Guido, stamane a radio radicale dicevano che la raccolta firme per referendum procreazione assistita è arrivata a quota 200.000. Ne mancano ancora 300.000. Hanno 20 giorni ancora di tempo. Dovrebbero quindi raccogliere 15.000 firme al giorno per raggiungere l'obiettivo. Mi pare difficile.
Molti non ne sanno nulla, anche perché non ne vogliono sapere. L'argomento non scalda. Hai visto? anche il recente post di Magister sul tema ha solo 2/3 commenti, tra cui il mio!
Sarà meglio, sara peggio. Credo che già nel medio termine, questa disattenzione la pagheremo. ciao
ld
Caro Guido,
leggevo sul domenicale del Sole 24 Ore di qualche settimana fa un intervento di Maurizio Ferraris. Tratta dell’“ascesa, declino e resurrezione di una moda filosofica: il postmoderno” ma il bello dell’articolo sta nello scenario da battaglia che dipinge tra postmoderni e monsignori.
Il postmoderno - scrive Ferraris - è una moda iniziata circa 20 anni fa con Lyotard in “La condizione postmoderna” come discorso relativista che predica la fine dei grandi racconti, illuminismo, idealismo, marxismo, dio, la scienza oggettiva.
Poco dopo il postmoderno si accorge di essere a sua volta un grande racconto; si butta allora nell’ironia, nel dire ma senza credere troppo a quanto dice (seconda fase). Ma questo piacere di buttare sempre tutto in vacca non può durare a lungo, il gioco è bello se dura poco.
Quindi si passa alla terza fase del postmoderno, che Ferraris definisce della resurrezione. Qui si cerca qualcosa in cui confidare anche se in forma comunque flebile. Esponente di spicco: Vattimo e la riscoperta dello spiritualismo, del cristianesimo, di Bergson, dello spirito che galleggia sulle acque”.
E all’apparire di questa terza fase Ferraris rivela: “è a questo punto che i monsignori denunciano lo scippo: questa è roba nostra”. Segnale ne sarebbe il polverone sollevato da Caffarra qualche mese fa. E sarebbe quindi in atto una “guerra fratricida tra postmoderni e monsignori, entrambi vogliono il dominio sulla stessa cosa”.
Mi resta però un dubbio. Secondo te, Caffarra o Ratzinger sono proprio così preoccupati di tutta questa torma di gente condotta alla santità da Vattimo?
ld
Caro Luigi,
avrai visto anche tu la maratona di ieri, bellissima, emozionante, ecc. L'unica cosa che mi ha un po' deluso è che nessuno dei commentatori ha individuato il protagonista forse principale della gara (almeno nella sua parte finale). Mi spiego.
Vanderlei Cordeiro de Lima, il corridore brasiliano arrivato terzo, è un cattolico. Cornelius Horan, il 57enne irlandese pche già aveva fatto il kamikaze l'anno scorso al Gran Premio di Silverstone, e che ad un certo punto ha placato il maratoneta brasiliano con il suo cartello "Leggete la Bibbia...", è un ex-prete cattolico (con problemi psichici, va da sé). Meb Keflezighi, l'etritreo trapiantato negli Stati Uniti arrivato secondo, è un protestante fervente (in passato ha lasciato diverse dichiarazioni sull'importanza della fede nella sua vita di sportivo. Il doppio segno di croce fatto con precisione a fine gara non era affatto casuale). Stefano Baldini, il nostro mega-campione, è un cattolico genuino. Spirito semplice, ottavo di undici figli, di famiglia contadina e cattolica della bassa reggiana, dicono che abbia passato la gioventù tra oratorio, amici e sport (anche qui, quando a fine gara ha puntato il dito al cielo e ha pronunciato alcune parole con gli occhi rivolti all'in su - parole che si è rifiutato di rivelare nella trasmissione di Marco Mazzocchi - con Chi avrà parlato? Io un'idea ce l'avrei).
