domenica, 12 ottobre 2008

Dio è amore

Ed è anche molto paziente e misericordioso, non c'è dubbio.

 

venerdì, 10 ottobre 2008

Sophia

Fiocco rosa. E’ nata Sophia, la nuova università dei focolarini, a Loppiano.

 

Auguri di cuore.

 

Certo, il corso su “Ecologia e civiltà”, tra i cui punti figura il “Superamento dell'antropocentrismo e del fisiocentrismo dell'attuale panorama culturale” più “Coscienza ambientale e princìpi etici di sostenibilità, precauzione, cooperazione e causa. Paradigma della sostenibilità e stili di vita” non è entusiasmante.

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Soprattutto se tra i libri di riferimento si trova Il tempo sarà bello. Fondamenti etici e teologici per nuovi stili di vita di Simone Morandini, della Fondazione Lanza di Padova, il peggior "think tank" cattolico su questi temi.

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Su questi orientamenti devianti (dall'antropologia cattolica) speriamo che l'enciclica di Benedetto XVI sui temi sociali, che conterrà un lungo excursus sull'ecologia dal punto di vista cattolico, data in uscita entro la fine dell'anno, porti un po' di chiarezza.

domenica, 05 ottobre 2008

Cos'è una "faccia di bronzo"?

“Non ci sarà nessuna crisi del 1929 come dice Tremonti: quella in atto è una correzione come ce ne sono state altre, e le Banche centrali stanno reagendo in maniera appropriata. Inoltre, anche se non è possibile prevederne l’andamento giorno per giorno, i mercati quando scendono scendono in fretta, perciò non mi stupirei se fossimo già vicino alla fine della caduta”. Quindi il rimbalzo può essere imminente.

Così Alberto Alesina, docente gagà di Economia a Harvard, con la sua solita saccenza, sulla Stampa del 20 agosto 2007. 

Così invece l’Albertino Alesina di due giorni fa, schiscio schiscio:

"L'Europa è nel pieno di una crisi che capita una sola volta nella vita. Ogni europeo ricorda cosa avvenne quando i mercati finanziari crollarono nei cupi anni '30. Non è un'esagerazione affermare che potrebbe accedere di nuovo, se i governi non si mobiliteranno. Non stiamo prevedendo che accadrà, ma è cruciale sapere quale è la posta in gioco...I risparmi di centinaia di milioni di cittadini europei sono a rischio.

Se le turbolenze causeranno una paralisi del mercato del credito, posti di lavoro e imprese ne verranno distrutti su scala massiccia. Un ulteriore deterioramento dell'economia reale metterebbe ancora più prestiti in pericolo e darebbe vita a un circolo vizioso di calo dei prezzi degli assets, deterioramento delle capacità di ripagare i prestiti e diminuzione dei flussi sul credito".

Ma il punto più "divertente" è questo: "In Europa, il problema cruciale è l'alto uso della leva finanziaria tra le banche più attive a livello internazionale. Così, il contributo dell'Ue deve centrarsi sulla ricapitalizzazione del settore bancario, tramite iniezioni di fondi pubblici" o tramite altri sistemi. "Questo va effettuato a livello di Unione Europea, ossia tramite la Banca europea degli investimenti".

E insieme a lui, Giavazzi, Boeri & co.

Ecco, dichiarazioni da conservare quando il vostro nipotino di tre anni, come quello di Carlo Melina, vi chiederà: "Zio, cos'è una faccia di bronzo?". Oppure, non sia mai: "Zio, cos'è una faccia di ****?".

domenica, 05 ottobre 2008

Anticipazioni

Sopra, la copertina dell’ultimo numero dell’Economist arrivatomi oggi. Sotto, la copertina che uscirà tra qualche settimana, quando ci si sarà resi conto che il piano Paulson non serve a un *****.

sabato, 04 ottobre 2008

Milano, Via della conciliazione

Una foto simbolica, che parla in qualche modo di conciliazione e di una fase che si chiude.

Il Cardinale Martini che se ne va dal Centro San Fedele, giovedì, al termine di quella che è stata forse la sua ultima apparizione in pubblico. E lo fa appoggiandosi al braccio non di un suo figlio spirituale, ma di un tosto figlio di don Giussani, M.Z., ciellino doc. Che pare lo segua e gli sia di aiuto e sostegno in molte circostanze.

venerdì, 03 ottobre 2008

the russian dream

"L'epoca del dominio di una economia e di una moneta è stata relegata al passato, una volta per tutte". A scandire il de prufundis per l'America è il presidente russo Dmitri Medvedev, che a San Pietroburgo, al vertice intergovernativo russo-tedesco con il Cancelliere Angela Merkel, rilancia: "Dobbiamo lavorare insieme per creare un nuovo contesto economico-finanziario per un sistema più equo".

