Guido, Kate Moss si è guadagnata le copertine. Amedeo Goria, vero o non vero, è stato sputtanato da Le Iene.
Storie tristi che escono dal cilindro di un certo moralismo giornalistico. Poi, immagino, arriverà, o è già arrivato, qualche autorevole maestro che sentenzierà: ma quale scandalo se lo fanno tutti: forse che l'ambiente modaiolo non va avanti a sniffate? Ma quale scandalo se lo fanno tutti: forse che il sottobosco televisivo non è fatto di pedaggi sessuali? E giù con i sepolcri imbiancati etc etc.
In effetti, è piuttosto farsesco reclamare regole di comportamento non previste dal sistema. Sistema che vive ingoiando e riciclando tutto.
Quindi, viste le premesse, prevedo un palinsesto tv dell'autunno 2006 composto da: Kate Moss a Ballando con le stelle; Goria a L'isola dei famosi.
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Guido, sapendo io ben poco di diritto, ho trovato utile questa intervista (segnalata da don Michele) su pacs e ccs fatta da Zenit al professor Gambino (la trovi sul report del 20 settembre). ld
Un mosaico col leone di S.Marco sulla facciata di un palazzo a Londra. Niente di che: è una mia vecchia foto e si vede pure male. Solo per ricordartelo.
Ciao, ld
Caro Guido,
venerdì dovrei andare a Milano, ma adesso vedo se riesco ad andarci un altro giorno.
Perché? Perché venerdì a Milano fanno un'esercitazione antiterrorismo. Stazione Centrale, Cadorna e Linate i tre posti coinvolti. In stazione più o meno duecento persone faranno finta di essere state investite da un'esplosione; inseguimento di persona sospetta all'aeroporto; a Cadorna non so più cosa.
Una simulazione, dirai tu. Sì ma, come ricorda Blondet, l'attentato a Londra è stato fatto durante una di queste simulazioni e pure l'11 settembre alle Torri Gemelle era in programma una simulazione antiterrorismo. E in più mette in guardia dalle aziende che si occupano di queste cose. Solitamente gran parte dei consulenti provengono dal Mossad. Del resto sono i migliori, come sa bene l'Enaip (e io pensavo fosse una scuola di cuochi) che fa i corsi con la Logan's Ltd.
Lui, poi, ci fa tutta una serie di ragionamenti. Io faccio un segno, due freccie sull'agenda e venerdì me ne sto sul lago.
ciao, ld
"La nostra stessa Costituzione del resto, come ben sappiamo, nell'art. 29 intende con univoca precisione la famiglia come "società naturale fondata sul matrimonio" e ne riconosce i diritti. Per conseguenza la Corte Costituzionale ha ripetutamente affermato che la convivenza more uxorio non può essere assimilata alla famiglia, così da desumerne l'esigenza di una parificazione di trattamento".
Caro Guido, queste ieri le parole del Cardinale Ruini. Oggi c'è già chi si straccia le vesti. Anche a citare la Corte costituzionale, basta che sia un prete, e subito c'è chi parla di ingerenze, anomalia italiana etc etc. Stamattina sentivo l'articolo della Mafai su Repubblica (letto da Bordin col tono di voce impostato sul registro "caspita quanto buon senso nelle parole di Miriam"). Ma ce ne saranno altri, di sicuro. Che poi hanno tutti la solita, stanca, ridicola premessa: nessuno vuole impedire alla Cei di parlare, ma dire può dire solo quello che penso io. Altrimenti: ingerenza!
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Caro Guido,
prendi l'articolo di fondo, ormai di ieri, della Spinelli sulla Stampa. In sintesi dice: il clero conservatore critica l'uscita di Prodi sui pacs, ma lo fa senza approfondimento, solo per calcoli politici e per attaccare Prodi. A me pare che rigiri maldestramente la frittata, e che piuttosto sia Prodi quello che a corto di argomenti e per piaggeria abbia tirato fuori una battuta e poco più sui pacs.
L'articolo è solo prolisso, pieno di pressapochezze se non di falsità, oltre che noioso (quasi come quelli della Rina Gagliardi su Liberazione), ma te lo segnalo perché mi pare che vi si evidenzino bene le avvisaglie di una campagna elettorale fatta di singol issues. Quelle che bombardano su singoli temi. All'americana, alla radicale, per intenderci. Non sapendo bene in cosa differenziarsi, la sinistra si butta sui temi alla zapatero: pacs, matrimoni gay, divorzio veloce (per poi finire su eutanasia e droghe).