Insomma, il vero, invisibile protagonista della maratona di ieri è stata la Fede. Che quando è autentica oltre a muovere le montagne è capace di farti correre 42 kilometri e 195 metri in 2 ore e 8 minuti. Quando é folle, può farti entrare in pista con un kilt, inneggiare a Dio e zompare addosso al malcapitato di turno.
GdC
PS= dimenticavo, Meb Keflezighi, viene anche lui come Baldini da una covata di 11 figli.
Caro Guido,
ieri sera Fo in tv. Ma il Duomo di Modena che c'entrava? Poco. Due ore e più di monologo (con pezzi anche riscaldati) per la solita lezione di storia vista come scontro dei ricchi contro i poveri. Storia a fumetti: ha utilizzato più i suoi disegni che non i documenti, altrimenti il ragionamento non chiudeva come lui voleva. Che è come spiegare gli eventi con le illustrazioni della Domenica del Corriere.
Fin qui siamo nel pittoresco. Stanche invece mi sono sembrate le sue trovate per dare attualità. Faceva i paralleli con l’oggi. E con chi? il berlusca. Ovvero con un fatto politico piccino, ormai già passato ai suoi ultimi colpi di coda. Comunque, ognuno scelga i suoi avversari.
Quando si è messo a fare esegesi biblica ha mostrato tutti i suoi limiti. Adamo ed Eva avrebbero preferito consapevolmente la conoscenza alla vita eterna, discetta lui. Ma si può ridurre così la profondità del Genesi? Ci è o ci fa? Che poi la citazione completa è la “conoscenza del bene e del male”, ovvero che l’uomo e la donna non hanno l’arbitrio di ciò che è bene e di ciò che è male. Perché creature, in quanto fatti da Altro. E invece hanno pensato di essere assolute. Hanno negato un fatto, l’essere sempre relazione. Ma forse Fo pensa di essersi fatto da solo, davanti e anche didietro.
Hai notato che ha presentato il Dio dell’Antico Testamento come iracondo e pure pasticcione. Invece con Gesù (quello ovviamente partorito dalla sua fantasia) si è anche commosso. Caro Guido da Cocconato, qui puzza di Marcione. La solita eresia che oppone antico e nuovo testamento, il dio creatore minore e il dio dell’amore.
Il Duomo di Modena è proprio bello. Poteva partire da quello che voleva, dietro qualcosa avrebbe trovato talmente è ricco. Mi è piaciuto quando ha fatto notare il parallelo tra l’arca di Noè e la città di Modena. Quello è stato proprio bello.
Sai cosa? Lui ha fatto lo spettacolo e noi stiamo qui a fargli le pulci. Intanto lui lo ha fatto. Perlomeno una lezione di metodo. Tu l’hai fatta una cosa così? Io no. Ancora.
wXre
ld
...a voler essere proprio pignoli, caro Luigi, si potrebbero far notare al buon Magister altre notiziole sui Legionari di Cristo, che confermano come dinamismo e freschezza comunicativa nella Chiesa di oggi provengono da realtà e da movimenti ancora definiti con biasimo "conservatori".
Ti cito solo le due notiziole più recenti, che S.M non ha registrato: il 23 maggio scorso il padre Fernando Vergez Alzaga LC, spagnolo, è stato nominato direttore del primo ufficio per i servizi internet della Santa Sede, dipendente dall'APSA; mentre il 3 agosto un altro legionario, l'americano Kevin Lixey LC, è stato ufficialmente incaricato di coordinare la nuova sezione sport all'interno del Pontificio Consiglio per i Laici (che non è un ambito strettamente comunicativo, ma ha le sue indubbie ricadute mediatiche).
GdC
Caro Luigi
stare sul chi va là è effettivamente una sorta di deformazione professionale. Quello che bisogna soprattutto fare è setacciare il reale in cerca di pepite di santità.
