lunedì, 29 maggio 2006

Distonie

Benedetto XVI è andato ad Auschwitz per condannare i nazisti. Il Cardinale Lehmann è stato al cimitero di Meßkirch per rendere omaggio a Heidegger.
 
GdC
venerdì, 26 maggio 2006

Caro Angelo

Caro Angelo,
 
più di quanto dice John Neuhaus («[the CdF and the Holy Father] think Fr Maciel did do something wrong») penso sia appropriato quanto scritto dall'altro super-informato, John Allen, secondo cui la CdF e il Santo Padre avrebbero convenuto sul fatto che «some of the accusations against the charismatic 86-year-old Mexican priest are well-founded». Da lì il riconoscimento della sostanza sufficiente per aprire un processo (non per stilare un verdetto). Ma un processo che data l'età e le condizioni di salute del Fondatore non era opportuno fare. Per cui, come scrive padre Owen Kearns, Marcial Maciel «becomes like an accused priest awaiting trial. Only, in this case, there will be no trial». Il senso ultimo di questa soluzione punitiva, perché comunque di punizione si tratta, mi pare sfuggente. Penso volutamente.
 
Per quanto riguarda le accuse. Non è vero che circolassero da decenni. Circolano dal 1997, da quando gli otto accusatori le hanno fatte pubblicamente, per la prima volta. Prima non esistevano.
 
Le calunnie provenienti dai gesuiti di Comillas che portarono al commissionariamento della Legione dal '56 al '59, erano sostanzialmente che padre Maciel faceva uso di stupefacenti (!), che aveva delle amanti (donne), e che era coinvolto in malversazioni finanziarie. Accuse quasi coincidenti con quelle che venivano mosse (sempre dai gesuiti) a un altro fondatore, Escrivà de Balaguer. 
 
Da quelle accuse padre Maciel fu discolpato in pieno. Consiglio di leggere la testimonianza che mons.  Polidoro Van Vlierberghe, uno dei due investigatori vaticani, ha scritto alcuni anni fa sul caso. In essa tra l'altro si legge:
 
«Through my interviews I detected animosity in some of the individuals, especially [...] It was also clear to me at the time that the accusations were part of a design, a methodically organized campaign, to discredit Father Maciel and the Legionaries of Christ. Rather than appearing candid, the nature of the accusations were disingenuous and always seemed calculated to create the greatest impact with the particular audience to whom they were presented. However, I am surprised that more than forty years later, Father Maciel is accused of sexual abuse by some of the same individuals who did not hesitate to accuse him in the 1950s of so many other faults and grave crimes that were proven totally false. We, the Apostolic Visitators, gave them every opportunity to level any accusation they had, but not once was this type of offense mentioned».
 
Negli anni successivi padre Maciel è stato accompagnato da mormorazioni e calunnie (anche qui, del tutto simili a quelle che hanno tormentato da Escrivà) ma mai su presunti abusi sessuali (e da notare che di ipotetici abusati ne erano già usciti dall'Ordine... una legione). Perché? Beh, Mons. Polidoro dice chiaramente: «Rather than appearing candid, the nature of the accusations were disingenuous and always seemed calculated to create the greatest impact with the particular audience to whom they were presented». Il che è un particolare ricorrente: per apparire sensazionali, le accuse false degli "ex" ricalcano spesso i temi forti del momento. Quelli che hanno un maggior impatto sull'audience. 
 
Ma negli anni '50 il topos della molestia omosessuale in seminario non esisteva. Esisteva quello del prete che andava a donne (che oggi suona un peccato veniale, basti pensare alla reazione che ha suscitato la confessione dell'Abbé Pierre) da  cui le calunnie classiche di quegli anni, non solo nei confronti di padre Maciel o di Escrivà, che cercavano di calcare la mano su quel tasto. Negli anni '90 invece - e qui ha ragione Introvigne - negli Stati Uniti si è creato un clima di eccitazione anticattolica sul tema del sacerdote che molesta i bambini (molto prima di quando in Italia ne abbiamo preso coscienza dai giornali). Guarda caso, proprio nel crescendo del furore anti preti-pedofili gli otto accusatori (erano nove, ma Miguel Diaz Rivera ha poi ritrattato, confessando di essere stato spinto dagli ex-compagni ad aderire alla truffa) sono venuti fuori con la storia delle molestie sessuali. Che coincidenza.
 