Falsità anti russe

Sulle accuse a Mosca per la guerra in Caucaso, Medvedev cita anche Winston Churchill: "Se la verità è multiforme - dice - la menzogna è sempre polifonica". E spiega: "Ci troviamo di fronte ad una situazione in cui l'ipocrisia e la stupidità, si sono moltiplicate per il nazionalismo aggressivo, cercando di guadagnare punti sull'opinione pubblica internazionale".

Il mondo va avanti "e dovremo andare avanti, piuttosto che aggrapparci al passato". Per Medvedev "Ora piu' che mai si può produttivamente superare le difficoltà dell'epoca della globalizzazione" per arrivare "all'inevitabile conclusione della interdipendenza delle nazioni e dei popoli", ha detto il capo di Stato. 

La globalizzazione che piace a Mosca

E quale miglior esempio di interdipendenza di quello del settore energetico, dove i giganti russi hanno un peso fondamentale? "Questa interdipendenza comprende non solo l'economia - si difende Medvedev - ma anche della scienza, della tecnologia, la cultura e l'istruzione. E senza chiudere, cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra gli Stati non ci può essere sviluppo intellettuale e la sopravvivenza del genere umano" ha sottolineato.

Non si torna alla Guerra Fredda

"Forse qualcuno vorrebbe tornare alla primitiva divisione del mondo sulle proprie e altrui posizioni, giuste o sbagliate. Ma noi in Russia, riteniamo che quest'epoca è sorpassata inevitabilmente. Non tornerà un nuovo muro di Berlino, non tornerà la guerra fredda, non vi e' alcun motivo", ha detto il Presidente russo.

giovedì, 02 ottobre 2008

Ed è subito Siri

         

Un ricordo semplice del Cardinal Siri, ma bellissimo, uscito sul Foglio di oggi. By Francesco Agnoli.

Il recente convegno organizzato a Genova in suo ricordo, alla presenza del cardinal Angelo Bagnasco, la pubblicazione di alcune sue omelie da parte di un’ editrice cattolica emergente, e in rapida espansione, “Fede & Cultura”, segnano, insieme ad alcune nomine papali strategiche di alcuni suoi discepoli, il ritorno del cardinal Giuseppe Siri e del suo magistero nella vita della Chiesa. Il tempo, dunque, è stato ancora una volta galantuomo: i nuovi teologi francesi, tedeschi, olandesi, osteggiati a lungo, apparentemente senza successo, dal cardinale di Genova, dopo aver imperversato nel post concilio, beandosi della loro “originalità” e “indipendenza”, cadono pian piano nell’oblio, e le loro novità si rivelano sempre più figlie del loro tempo, effimeri tributi allo spirito di un’epoca, incapaci di resistere alla prova della storia.

Chi veniva esaltato, acclamato come voce profetica, che predice e anticipa il futuro, è oggi sempre più dimenticato; chi era considerato un residuo del passato, da dimenticare per sempre, viene oggi pian piano riscoperto. Questo perché Siri fu fedele al motto di cui ogni ministro di Dio, dovrebbe fregiarsi, per evitare di cadere nella vanagloria, nell’orgoglio, nella presunzione: Non nobis Domine, sed Nomini Tuo da gloriam. Questa certezza, che tutto ciò che facciamo dobbiamo giudicarlo come Lui lo avrebbe giudicato, permise a Siri di costruire la sua vita sulla roccia, per affrontare il successo, con equilibrio, quando innegabilmente ci fu, e l’ostracismo, l’incomprensione, l’odio, quando necessario.