A questo proposito mi viene in mente il caso di un buon cercatore d'oro come Sandro Magister, al quale pare sfuggire regolarmente qualche pepituzza. Sul suo sito avrai letto anche tu l'articolo "Da Roma al mondo. L'offensiva globale dei nuovi media cattolici". Lì il nostro sottolinea, per la seconda o terza volta negli ultimi mesi, il successo inaspettato della rivista di apologetica Il Timone, diffusasi con il passaparola e un'accorta promozione presso i parroci di tutta Italia.
Per la seconda o terza volta negli ultimi mesi, però, il Magister non rivela di chi sia la suddetta rivista (effettivamente anonima nella presentazione): trattasi di una bella iniziativa editoriale - anche se ancora un tantino acerba - dei Legionari di Cristo, la dinamica congregazione sacerdotale fondata dal messicano Marcial Maciel.
SM non ci dice nemmeno di chi sia il più bel portale di informazione cattolica per i paesi di lingua tedesca, kath.net, che riporta nel suo elenco di agenzie di stampa e che pure ha citato favorevolmente qualche tempo fa: trattasi di un'altra bella iniziativa editoriale - senza etichette visibili, ovviamente - dei Legionari di Cristo, la dinamica congregazione di cui sopra..
GdC
Caro Guido,
tu spremi la morale anche dal diavolo!
In effetti tutto torna. Se non erro ogni prete – chiunque esso sia – in quanto sacerdote è un altro Cristo. E da qualche parte c’è scritto Nolite tangere Christos meos.
Dai tempi di Guglielma la Boema, tu sei sempre sul chi va là. E spesso a ragione. Allora quando puoi, entriamo nel merito: vediamole queste deviazioni, elenchiamoli questi errori. Che poi, sono sicuro, sapremo riconoscere anche molta santità.
ld
Caro Luigi
ci eravamo lasciati prima delle vacanze parlando di montegiovismo ed ambienti camaldolesi e mi ritrovo, tornato dalle vacanze, a scriverti una letterina sullo stesso argomento. Il motivo è che, neanche a farlo apposta, mi è toccato passare alcuni giorni in compagnia di un pretonzolo inzuppato dalla testa ai piedi di dossettismo, montegiovismo, camaldolismo e altre deviazioni teologico-ecclesiali purtroppo ancora piuttosto diffuse.
Il dialogo ravvicinato con questo presbitero dalle idee confuse, però, mentre all’inizio mi suscitava i soliti crampi allo stomaco, alla fine mi ha ispirato sentimenti diversi, di maggiore “comprensione”, sulla linea di quelli che tu mi solleciti saggiamente a coltivare e che anch’io ogni tanto, ma con poca convinzione lo ammetto, mi sforzo di fare miei.
Responsabile di questa micro-illuminazione è stato un brano - pensa un po’ com’è strana la vita - non di S. Tommaso o di S. Francesco di Sales, ma di un satanista. E del satanista dottrinalmente più elevato e “puro” del ‘900, ossia il francese René Guénon. Il libro è Considerazioni sull’Iniziazione, editore Luni, di cui, se hai qualche attimo di pazienza, ti riporto alcune righe:
“E’ facile capire come il ricollegamento al centro supremo sia indispensabile perché sia assicurata la continuità di trasmissione delle influenze spirituali, così è di tutto quel che abbia un carattere veramente
tradizionale, anche per le organizzazioni exoteriche, religiose o d’altro genere, per lo meno al loro punto di partenza; a maggior ragione così è nella sfera iniziatica. Nello stesso tempo, è tale ricollegamento che mantiene l’unità interiore ed essenziale esistente sotto la diversità delle apparenze informali, ed è - di conseguenza - la garanzia fondamentale dell’Ortodossia‚ nel vero senso della parola. Soltanto occorre comprendere bene che simile ricollegamento può non mantenersi sempre cosciente, non foss’altro che a causa di una certa degradazione resa possibile dall’allontanamento delle origini, degradazione che può giungere a un punto tale, come dicevamo in precedenza, da far sì che un’organizzazione arrivi a comprendere solo più
iniziati virtuali‚ come noi li abbiamo chiamati, che continuano però a
trasmettere, anche se non se ne rendono più conto, l’influenza spirituale di cui l’organizzazione è depositaria. Il ricollegamento si mantiene nonostante tutto in virtù del fatto che la trasmissione non è stata interrotta, e ciò è sufficiente perché qualcuno di coloro che abbiano ricevuto l’influsso spirituale in tali condizioni possa sempre riprenderne coscienza se porta in
sé le possibilità richieste.”