No, caro Angelo, in questo caso di vittime di abusi sessuali da risarcire moralmente proprio non ce ne sono. Fidati. Ci sono delle vittime, sì, ma di altro tipo. Come scrivevo l'altro giorno è innegabile che accanto alla storia della Legione si siano create storie parallele di enorme sofferenza, la sofferenza di fuoriusciti che si sono ritrovati con una vita spezzata, e che in tanti casi sono rimasti in una penosa condizione di indeterminatezza esistenziale, di solitudine, spesso senza un lavoro e senza un appiglio per rifarsi una vita (vedi Paul Lennon, l'animatore irlandese del sito Regain).
 
Su questo punto è probabile che la Legione debba fare dei mea culpa. Ma non solo lei. Direi la maggiorparte degli ordini religiosi o delle realtà ecclesiali simili. Il muro che si crea tra chi abbandona un ordine e l'ordine stesso (fenomeno diffusissimo, conosco vicende lancinanti di ex-gesuiti, tanto per dire) è una dinamica che ha delle spiegazioni (l'autodifesa dell'Ordine da persone che possono portare turbamento nella comunità, inquinare con il risentimento la vita degli ex-confratelli, ecc.), ma che una volta aveva degli ammortizzatori naturali, mentre oggi non li ha più. Una volta il contadino che si faceva cappuccino, se usciva dai frati mal che andasse tornava a lavorare nei campi. Oggi un uomo di 40, 50 anni - magari senza fratelli e senza il sostegno di un tessuto familiare come c'era una volta - che esce da una realtà religiosa cosa fa? Dove va? A chi si appoggia? La tentazione della disperazione è tremenda. E la mano che gli viene data dalle comunità che ha lasciato è spesso insufficiente.
 
Ripeto, non ci sono, nel caso della Legione, vittime di abusi sessuali da risarcire. Ci metterei la mano sul fuoco. Chiunque ha visto da vicino le comunità legionarie sa qual è la limpidezza e l'equilibrio che vi regna, anche per quanto attiene il tratto umano fra confratelli. Cito un dettaglio: il Fondatore ha sempre detto che i Legionari devono essere trasparenti come il vetro e che le loro case devono essere allo stesso tempo un riflesso e uno stimolo di questo atteggiamento. Da qui gli ambienti luminosi, le grandi vetrate, gli spazi puliti. Da qui le porte delle stanze aperte o socchiuse, mai chiuse del tutto. E molti altri particolari del genere che non sto ad elencare. Ma che colpirebbero, penso, più di un lettore, soprattutto se a conoscenza dello stile e delle regole vigenti in un normale seminario diocesano.
 
Soprattutto, però, chi conosce bene la Legione e si legge un libro come El Legionario di Alejandro Espinosa (uno degli accusatori) si mette a ridere (se non ci fosse da piangere). Una caricatura tale che dire pulp/trash è poco. Stessa cosa per Vows of Silence, che sta per uscire in italiano. Entrambi esempi chiari non della volontà di raccontare una storia vera, ma di fare del male. Di vendicarsi.
 
Sì Guido, va bene tutto, ma vuoi che siano così scemi quella della CdF da non capire che dietro...? No, non lo voglio. Il problema è che chi conosce nel dettaglio e dal di dentro come funziona una realtà può costruire delle accuse assolutamente verosimili, se non stringenti. Faccio un esempio un po' banale. Anni fa mi è capitato di condividere un appartamento con dei compagni di università. Bene, se oggi volessi diffamare qualcuno di loro per ipotetici fatti sessuali accaduti in quel luogo, potete stare certi che lo saprei fare molto, ma molto bene. Tanto bene da far venire più di un ragionevole dubbio nella mente del mio ascoltatore (che non conoscesse l'accusato) e tanto più se oltre a me ripetessero le stesse cose altri due o tre ex-coinquilini.
 
Guido, mi spiace, ma non sei credibile: in quello che dici si sente troppo che sei di parte. E' vero, lo ammetto, sono di parte. Come scrive oggi Magister io sono tra quelli che considerano padre Maciel non solo innocente, non solo un uomo di Dio, ma un santo. Solo, mi permetto di dire, a ragion veduta.
 