Da giovane sacerdote Siri è ben cosciente di quanto il fascismo sia incompatibile con la fede, per la sua concezione hegeliana della storia, per il suo nazionalismo e per il suo “panstatismo”. A 38 anni diviene il più giovane vescovo italiano e durante l’occupazione tedesca è costretto a vivere clandestinamente, sull’appennino ligure, ricercato dai tedeschi. Nell’aprile del 1945 è tra coloro che convincono i tedeschi ad abbandonare Genova senza distruggerla, senza inutili rappresaglie e spargimenti di sangue. Proprio questo suo ruolo, la sua fama di antifascista, le sue grandi opere di carità, gli ottengono una notevole stima e influenza, presso gli ambienti più diversi. Ma la caduta del fascismo non pone certo fine alla storia della lotta tra bene e male, come l’ ideologia vorrebbe far credere. C’è, in agguato, il fascino del comunismo, e Siri si trova a vivere in una città particolarmente influenzabile: reagisce mantenendo ferma la barra dell’anticomunismo, cercando la collaborazione degli imprenditori, attentissimo ad essere, nel contempo, il difensore del suo popolo. Ai suoi sacerdoti chiede povertà, vieta loro, se non in casi particolari, l’uso dell’automobile, e di ogni ostentazione di ricchezza. Vuole sacerdoti che siano poveri, capaci di sacrificio, vicini alla gente, ma anche distinti: i suoi “cappellani del lavoro” non si confondono, né quanto a veste, né ad atteggiamenti, ai preti operai, ma nello stesso tempo partecipano delle ristrettezze e delle urgenze anche materiali del proletariato e degli operai della città. Vive, lui stesso, in povertà, ed accoglie persone in cerca di lavoro, le aiuta, paga bollette a questo e a quello, come un vero padre affettuoso e premuroso.

Amatissimo da Pio XII, che lo vorrebbe a Roma, come Segretario di Stato, fa di tutto per rimanere nella sua Genova. A Roma però va spesso, per il Concilio, perchè chiamato a consulto dai papi, cui non di rado, con umiltà, esprime il proprio parere, trovandosi non di rado in disaccordo, come Paolo con Pietro, con Giovanni XXIII, ad esempio sulle persecuzioni a padre Pio, che non comprende, o con Paolo VI, sulle sue aperture politiche, al centro sinistra, e dottrinali. Il periodo sicuramente più travagliato della sua vita è però quello del Concilio e del post Concilio. Siri è uno dei tanti principi della Chiesa che accolgono con forte contrarietà l’indizione del Concilio: il momento non gli appare opportuno, ed anche l’ottimismo di Giovanni XXIII sui segni dei tempi lo trova perplesso. “Ho capito poco del discorso del papa- scriverà alludendo all’ apertura del concilio-, in quel poco ho subito avuto modo di fare un grande atto di obbedienza mentale”. Siri è inoltre indignato per lo spirito di non pochi padri conciliari, per la verbosità dei documenti, in cui gli sembra che alcune proposizioni possano risultare “incerte”, ambigue; per le “pillole democratiche” ingerite dai padri che vogliono limitare l’autorità papale a vantaggio dell’assemblea; per l’avversione di alcuni alla Tradizione; per tante idee sull’ecumenismo che gli sembrano confinare con l’indifferentismo ed il sincretismo, e per la nuova concezione della “libertà religiosa”, sostituita alla più tradizionale “tolleranza religiosa”.

Scrive: “Se la Chiesa non fosse divina, questo Concilio l’avrebbe seppellita”. Soprattutto Siri segue con particolare apprensione le innovazioni liturgiche, critica aspramente l’operato di Bugnini e Lercaro, lamenta l’accento posto maggiormente sull’idea di Cena, piuttosto che sul Sacrificio, l’eliminazione della centralità del Tabernacolo, la protestantizzazione dei preti e delle cerimonie, la comunione sulla mano (un Dio che non viene ricevuto, accolto, ma “preso”)… Abbandonata la presidenza della Cei, Siri concluderà la sua vita cercando di fare della propria diocesi un argine, un luogo di resistenza a quelle innovazioni da lui ritenute ingiuste o inopportune, ma agendo sempre, come mi racconta un vecchio collaboratore di Renovatio, Piero Vassallo, cercando di coniugare “l’intransigentissima verità con la tollerantissima carità”.

mercoledì, 01 ottobre 2008

Crisi dei mercati: c'è chi vince

In Usa c’è un’azienda che non sente venti di crisi. L’abbazia cistercense di Sparta, nel Wisconsin, che grazie al genio di Padre Bernard McCoy ha creato Lasermonks.com, un servizio di import export internazionale di toner per stampanti che fattura 4,5 milioni di dollari all’anno (a cui si aggiunge la produzione e vendita di biscotti per cani, salsa piccante e prodotti vari).

Despite vows of poverty, they’re millionaire monks

Wisconsin monastery sells printer products online; profits go to charity

Bernard McCoy is the worst-paid CEO in the country. His business makes millions in profits per year selling ink and toner online, but his annual pay is ... zero.

That’s because Father Bernard is a monk — one of nine brothers who pray, work and live at Our Lady of Spring Bank Abbey, a Cistercian monastery in west central Wisconsin.

“One day I went online to order some toner for the monastery's printer,” Father Bernard recalls, “and found that the markup on ink supplies was sinfully high.” So the monks launched a Web site, LaserMonks.com, to sell discounted computer printer products.

