lunedì, 26 giugno 2006

Lettere ticinesi/2

Caro Guido, qui la logica è ferrea. Dove attracca il battello, in tutta Italia si chiama imbarcadero. In Svizzera, debarcadero.

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venerdì, 23 giugno 2006

Cattocomunisti in Bolivia

Luigi, mi intrufolo un attimo fra le tue chiese solo perché mi è balzato agli occhi un articolo.
 
Hai presente Galli Della Loggia, secondo cui il cattocomunismo è finito? Beh, si vede che non conosce la Bolivia.
 
GdC
venerdì, 23 giugno 2006

Il cielo scende

Caro Guido,

parte bassa la chiesa "Maria Theotokos" dei Focolarini, a Loppiano. Poi si impenna, o forse è il cielo che discende. Mi sembra molto bella. Il tabernacolo qui è posto dietro l'altare, ma fuori dalla zona presbiteriale e separato tramite la vetrata. Soluzione ingegnosa, ma forse la delimitazione rimane troppo concettuale e poco fisica. Bisognerebbe andarci e vedere.

Solo una cosa non mi piace, che c'è qui e che imperversa un po' dappertutto nelle nuove chiese: le vetrate che arrivano fino al pavimento. Sarò io, ma ovunque mi ricordano tanta luce asilo svizzero anni settanta maestre leggono steiner bambini creativi pitturano con le mani rosso giallo blu.

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mercoledì, 21 giugno 2006

Padre Pio e Renzo Piano

Caro Guido,

la chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina realizzata a San Giovanni Rotondo su progetto di Renzo Piano va vista. La chiesa ha molti aspetti interessanti e significativi. Ma allo stesso tempo ha anche un assetto sbalestrato che la rende in qualche modo incompiuta. Sicuramente è uno di quei casi che dimostrano come l'architetto debba parlare col liturgista (ma parlarci bene bene) prima di prendere in mano la matita.

La chiesa ha una forma dinamica, a spirale. Renzo Piano aveva pensato che l'entrata principale dovesse essere quella con la vetrata che dà sul piazzale. Ma in questo modo si avrebbe avuto un ingresso principale a lato dell'altare. Il che non sarebbe stato proprio corretto. Così è stato ricavato, col progetto in fase già avanzata, un altro ingresso di fronte all'altare. E il risultato adesso non può che sapere di posticcio.

Ma c'è un'altra cosa che mi ha lasciato perplesso. Tutto la struttura della chiesa gira intorno a un'unica colonna. Tutto parte da un unico pilastro largo più di 4 metri, che impiantato dietro l'altare, continua anche sotto dove è situata la cripta. Qui, in questa chiesa inferiore alla base della colonna dovrebbe essere traslata la salma del Santo. Ti dirò che la soluzione non mi convince. I santi sono sempre stati sepolti sotto l'altare, non sotto le colonne. A San Pietro, a Roma, gli altari si susseguono uno sopra l'altro dalla tomba del primo apostolo. Perché i santi e il sangue dei martiri sono fondamento saldo per la celebrazione eucaristica. 

Insomma, il mio dubbio è che Padre Pio più che testimone del sacrificio di Cristo, si ritrovi testimonial dell'opera di Renzo Piano.

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martedì, 20 giugno 2006

Mutazioni

Luigi, forse è per marcare la mutazione radical-libertaria di AN che L'Indipendente di oggi ha ospitato come editoralista Massimo Bordin.
 
GdC
martedì, 20 giugno 2006

Deo gratias

Caro Guido,

mi pare onesto riconoscere la creatività come un dono. E non è scontato che l'artista renda grazie di questo dono.

Lo fa ad esempio Derek Walcott, che è un grande poeta. Nonostante il suo editore (vedrai sarà un autore che gli scoppia in mano).

Lo ha intervistato Avvenire.

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sabato, 17 giugno 2006

"cazzo ti ridi, Bordin!"

Caro Guido,

quella dell'altro ieri a Strasburgo è stata una sconfitta, ma con degli elementi molto interessanti da valutare: chi si oppone alla riduzione del principio della vita a vita servile non è l'ultimo dei mohicani. L'approvazione ha visto una maggioranza piuttosto scarsa e un voto contrario piuttosto trasversale (e un Ppe con abbondanti defezioni).