Questi temi nelle loro implicazioni sono vitali. Sono i grandi temi della vita, della morte, della storia. E noi cattolici ci butteremmo su questi argomenti con tutta la passione possibile. Diventerebbero l’urgenza. E questo è un rischio.
Guarda quanti sono i matrimoni gay in Spagna. Guarda quanti sono le coppie di fatto registrate alle liste dei comuni (dove già esistono). Non si può non notare la pretestuosità di certi attacchi.
Per dover smentire i Grillini e i politici a corto di idee rischiamo un vuoto politico, una mancanza di discussione su temi come le infrastrutture, la politica estera, l’economia. Sarebbe un vero peccato.
Che poi è pure stupido, anche in termini di solo calcolo elettorale. Se la sinistra vuole vincere non può permettersi di portare avanti campagne costruite in questo modo. Prendi me, ad esempio: lo sai che se devo scegliere preferisco andare a sinistra. Cosa mi toccherebbe fare? Votare Berlusconi perché la sinistra si perde dietro ai Grillini o ai Pannella? Non è così che negli Usa si sono visti riconfermare Bush? Non si accorge Prodi che più che adulto è fesso a rilanciare su questi temi? O è fesso perché a sinistra non si sa come puntare unitariamente su infrastrutture, politica estera e economia?
Su leftwing si chiedono come si fa a non essere scemi. E se la prendono con Rutelli. Che invece è l'unico che dimostra di non farsi ingabbiare dalla tentazione delle one issue campaigns, per l'unità e il successo del centro-sinistra.
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Caro Guido, il fine è la causa della causa efficiente, causa causarum. Così almeno è scritto in qualche vecchio manuale di filosofia. Provo a ripercorrere il ragionamento.
Se stiamo a sentire Aristotele, l'effetto deve preesistere nella causa. Preesiste, dice, ma non in tutto e per tutto. Altrimenti non ci sarebbe novità (tutt'al più una causa depotenziata, una sorta di decadenza ontologica). L'effetto preesiste ma non può preesistere ontologicamente come realtà, altrimenti non sarebbe prodotto, perché già esistente. Si tratta quindi di aver presente qualcosa d'altro in quanto altro, senza essere altro.
L'effetto già presente, ma non l'attualità ontologica, implica una preesistenza di tipo intenzionale. Ovvero bisogna parlare di una struttura teleologica delle cose, un ordinamento ideale delle cose ai loro fini.
Insomma quello che mi sto chiedendo è se si possa iniziare a parlare di struttura teleologica solo alla fine, quando ci si imbatte nella complessità, nel concorso ordinato di una molteplicità di elementi. Oppure se non si debba farlo già quando si afferma che una cosa è così perché è così, che una cosa è così perché funziona così. Se non si debba iniziare a parlare di struttura teleologica al primo apparire del principio di determinazione.
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PS Questo post mi veniva in mente leggendo un post o un commento o un qsa di ffdes, di qualche giorno fa ma non ricordo più dove.
Se tutti i giornalisti che domenica si sono accalcati davanti all’entrata dell’Istituto romano dove la figlia di Fazio ha iniziato il suo cammino verso la consacrazione – per non vedere nulla e quindi scrivere aria fritta sui gornali – avessero scavato un po’ di più, avrebbero trovato qualche dettaglio interessante.
Per esempio che tra le ragazze che, assieme alla Fazia, hanno fatto il primo passo verso i voti nel Regnum Christi ce n’era un’altra illustre. Paulina Lavín, la figlia di Joaquín Lavín, leader dell’UDI, il partito della destra cilena, già sfidante dell’attuale presidente Ricardo Lagos e candidato anche alle prossime elezioni presidenziali, che si terranno in gennaio.
Futuro presidente cileno (¿) e governatore della Banca D’Italia (?) fianco a fianco, in un momento assai fuori dai soliti canoni istituzionali.
GdC
Luigi,
oggi Francesco Agnoli risponde sul Foglio alle critiche che ha ricevuto per i suoi articoli su Giordano Bruno.
Io direi di dar man forte all’agnolotto rilanciando questa breve, ma significativa intervista fatta qualche anno fa a Stanley Jaki osb. Significativa perché Jaki, fisico e benedettino ungherese, è stato una delle più brillanti menti scientifiche del mondo cattolico nel ‘900.