Once the Abbey's operating costs of about $150,000 a year are covered, the rest of the profit — about $4.5 million — goes to charity. Call it venture capital for good works.

Customers get to suggest where profits are invested. Some of the money trains Vietnamese orphans how to use office computers. Other funds feed battered families. Part of the profits helped Joe Sanwald do something no one in his family has ever done: graduate from high school.

The monks hired the 17-year-old to build a guest cabin in the forest surrounding the Abbey. “Kids were giving me a pretty tough time since I was poor, but look at me now,” Joe says with a grin. “I’m doing better than they are!” He's even planning on going to college.

Father Bernard studied astrophysics at Georgia Tech University. During his sophomore year, he put together an import/export business in 30 countries from a pay phone in his dorm. One day, he got a collect call — from God. He became a priest.

Before Father Bernard came to the Abbey in 1991, the monks had been praying for a better way to pay the bills for nearly a quarter of a century (Cistercian monks do not rely on donations). They considered everything from cultivating mushrooms to constructing a world-class golf course, but monks are supposed to live lives separate from the stress of the outside world.

Father Bernard does pray half the day, but he runs a worldwide corporation during the rest of it. Some people might question whether that is appropriate in a contemplative life.

“There's a certain amount of religious thinking in the American Christian world that says money is kind of tainted — there's something evil about it," he acknowledges. But Father Bernard believes the success of LaserMonks proves them wrong: “What I've come to realize is that money is a tool that can be useful for doing a lot of good for others.”

The monks weren’t sure their printer supply business would have a prayer; there are dozens of similar online companies. But sales skyrocketed in 2003 and doubled each of the next two years, because the monastery's labor force has taken a vow of poverty.

“Even if we got a pay raise, we'd still be making nothing!” says Brother Tom, his eyes twinkling as he packs a box for shipment.

“What perks do you get?” I ask.

Brother Tom slaps a label on the box, then pauses. “Peace.”

martedì, 30 settembre 2008

Tocqueville dixit

Democrazia in America.

venerdì, 26 settembre 2008

"Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?" (RM 8,31)

Il 19 maggio 2006, quando la Santa Sede rese nota la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo a padre Marcial Maciel LC, furono in molti – tra i nemici della Legione di Cristo e non solo – che parlarono di “fine di una storia”. Di possibile “sfaldarsi dell’ordine”. Di inevitabile “crollo delle vocazioni”.

 

Nel comunicato emesso dalla Legione, quello stesso 19 maggio, si leggeva invece – oltre al fatto che “P. Marcial Maciel ha ricevuto nel corso della sua vita un indefinito numero di accuse… egli ha affermato la sua innocenza e seguendo l'esempio di Gesù Cristo ha scelto sempre di non difendersi in nessun modo” –:

 

Egli, con lo spirito di obbedienza alla Chiesa che sempre lo ha caratterizzato, ha accettato questo comunicato con fede, con totale serenità e con tranquillità di coscienza, sapendo che si tratta di una nuova croce che Dio, il Padre della Misericordia, ha permesso che soffra e dalla quale otterrà molte grazie per la Legione di Cristo e per il Movimento Regnum Christi.

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Noi legionari e membri del Movimento Regnum Christi, seguendo l'esempio del padre Maciel e uniti a lui, accogliamo e accoglieremo sempre tutte le disposizioni della Santa Sede con profondo spirito di obbedienza e fede, e rinnoviamo il nostro impegno di lavorare con grande intensità per realizzare il nostro carisma della carità ed estendere il Regno di Cristo a servizio della Chiesa”.

 

Come si legge da questo breve resoconto, domenica 14 settembre hanno iniziato il loro cammino nella Legione di Cristo 188 novizi

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Non solo non c'è stato alcun crollo. Ma le vocazioni sono aumentate rispetto al 2005, l'anno prima del procunciamento della CDF.

giovedì, 25 settembre 2008

civiltà liberale

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Non c’è dubbio che fino a quando l’Islam non riuscirà ad aprirsi al pensiero liberale, resterà un pericolo per l’Occidente. E per le nostre libertà.

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(ANSA) - PARIGI, 25 SET - Attrice, ballerina di cabaret e ora  anche regista di un film pornografico: Arielle Dombasle, la moglie del filosofo francese Bernard Henri Levy, dopo aver ballato nuda al Crazy Horse lo scorso anno, sarà regista per un film porno in rete su Canal + il prossimo 25 ottobre.