Mi fermo qui, purtroppo, perché la citazione sarebbe troppo lunga, anche se interessantissima.
Mi chiederai subito, e giustamente, che cavolo c’entrano queste righe con montegiovismi e camaldolismi vari. Apparentemente nulla. Guénon qui sta parlando di “organizzazioni iniziatiche”, che, tradotto in un linguaggio che fa imbestialire i suoi cultori, ma è preciso e certamente più accessibile alla semplice vecchietta che va a Messa - si tratta di organizzazioni sataniche. Le “influenze spirituali” di cui parla, la cui ricezione è un requisito essenziale per assicurare ad una determinata realtà un carattere “tradizionale”, sono influenze demoniache (la “tradizione” a cui fa riferimento, va da sé, è quella primordiale del serpente). Quindi, pur con tutte le critiche che si possono fare ai nostri amici monaci, cose di una dimensione ben distanti da quella dei Calati, Dossetti, Bianchi, Barban e compagnia bella. Però le riflessioni di Guénon, se lette bene, sono sempre di grande interesse anche da un punto di vista cattolico. Il Sommo Dottore in scienze massoniche sottolinea infatti, in un’infinità di punti della sua opera, le similitudini tra la via iniziatica (leggi satanica) e quella cattolica (similitudini che il nostro accompagna, e si capisce bene perché, con la specifica costante delle abissali differenze…). Il passo sopra riportato è un esempio di queste similitudini, che io da profano provo a recuperare e chiosare così per quanto riguarda l’ambito cattolico: la difesa della verità, dell’ortodossia è un compito vitale della fede e non si esaurirà mai, non potrà mai aver fine. Nelle diatribe sull’ortodossia di certi ambienti è però facile (almeno per me) perdere un po’ di vista il fatto che la Chiesa non è un’associazione meramente umana, tenuta insieme da una comunanza di obiettivi e di scelte, ma è essenzialmente un corpo mistico, unito da legami spirituali, tanto invisibili e impercettibili quanto indissolubili e potenti. Legami (i sigilli sacramentali per esempio), influenze spirituali (la grazia, l’aiuto dei santi e degli angeli per esempio) di cui si può perdere coscienza, certo, ma che tuttavia restano, operando in modi che noi non sospettiamo nemmeno; e che, se davvero ridotti ad uno stato puramente virtuale, possono comunque sempre essere riattivati.
Questa semplice e pia riflessione (grazie a Guénon!), come ti dicevo, ha fatto davvero sì che, parlando con il pretonzolo dossettiano, matto ma dalla fede sincera, cambiassi un po’ atteggiamento interiore. Gli ultimi giorni, mentre lo sentivo ripetere le sue castronerie, mentre pensavo con profondo dispiacere a quanta confusione aveva creato fra i suoi giovani e i suoi parrocchiani, lo guardavo e mi dicevo: costui però celebra con devozione la S. Messa, rinnova ogni giorno sull’altare il sacrificio del Golgolta, si fa tramite del perdono dei peccati da parte di Dio - insomma è certamente uno di quei cattolici sotto molto aspetti “virtuali”, per usare la terminologia di René, ma che non di meno “continuano a trasmettere, anche
se non se ne rendono più conto, l’influenza spirituale di cui l’organizzazione è depositaria”. Insomma sempre, e potentemente, uno dei nostri.
GdC