GdC
giovedì, 25 maggio 2006

Peace and church

Luigi,
 
per rasserenare un po' lo spirito ti segnalo una reportage fotografico di chiese nel mondo. Che belle...
 
GdC
mercoledì, 24 maggio 2006

The day after

Un editoriale del direttore del National Catholic Register (di cui i Legionari sono editori), padre Owen Kearns LC, sulla Legione di fronte alla decisione di Benedetto XVI.
 
Da leggere.
 
GdC
lunedì, 22 maggio 2006

El Fundador

Una meditazione sul Getsemani (in file audio) di padre Maciel. Per chi voglia unirsi in preghiera con la Legione di Cristo e tutti i figli spirituali di questo servo di Dio.

GdC

lunedì, 22 maggio 2006

Fino alla morte, e alla morte di croce

Caro Luigi (e cara Porph.)
 
sì, ho appreso la notizia su padre Maciel.
 
Cosa ne penso? Beh, penso una cosa molto semplice: ci sono ambienti dentro la Chiesa che vogliono che la Legione di Cristo sia devitalizzata e alla fine, magari, soppressa. Non è una novità, è stato così fin dalla fondazione, nel 1941. Chi conosce la storia della Legione – pochi ahimé, ma anche chi ne è all’oscuro può sempre leggere la prima parte dell’intervista a padre Maciel, La Mia Vita è Cristo – sa di cosa parlo. E si tratta di ambienti trasversali.
 
Perché c’è stata sì l’ostilità storica del mondo liberal, con i gesuiti in testa. Ma non solo quella. Tanto per fare qualche esempio, non va dimenticato l’attrito negli anni ’80 e ’90 con l’Opus Dei, che ha visto sbucare dal nulla questi preti conquistadores a farle concorrenza nelle sue piazze di elezione, da Madrid a Città del Messico. Fino a casi “clamorosi” come quello dell’Università Finis Terrae di Santiago, in Cile, una piccola perla che nel 2002 fu acquistata dai Legionari di Cristo bruciando sul traguardo proprio l’Opera, sulla carta ben più potente e favorita. Così come non va dimenticato che negli Stati Uniti, dalla fine degli anni ’90 a oggi, gli attacchi forse più duri alla Legione sono venuti da giornalisti conservatori o neo-conservatori come Michael Rose, Matt Abbott e da giri come quello della American Family Association. Non va dimenticato neppure che a partire dalla guerra in Iraq, quando nel mirino di certi ambienti USA oltre a Giovanni Paolo II finì il Cardinale Sodano, vero oppositore di quel tipo di operazione politico/culturale, anche i legionari, legatissimi a Sodano e alla sua impostazione, finirono nel mirino. Infine un esempio recente, che può apparire poco significativo, mentre lo è eccome. E’ chiaro a tutti che la città di Roma è un po’ una rappresentazione in miniatura della Chiesa Cattolica, o meglio una vetrina di ciò che offre oggi il cattolicesimo. E’ altrettanto noto che il cuore culturale e teologico di questa offerta, il complesso delle università pontificie, versa in uno stato di grigiore. Non solo per la frammentazione parossistica degli atenei, ma per l’abbassamento di livello dei docenti, per l’appannamento culturale e l’insignificanza che spesso vi regna. Bene, i Legionari di Cristo nel giro di cinque anni hanno costruito a Roma un centro studi per 400 confratelli. Un ateneo, il Regina Apostolorum, che è diventato il punto di riferimento per una disciplina chiave come la bioetica, e l’unico in costante crescita di iscrizioni, mentre l’anno scorso ha organizzato più incontri e seminari di quanto hanno fatto tutte le altre università Pontificie messe insieme. Così la nuova Università Europea, la prima università cattolica parificata creata in Italia da 40 anni a questa parte, è nata grazie al lavoro e all'abilità organizzativa dei Legionari. Ma si potrebbe continuare: a Roma i Legionari  hanno iniziato a lavorare, con notevoli risultati, in un settore importantissimo e trascurato, quello della vita consacrata femminile, della formazione culturale e spirituale delle suore, diventando lentamente un punto di riferimento per tanti piccoli ordini.... eccetera.
 