Un piccolo segnale: la baldanza del Bordin su Radioradicale era nervosetta. Sulla minoranza di blocco faceva ironie sull'Italia alleata di Malta, glissando sul fatto che ne fa parte la Germania (di Schroeder) oltre ad altri paesi. Sul voto trasversale di Strasburgo ironizzava su una lobby cattolica alleata di estremisti. I suoi amici socialisti ringrazieranno.

Bordin ha letto l'articolo della Corradi su Avvenire con innestato il tono " ma quanto sono illuminista che ne ha viste tante e mi tocca leggere questa oscurantista che sta ancora a credere a quella dell'orso caduto nel pozzo". Poi, ha letto l'articolo di Ostellino sul corriere con innestato il tono ossequioso "che dedico solo a pannella quando per raccontarci di quella annata che le lumache eran grasse ci fa l'etimologia della ciabatta secondo il decreto del re delle canarie".

Mi ha fatto pena il nervosetto.

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venerdì, 16 giugno 2006

Trasversalità

Luigi,
 
a Strasburgo ha votato per il finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali anche un piccolo leader della Margherita come Lapo Pistelli, una specie di Enrico Letta di serie B, figlio di Nicola, esponente storico della sinistra DC (che a questo punto sarebbe meglio chiamare sinistra WC).
 
E ha votato a favore anche Luca Romagnoli, leader della Fiamma Tricolore, che a questo punto potrebbe benissimo fondare un partito con l'odiato Fini. Alleanza Nazi-Anale potrebbe essere il nome della nuova formazione.
 
GdC
venerdì, 16 giugno 2006

Ue, ma che dici!

Caro Guido,

il Parlamento europeo ha votato a favore del finanziamento UE della ricerca sulle staminali embrionali, senza limitazioni riguardo alla data in cui sono stati prodotti.

Vieta, invece, il finanziamento di attività di ricerca volte a creare embrioni umani esclusivamente a fini di ricerca o per l'approvvigionamento di cellule staminali.

Perché questo divieto? Se l'embrione che c'è può essere utile, e può essere utilizzato perché tanto è poco più che niente, perché questa limitazione?

E' una posizione contraddittoria. E una cautela iniqua: si garantisce il diritto a quanto non c'è di non essere ridotto a vita servile, mentre lo si nega a quanto c'è già

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Perché? perché? perché? chiedeva Socci.

martedì, 13 giugno 2006

Il coraggio di chiamarle metafore

pause

Caro Guido,

questo giro, Pause 2006, me lo sono perso.

La sapiente miscela, come sempre, è stata curata da Artache. Solita anche la location: il Duomo, Milano.

Il tema dell'evento è stato Il Numero. O L'Infinito, o forse Il Tempo. Vabbé, non importa. A ognuno il suo comunicato stampa. Sicuramente è stato un inedito viaggio nella spiritualità. Sì, ma di chi?

Allora. Bonaga, quello che ha limonato con la Parietti prima di Luxuria, ha letto l'Etica di Spinoza.

Tatsuo Miyajima ha presentato il video Counter Voice in Milk.  Che è la storia di una che mette la faccia nella gelatina (vedi locandina qui sopra). Tatsuo Miyajima è anche esperto nel vendere luganega a metri.

Di Stockhausen è stato eseguito, in prima mondiale, smaronamento per due arpe: Die 24 Stunden Des Tages. Ora seconda: freude. Stockhausen: cilicio per anime belle. E mi raccomando, freude!

Gli ospiti hanno ricevuto in omaggio un numero esclusivo di Zero. Del resto la pubblicità è l'anima del commercio (se hai una pausa, lo spot porno merita).

Non so chi abbia curato il buffet.

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Questo post segue a questo'altro post.

Altre notizie dal Magister.

domenica, 11 giugno 2006

Businessmen 2

Per la cronaca: Lakshmi Mittal – il re mondiale dell’acciaio, sulla carta il terzo uomo più ricco della terra – non ha un fratello prete, però anche lui ha studiato in una scuola cattolica. A Calcutta, presso il gesuitico St. Xavier’s College.
 