Peccato che oggi sia poco ricordato, benché sia ancora attivo, mi pare.
GdC
Forse qualcuno sospettava che nella desolata Danimarca ci fosse un nutrito gruppo di cattolici tridentini? In pochi presumo.
Interessante anche la figura del vescovo che si vede nella foto del sito, in basso. E’ mons. Markus Bernt Eidsvig, nuovo vescovo di Oslo, ordinato tale lo scorso agosto.
51 anni, norvegese, luterano in gioventù e poi convertito al cattolicesimo, Eidsvig è stato fino a qualche mese fa mestro dei novizi della splendida abbazia agostiniana di Klosterneuburg, in Austria.
Ora è a capo della Chiesa cattolica norvegese, piccolissima (45.000 anime, per lo più immigrati, l’1% della popolazione) ma, a detta di Eidsvig, fervorosa.
E’ l’avanguardia dell’evangelizzazione degli iperborei.
GdC
Sul sito dello SDI, della votazione sull'alleanza con i radicali non c'è più traccia. Neanche una sintesi.
Comunque, il 54% era contrario. Il 20% circa era favorevole. Il resto poneva come obiettivo prioritario la fine della diaspora socialista.
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Gigi,
ti dicevo che la stampa laica non sa un tubo di cose di Chiesa. Addirittura Marco Tosatti, membro del senato dei vaticanisti italiani, fa la figura del gelataio. Oggi, sulla Stampa, scrive che i membri del Regnum Christi sono circa 1000 nel mondo. Sono in realtà circa 20.000, la maggiorparte in Messico e negli Stati Uniti. Ad essere alcune centinaia sono i consacrati, uomini e donne.
GdC
Luigi,
dispiace sempre un po’ dover dare ragione a Vittorio Zucconi. Però la ricostruzione che fa su Repubblica di oggi del disastro in Louisiana è sostanzialmente corretta.
Solo il Vittorio si dimentica di dire che Walter Maestri, quella sorta di responsabile della protezione civile di New Orleans che lui cita come Cassandra dell’ultimo disastro, aveva lanciato l’allarme di una probabile alluvione della città, causa uragano, non solo pochi giorni prima dell’arrivo di Katrina, ma già quattro anni fa, in un articolo uscito su Scientific America. E che letto ora fa davvero impressione.
GdC
Caro Luigi,
John Allen è bravo, si sa. Tra le ultime cose che ha scritto ti segnalo un’intervista a Mons. Lorenzo Albacete, l’anchorman di Comunione e Liberazione negli Stati Uniti.
Ci sono alcuni dati biografici per capire meglio chi è l’Albacete, come ha fatto, già prete adulto, ad entrare in contatto con il movimento (un altro colpo messo a segno da Scola), più alcune considerazioni trasparenti sulla situazione di CL negli USA.
GdC
Ti aggiungo questa. Pannella si inventa pretesti per trascinare i socialisti nella mobilitazione a favore dell'eutanasia. Ma se proprio ci tiene ai sondaggi, invece di guardare quelli inglesi, dovrebbe segnarsi la votazione in corso sul sito dello SDI.
A oggi, più del 54% dei votanti dice di essere contrario all'alleanza. Temono, si vede, il suicidio assistito dai radicali.
ciao, ld
Caro Guido,
detto fatto. Pannella ci ascolta e lancia la mobilitazione: radicali e socialisti tutti col kit mors tua, vita mea.
Del resto era largamente prevedibile. Il tema dell'eutanasia coinvolge tutti, è carico di emotività e casi pietosi da strillare non mancheranno di certo. Insomma, dopo Caporetto una delle carte migliori per spezzare le reni ai clericali.
Avevamo segnalato che Soros è il maggior finanziatore di questo tipo di one-issue campaigns. E non c'è interesse di Soros, ma neppure uno, di cui i radicali non si facciano diligenti talebani. Solo che a ogni socialista coerente viene da vomitare se solo sente nominare lo speculatore. Allora Pannella tende uno dei suoi tipici sofismi: siccome in Gran Bretagna un sondaggio dice che l'87% è per l'eutanasia, questo rappresenterebbe un riferimento utile per creare una reale alternativa in Italia. E via con la mobilitazione della rosa nel pugno!
Il fatto è che più o meno l'87% degli inglesi ha un'opinione precisa anche sul bidet. Che dire allora, riferimento utile pure questo per una reale alternativa?
Ciao, Luigi