Tutto questo solo per dire che di nemici, per invidia o per ostilità ad una certa visione ecclesiale, la Legione di Cristo ne ha sempre avuti tanti e variegati (preciso: l'Opus Dei va catalogata come concorrente, non certo come nemico). La novità è che qualcuno di loro, chi di preciso non lo so, è finalmente riuscito a mettere a segno un colpo davvero pesante.
 
Punire il Fondatore (a 86 anni, in procinto di andarsene da questo mondo) per accuse così infamanti (riferite a fatti di 50 anni fa) eseguendo solo un’indagine preliminare – quindi raccogliendo solamente la voce dell’accusa, senza aprire un processo canonico e dare all’imputato la possibilità di difendersi – ha un solo senso: cercare di mettere la parola fine all’avventura dei Legionari di Cristo.
 
Guarda caso tutto si è messo in moto, con una puntualità svizzera più che romana, quando Giovanni Paolo II, il Papa che è stato più vicino a padre Maciel, è entrato in agonia. Guarda caso un nemico della Legione (e del Cardinale Sodano) come Sandro Magister, a un paio di mesi dall’inizio della macchinazione scriveva già con sicurezza e accuratezza come sarebbe andata a finire l’indagine, che molti non pensavano fosse neanche ipotizzabile. Sarebbe interessante sapere chi è stato quel fedele servitore della Chiesa, all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, che ha tenuto Magister informato di cose di tale segretezza e delicatezza. E come mai a così poco tempo dall’inizio della stessa indagine si conosceva già il verdetto.
 
Sì GdC, ma delle accuse a Padre Maciel, in specifico, cosa pensi? Penso, anzi sono certo, che siano totalmente false. Ho seguito la vicenda fin dall’inizio, mi sono letto quasi tutto quello che era possibile leggere a riguardo, compreso il materiale di Regain, il sito dei disgruntled legionaries, forum collaterali inclusi. Conosco la Legione e molte altre realtà religiose e posso dire che, per chi abbia un po’ di orecchio per certe faccende, parlo delle reazioni di chi abbandona o viene espulso da un ordine, il caso montato dagli ex legionari accusatori suona falso lontano un kilometro. Per argomentarlo mi servirebbero un po' di pagine e purtroppo non ho quasi tempo nemmeno per scrivere piccoli post, per cui rimando alla lettura integrale del sito Legionaryfacts.org. Non basta, ma è già qualcosa per chiarirsi le idee.
 
Voglio aggiungere solo due spunti di riflessione:
 
1) chi fosse impressionato dal fatto che una manciata di ex legionari possa accusare padre Maciel di cose così pesanti, deve tener presente che se già è un trauma  “spretarsi”, uscire da un ordine restrittivo come la Legione (e lasciando la tonaca, nemmeno rimanendo sacerdoti) dopo 15, 20 o 30 anni è una sofferenza difficilmente comprensibile. E’ un po’ come una suora che dopo 30 anni di clausura rientri nel mondo. Quando poi l’abbandono/estromissione è vissuto come un’ingiustizia subita, allora la sensazione è simile a quella del carcerato che dopo 30 anni di prigione si ritrovi libero e gli venga detto che la sua detenzione è stata un errore giudiziario. Si può immaginare fin dove possa arrivare il suo desiderio di vendetta nei confronti del giudice che l’ha messo dentro.
 
2) tutti gli accusatori ritengono di aver subito violenze sessuali e di essere rimasti nella Legione per decenni. E di aver taciuto quando tra il ’56 e il ’59 la Legione fu commissariata dal Vaticano (per altre calunnie), padre Maciel fu allontanato e al suo posto furono messi due ispettori della Santa Sede, che rimasero come direttori della comunità per ben tre anni, cercando di verificare se le accuse che circolavano erano vere. Ora, non è umanamente possibile restare in un ordine così esigente come la Legione, per quel periodo di tempo, dopo aver subito quel tipo di violenze che sono state denunciate. Tanto meno è possibile tacere fatti del genere se per tre anni vivi fianco a fianco con un monsignore che è stato mandato apposta per vagliare la salute della tua comunità religiosa. E il Fondatore di cui avresti paura se ne sta lontano, appunto, per tre anni.
 