Penso che Dominique Lapierre non immaginasse che la sua Città della Gioia avrebbe prodotto, un giorno, uno dei più grandi magnati del pianeta.
GdC
giovedì, 08 giugno 2006

Con chi ce l'ha Jansenius

Caro Guido,

non so se hai visto l'articolo firmato Jansenius su Il Riformista di ieri. Se non l'hai visto poco male: nulla di nuovo, ma la solita cariolata moralistica poco documentata. Scritta da qualcuno che neanche sa chi siano I Legionari di Cristo. Lo si capisce anche da un particolare: chiama il fondatore dei Legionari Padre Degollado e mai nessuno lo chiama così. L'ho anche scritto in una breve nota alla redazione de Il Rifomista:

Padre Degollado? Mai nessuno chiama così Padre Maciel. Nessuno che conosca i Legionari di Cristo. Così invece lo chiama il vostro Jansenius, che non ne sa nulla ma ci scrive sopra lo stesso. A Jansenius basta fare copia-incolla, con lo sputo.

Lo so, lo so. Jansenius sarebbe lo pseudonimo di Cossiga. A parte il fatto che se gli fai una domanda, la riposta cambia a seconda dell'ora che gliela poni: cruciale sarebbe se ha già preso la pilloletta o meno. A parte questo, l'obiettivo del senatore a vita è sempre e comunque lucido. 
Jansenius i Legionari li conosce per sentito dire. Ma gli stanno sul groppone. Perché da lì arrivano alcuni dei migliori e capaci collaboratori di Rutelli. E abbiamo visto quali siano stati gli attriti tra Cossiga e Rutelli, soprattutto in occasione dell'elezione dell'ultimo presidente della Repubblica. E' facile che Jansenius punti a indebolire i rapporti che i Legionari hanno con il leader della Margherita. Non si capirebbe altrimenti quella frase finale dell'articolo di Jansenius dove afferma la necessità di estirpare i semi di empietà seminati da Padre Degollado. Proprio così: estirpare i semi di empietà, quando tutti invece riconoscono i buoni frutti che i Legionari stanno portando. No, caro Guido, senza questo di mezzo, l'articolo di Jansenius non si capirebbe. Neanche con la pilloletta ancora da deglutire.
 
ld
martedì, 06 giugno 2006

L'ombra celeste dei businessmen

Caro Luigi,
 
hai forse sentito parlare della morte di Édouard Michelin, il rampollo della dinastia francese dei pneumatici.
 
Morte poco chiara di un arcimiliardario in una battuta di pesca: viene subito da pensare a storie torbide, tipo quella del mega editore Robert Maxwell, annegato in mare nel 1991 (c'è chi dice per mano del Mossad) mentre era al largo con il suo Yacht. Viene da pensare, magari, a storie di stravizi e di legami familiari lascivi. Insomma al classico contorno da romanzo giallo/noir: sesso, soldi e sangue.
 
Si scopre poi che il miliardario Michelin lascia un fratello sacerdote, don Etienne, presbitero nella diocesi di Clermont Ferrand,  che ha celebrato le esequie. E si resta un po' spiazzati.
 
Spiazzati non solo perché tutto ad un tratto il giallo e il noir sembrano lasciar posto, come colori, al celeste. Ma perché non è un caso raro. Frugando un po', di ricchissimi businessmen che hanno un fratello o una sorella consacrati se ne trovano diversi. Un altro, per esempio, è Paul Otellini, CEO del più grande produttore mondiale di microprocessori, Intel.
Mr. Otellini viene da una famiglia profondamente cattolica e suo fratello, Monsignor Steven Otellini, è un sacerdote della diocesi di San Francisco. Ha studiato a Roma, al Collegio Nordamericano, ha lavorato presso alcune nunziature apostoliche africane, poi è tornato a casa, nella sua diocesi, a fare il parroco. Il Cardinale Levada gli aveva anche affidato un delicato compito pastorale (pensa alla città: San Francisco), quello di seguire spiritualmente alcuni gruppi di cattolici che volevano superare la propria omosessualità o comunque vivere in castità.
Guido
giovedì, 01 giugno 2006

Fruits

Seconda risposta dei Legionari di Cristo. Alla vigilia di Pentescoste, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, ordineranno 54 diaconi, che saranno sacerdoti a dicembre.
 
GdC