Si tratta di una serie di cinque cortometraggi pornografici realizzati ciascuno da una regista donna, “per apportare un nuovo sguardo su questo genere”, spiega Canal +. Oltre al film della Dombasle dal titolo “Il gioiello indiscreto”, ci sono “Peep-show heros” di Helna Noguerra, “Farsi prendere dal gioco” di Lola Doillon, “Ai suoi piedi” di Melan Laurent e “Encoulees” di Laetitia Masson.

I film, di 25 minuti, sono “basati sulla sessualità femminile in tutta la sua varietà. Offriranno alle donne un cinema d'autore nel quale il loro desiderio, il loro piacere e la loro libido saranno al centro della nostra proposta”, ha spiegato SecondSex, la società di produzione della serie dal titolo “Xplicit Films”.

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mercoledì, 24 settembre 2008

Gran discorso

Gran discorso di Ahmadinejad ieri all'Onu. Per chi avesse voglia di leggerlo, è qui.

domenica, 21 settembre 2008

Sepultura

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Gran post di Del Visibile, direi anche uno scoop, che è stato a Chiaravalle, ha fatografato la tomba di Mattioli (inavvicinabile per il volgo), la statua di Manzù in onore di don Raffaele (tra parentesi oggi Avvenire dedica una pagina all'artista bergamasco, a firma di quell'ingenuo al cubo che è Marco Roncalli, nipote di Angelo) e ne dà un'esegesi artistico-esoterica.

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Chapeau.

venerdì, 19 settembre 2008

Frank ad Arezzo

Jakob Frank, il “falso messia” e la sua setta. Un convegno alla facoltà di Lettere di Arezzo

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Jakob Frank, l’ebreo polacco che alla fine del XVIII secolo dichiarandosi il messia fondò una setta che predicava l’apostasia come avvento di liberazione per il popolo ebraico, sarà ‘protagonista’ del convegno internazionale Along the road to Esau (Lungo la strada verso Esau). La giornata di studi è promossa dalla facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell’Università di Siena e dall’Istituto di Giudaistica di Vienna e si terrà lunedì 22 settembre, a partire dalle ore 11, ad Arezzo (campus del Pionta, viale Cittadini).
«Storici delle religioni, studiosi di giudaistica, polonisti e germanisti », spiega Roberta Ascarelli, docente di Letteratura tedesca alla facoltà di Lettere, organizzatrice del convegno insieme a Klaus Davidowicz dell’Istituto di Giudaistica di Vienna, «si incontrano per cercare di fare chiarezza sulla figura di Frank, una specie di Cagliostro dei ghetti dell’Europa orientale. Un personaggio, negli ultimi anni, al centro di leggende mediatiche, fiorite soprattutto sul web, che alimentano nuove forme di antisemitismo nei confronti di presunti seguaci nascosti nella nomenklatura mondiale. Oscura appare anche la setta, dove la forma cattolica avrebbe nascosto i segreti cabalistici».
Il titolo del convegno allude all’incontro tra Giacobbe ed Esau, «fa riferimento», spiega la professoressa Ascarelli, «all’incontro tra ebraismo e cristianesimo predicato da Frank».
A metà del Settecento, in Polonia, Frank e i suoi adepti si convertirono in massa al cristianesimo, ripudiando l’ebraismo e lanciando accuse terribili verso questa religione. Una vicenda che ha lasciato molti dubbi. «Dopo il battesimo», afferma la professoressa Ascarelli, «molti frankisti riuscirono a entrare nei ranghi della nobiltà polacca, combatterono le guerre napoleoniche con alti gradi militari e diventarono protagonisti delle insurrezioni ottocentesche». Gli studiosi si chiedono chi fossero questi seguaci e se Frank fosse un falso messia che illudeva le piccole folle dell’ebraismo orientale o un leader politico-religioso che guidò i suoi discepoli alle soglie della modernità.
Il frankismo, importante capitolo della vicenda dell’ebraismo orientale, è stato argomento della ricerca su “Ebraismo e Culture nazionali”, che vede coinvolti vari atenei italiani, di cui si sono occupati gli studiosi della facoltà di Lettere di Arezzo e dell’Istituto di Giudaistica di Vienna. Nel convegno internazionale, che si terrà in lingua inglese e nel quale si troveranno per la prima volta insieme i maggiori studiosi del frankismo provenienti da Stati Uniti, Israele, Polonia, Svizzera e Austria, saranno presentati i risultati della ricerca e le relative pubblicazioni.

VENERDì 19 SETTEMBRE 2008 14:15 - Università di Siena - Ufficio stampa di Arezzo