Sì GdC, ma qui c’è l’avvallo del Papa. Come la mettiamo? Non so neanch’io come metterla, sinceramente. Dico solo che se la giustizia umana è fallibile, lo è anche quella della Chiesa, purtroppo. Due cose sono certe. La prima è che se qualcuno in alto loco pensa che si possa eliminare padre Maciel e salvare la Legione si sbaglia tragicamente: padre Maciel è la Legione, simul stabunt simul cadent. La seconda è che l’obbedienza assoluta al Papa è un fondamento dei Legionari di Cristo, i quali obbediranno fino alla propria morte, e alla morte di croce se sarà loro richiesto, anche indirettamente, dal Sommo Pontefice.
 
Ma penso anche che se questa è davvero un’opera di Dio, Dio non farà mancare la sua mano salvifica, in modi che magari non immaginiamo neanche. Resta intanto da pregare, pregare e pregare.
 
GdC
giovedì, 18 maggio 2006

La pace di Bertinotti

Caro Guido,
 
il nostro amico è ottimista, e anche noi non possiamo non esserlo. Proprio per questo faccio qualche appunto all'omelia di Fausto Bertinotti
Il presidente della Camera, infatti, vuole superare l'ex presidente del Senato e si dedica nientemeno che alla lectio divina. (Beh, non proprio divina. Perché implicherebbe un ascolto della Parola, e un masticarla. Lui invece ha già deciso che gusto deve avere).
Sceglie un passo del Vangelo di Giovanni (20,19-20) quando Gesù risorto torna in mezzo ai suoi discepoli nascosti e rintanati dopo la sua mprte: “In questo clima di terrore, di incertezza dei discepoli per la loro stessa sorte - scrive Bertinotti - (ri)sorge la parola “pace a voi".
 
Una cosa balza all'occhio: Bertinotti sceglie un passo che racconta la resurrezione, ma non pronuncia mai questa parola o, se lo fa, la rimodella, alterandola. 
A lui, quello che interessa è la parola pace:  “Da una parte la condizione di terrore che la violenza continua, la violenza dei rapporti, la violenza del potere, la violenza anche delle masse [Gv 18,40] genera su un'umanità annichilita. Dall'altra l'unica possibile alternativa a tutto questo. L'unico scampo, l'unica speranza. Una prospettiva di pace. ... la pace si presenta come l'unica alternativa in grado di spezzare la spirale di terrore che spinge i compagni di Gesù a nascondersi a porte chiuse, si presenta semplicemente e non ha bisogno di farsi aprire le porte.”
 
E’ evidente che per Bertinotti non è Gesù che risorge, ma è la pace che sorge dopo essere stata ferita mortalmente. E’ il balenare di un’idea, il riaffiorare di un insegnamento, un farsi coraggio, l’avviarsi di un esercizio della pace, di una pratica della pace nella speranza di “dar vita a un mondo altro”. Cristo risorto è un'immagine. Risorgere è il sorgere della possibilità di una nuova vita. E’ il presentarsi di un alternativa. Ciò che vivifica è la prospettiva della pace, l’unica “in grado di trascinare l’essere umano fuori dalle anguste mura e porte rinserrate in cui la violenza lo trascina”. Cristo risorto è l’utopia che scalda i cuori, l’inizio di un movimento concreto che vuole dar vita a un mondo altro. Un mondo altro, un mondo libero dalla violenza, è possibile. In una parola è l’inizio della rivoluzione. Questo il ragionamento del Presidente della Camera.
Nulla di nuovo, teologia della liberazione rivisitata. Che, però, non trova fondamento nei vangeli. E, soprattutto, nella realtà delle cose. Una lettura girardiana lo rivela bene.
 
Non si capisce, infatti, perché discepoli rintanati dovrebbero essere vivificati dall’idea della pace. Ipotesi irreale, esistenzialmente irreale.
 
Non si capisce perché pace e liberazione dalla violenza dovrebbero essere contagiose. E’ un’ipotesi antropologicamente, etnologicamente, sociologicamente falsa. Perché, in questi casi, di contagioso si verifica solo il contagio mimetico che porta al capro espiatorio. Alla falsa pacificazione. A una falsa unità sociale. Nei vangeli è descritto bene: perfino i discepoli seguono la frenesia mimetica, cercano l’unanimità, di pacificarsi con la folla abbandonando il capro espiatorio al suo destino.
 
