaggio bizzarro o enigmatico in fondo solo per chi si è ostinato a misurarlo con categorie improprie. Personaggio certamente fuori dall'ordinario.

-----

Venezia, 8 mag. - (Adnkronos) - "Volevo molto bene a don Gianni Baget Bozzo. Lo avevo conosciuto in anni davvero appassionanti e tragici per il nostro Paese, verso la fine degli anni Settanta. Lui aveva attraversato una interminabile sequenza di avventure politiche, culturali, ed esistenziali, dal primo dopoguerra nella Democrazia cristiana all'intensa collaborazione col cardinale Siri fino a un approdo quanto mai sofferto, complesso, e per certi versi contraddittorio, ai temi del Concilio. Non ricordo una persona più intellettualmente e spiritualmente mobile e inquieta di don Gianni".

È questo il ricordo commosso del filosofo Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, del sacerdote-politologo morto la notte scorsa all'età di 84 anni, a cui ha reso omaggio sottolineandone la vivacità intellettuale. "Non ho conosciuto uomo di fede meno 'negligente' di lui nell'indagare presupposti, storie, principi del proprio credo. In quegli anni lontani don Gianni - ha ricordato Cacciari – era particolarmente impegnato proprio sui temi teologici e filosofici, collaborando in questo con un'altra personalità straordinaria di ingegnere, scienziato e teologo, Edoardo Benvenuto, che l'ha preceduto nell'addio di qualche anno, pur essendo di lui più giovane. Di particolare importanza sono stati anche per me i suoi libri sulla conoscenza di Dio e sulla Trinità".

"Ma don Gianni combinava la propria ricerca nel modo più intimo alla propria passione politica. La sua fede era 'agonica' anche per questo: da essa traeva costante impulso ad affrontare la storia dell'uomo in tutte le sue dimensioni. E a prendervi parte, rischiando davvero tutto se stesso. Mi viene in mente - ha ricordato Massimo Cacciari - un incontro con lui dopo che, proprio per questo suo diretto 'prender parte', era stato sospeso a divinis. Era preso da una angoscia febbrile e la tonaca tutta nera e inguaribilmente fuori moda, che ostentava con qualche superbia, era ancora più lisa e malandata del solito. Tuttavia non poteva mai piegarsi. Era stato il più importante opinionista politico di La Repubblica per poi schierarsi apertamente con il Psi di Bettino Craxi e infine negli ultimi anni, quando i nostri incontri si fecero molto saltuari, con Forza Italia di Berlusconi".

s

"Non è certo questo il momento di discutere tali scelte. Esse sono il frutto della sua indomabile inquietudine e del senso acuto della responsabilità di trovare ad essa comunque risposta. Non credo che per don Gianni né Craxi né Berlusconi lo fossero. Come non credo lo fossero, su un altro piano, Papa Wojtyla e ora Papa Benedetto. Penso che per lui fossero, per così dire, una 'provvisoria necessità', resa tale - spiega il sindaco filosofo di Venezia – anche dal carattere sempre più conservatore assunto dalla politica di quelle forze a cui si era in qualche modo richiamato negli anni Settanta e durante la sua collaborazione con Repubblica".

s

"Per don Gianni, quando la crisi del 'secolo' diventa tanto acuta da apparire insolubile, la Provvidenza invia singoli uomini nel 'tentativo' di mantenere il mondo in una qualche forma. Si trattava per lui quasi di 'provvedimenti' che lasciavano le grandi questioni insolute, ma permettevano di pensarci sopra. Per don Gianni quello che valeva alla fine - conclude Massimo Cacciari - era proprio soltanto il carattere insolubile della 'cosa ultima' e credo che in lui mai sia venuta meno tale 'riserva escatologica' rispetto a ogni sua presa di posizione politica. Quanto più don Gianni era inesorabile nella sua luciferina capacità di critica dell'avversario politico, tanto più sapeva di non sapere sulle questioni che ne dominavano l'anima".