La prospettiva di pace, la pratica della pace, invocata da Bertinotti, è quella che può essere garantita dall'efficienza del meccanismo vittimario. Quella pace che nasce dalla violenza esercitata sul capro espiatorio e che riconcilia la folla. Questa è la pace contagiosa che nasce dalla pace. La rivoluzione della pace invocata da Bertinotti non può che rinnovare la violenza. La riconciliazione promessa dal meccanismo del capro espiatorio è una promessa di pace falsa, ma potente nella sua efficacia illusionistica.
Come descrive il Vangelo di Luca, Pilato ed Erode, che erano nemici, da quel giorno diventarono amici. L’idea di pace che hanno i discepoli, è ancora quella falsa, quella scaturita dal capro espiatorio. A questa cercano di adeguarsi, rinnegando Gesù. 
 
Perché allora, ad un certo momento, si costituisce una minoranza che trova la forza di opporsi alla folla, che non segue la necessità del contagio violento?
 
Per rompere l’unanimità mimetica è necessario postulare una forza esterna alla dinamica della folla, al contagio violento, alla forza riappacificante del capro espiatorio. Una forza esterna superiore a un meccanismo che ha sempre dimostrato la sua forza non scalfibile.
 
Per capire quel saluto, quel "pace a voi " pronunciato da Gesù risorto è necessario partire da Gesù risorto.
 
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mercoledì, 10 maggio 2006

Il male minore

Caro Guido,

quindi pensano che Napolitano sia comunque preferibile a D'Alema. Non tanto per D'Alema. Ma per evitare un pericolo: lasciare i cattolici in mano al solo Berlusconi (con Casini e Rutelli tagliati fuori).

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lunedì, 08 maggio 2006

Peggio di così

Che tristezza Napolitano presidente della Repubblica. Era meglio D'Alema, senza ombra di dubbio.

Per la malinconia mi sono andato a rileggere "Genealogia segreta di Giorgio Napolitano", in Complotti III (1997) di Blondet. Lucida analisi e profezia.

GdC 

domenica, 07 maggio 2006

Sono andati avanti

E' la preghiera dell'alpino. E' quello che è, ma è quello che abbiamo.

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Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani,
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio o­nnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendici forti a difesa della nostra Patria, della nostra Bandiera,
della nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.
 
sabato, 06 maggio 2006

Lettere ticinesi/1

Caro Guido,

inizio una rubrica. Dedicata alla logica svizzera. Volevo intitolarla "Invadiamo la Svizzera", ma poi ho optato per un titolo più morbido.

Ieri ero lì e c'era fibrillazione. Oggi è un giorno importante. C'è una paginata su tutti i giornali pagata dalla Feldschloesschen. E chi ama la Svizzera ha già capito tutto. Il testo dice questo:

"Oggi Brindiamo

all'apertura ufficiale della stagione delle grigliate!

Grande grigliata sincronizzata. In tutta la Svizzera: sabato ore 19.10.

Sabato tutta la Svizzera festeggia l'inizio della stagione delle grigliate. Con la prima grigliata sincronizzata del mondo: alle 19.10 tutto il paese metterà la carne sulla brace contemporaneamente.

CONCORSO: inviateci una foto della vostra grigliata su www.feldschloesschen.ch e vincete un corso sulle tecniche di grigliata per 10 persone o uno dei 20 koolkeg Feldschloesschhen."

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ps. non ho capito se il corso è per imparare a grigliare per 10 persone, non una di meno non una di più, o se il corso potrà essere vinto da 10 persone.

venerdì, 05 maggio 2006

ll Martini spagnolo

Luigi,

ognuno ha il suo Martini. E visti gli altri vien quasi la voglia di tenerci il nostro.

In Spagna pare che il Cardinale Carlos Amigo abbia fatto delle intelligentissime aperture sulla promessa legge di Zapatero per permettere ai transessuali il cambio di nome e sesso all’anagrafe.

Leggere per credere.

GdC

giovedì, 04 maggio 2006

Armi di persuasione di massa/2

Caro Guido,

se vuoi dominare un popolo, scatena le sue donne e i suoi ragazzini.

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giovedì, 04 maggio 2006

Armi di persuasione di massa/1

Caro Guido,

ti anticipo che non andrò a vedere il film Codice da Vinci. Senza alcuno sforzo.

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