Guido, per maggiore leggibilità metto qua un commento che volevo mettere agli interventi di Bernardo, Zaccheo e Giovanni da Rho (nel post qui sotto).
Una cosa è dire che ci si rivolge allo stesso Dio (e non a manitù, ma al Dio del Pentateuco), una cosa invece dire che le tre religioni che discendono da Abramo conducono tutte alla salvezza. Zaccheo (che sa difendersi da solo, ma lo dico perché è un passaggio fondamentale anche per me) fa un discorso di tipo culturale sull'Islam, e non di tipo religioso.
L'approccio culturale, basato sulla ragione, vale nei confronti dell'islam e anche nei confronti dei non credenti.
Tra coloro che non sono cristiani ci sono però dei naturaliter christiani, proprio per una evidenza culturale a cui aderiscono con coerenza.
Dire che c'è lo spazio per un incontro e una condivisione culturale con l'Islam su temi fondamentali, mi pare plausibile.
Dire che all'interno del mondo occidentale ci sia una tradizione culturale fortemente anticristiana, mi pare si mostri con evidenza.
Che una parte di questo mondo occidentale anticristiano cerchi di contraffarsi sventolando una alleanza o una tregua col mondo cristiano (e specificamente cattolico), mi pare si mostri con evidenza.
Che questa tregua-alleanza sia in funzione di mire geopolitiche in territorio di religione islamica, a me pare plausibile.
Che tanti discorsi adulatori e magnacharteschi sull'occidente cristiano siano retorica per sopire la voce della Chiesa, l'unica voce forte e indipendente che ha osato non allinearsi a partire dal '91 ai progetti geopolitici di cui sopra, a me pare evidente.
Che in Europa il mondo musulmano costituisca un problema, mi pare vero. Come lo è ogni immigrazione, mi pare evidente.
Che il mondo musulmano sia un mondo debole, diviso all'interno, subordinato, destinato al collasso nel giro di pochi decenni, mi pare molto plausibile.
Che quel mondo occidentale anticristiano e fondamentalmente anticattolico, anche prima del declino della rilevanza geopolitica dei mondi musulmani, non esiterà a (tornare ad) attaccare la Chiesa e il suo popolo, mi pare evidente.
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Caro Luigi, apro il blog di Magister qualche giorno fa. Mi dice di andare “assolutamente” a leggere il discorso di Ahmadinejad all’Onu, da cui – così mi par di capire – uscirebbe in modo inequivocabile, nero su bianco, tutta la malvagità, il nazismo ontologico del personaggio. Ed evidentemente del suo mondo.
Clicco il testo dell’Hitler iraniano, già preparato all’orrore che incontrerò. Leggo fino in fondo e mi dico… ha ragione Magister, è proprio un testo da leggere. Ma il motivo opposto, perché è un discorso appassionato, bello, o comunque migliore della media, e i cui (pochi) punti non condivisibili, sono se non altro “comprensibili”.
Faccio un esempio. Il pezzo che ha sicuramente mandato in sollucchero Magister, e su cui monta tutta la panna, è di quattro righe. Queste: “Il pretesto per la fondazione del regime che occupa la Palestina è talmente mediocre che alle persone non viene nemmeno dato il permesso di parlarne; altrimenti, con il chiarimento della questione, inizierebbe a mancare una filosofìa per l'esistenza del regime sionista; ed infatti oggi questa filosofìa non esiste più”.
Per contestualizzarle, non ci vuole un esperto di intelligence. Basta un giornalista con i piedi per terra e un articolo come questo di Virginia Tilley, di cui ti allego una particina:
A final word is due about Mr. Ahmadinejad's "Holocaust denial". Holocaust denial is a very sensitive issue in the West, where it notoriously serves anti-Semitism. Elsewhere in the world, however, fogginess about the Holocaust traces more to a sheer lack of information. One might think there is plenty of information about the Holocaust worldwide, but this is a mistake. (Lest we be snooty, Americans show the same startling insularity from general knowledge when, for example, they live to late adulthood still not grasping that US forces killed at least two million Vietnamese and believing that anyone who says so is anti-American. Most French people have not yet accepted that their army slaughtered a million Arabs in Algeria.)
Skepticism about the Holocaust narrative has started to take hold in the Middle East not because people hate Jews but because that narrative is deployed to argue that Israel has a right to "defend itself" by attacking every country in its vicinity. Middle East publics are so used to western canards legitimizing colonial or imperial takeovers that some wonder if the six-million-dead argument is just another myth or exaggerated tale. It is dismal that Mr. Ahmadinejad seems to belong to this sector.
Still, Mr. Ahmadinejad did not say what the US Subcommittee on Intelligence Policy reported that he said: "They have invented a myth that Jews were massacred and place this above God, religions and the prophets." He actually said, "In the name of the Holocaust they have created a myth and regard it to be worthier than God, religion and the prophets." This language targets the myth of the Holocaust, not the Holocaust itself - i.e., "myth" as "mystique", or what has been done with the Holocaust. Other writers, including important Jewish theologians, have criticized the "cult" or "ghost" of the Holocaust without denying that it happened. In any case, Mr. Ahmadinejad's main message has been that, if the Holocaust happened as Europe says it did, then Europe, and not the Muslim world, is responsible for it.
Resta solo una domanda cogente. Ma Magister chi pensa di prendere per i fondelli?
GdC
L’articolo di Blondet mi pare cadere a fagiolo nel mezzo della discussione su Chiesa, Islam e Occidente. A parte qualche passaggio qua e là, lo sottoscrivo.
GdC
Caro Luigi,
sempre su Islam e Occidente: c’è un passaggio di un editoriale di Ida Magli uscito sul Giornale del 18 settembre, che temo sia sfuggito a molti, anche ad alcuni dei nostri amici catto-radicali.
Te lo ripropongo, perché nella sua stringatezza tocca uno dei nodi di questo odio antiislamico, che al fondo, anche se molti non se accorgono, è un odio per alcuni fondamenti della nostra stessa fede cattolica.
“Lo dico per coloro che ancora non lo sapessero: il peggio dell’islamismo consiste nell’essersi agganciato ai primi cinque libri dell’Antico Testamento”.
Chiaro?
GdC
Grazie Dio per non avermi fatto bersagliere.
ld
Caro Guido,
dai fondi della laguna veneziana, è emerso un tetrapode che discetta su scimmie e evoluzione. I darwinisti esultano: trovato l'anello di congiunzione tra il barbiere e il chirurgo.
ld
ps. mi sono permesso una variazione sul tema per segnalarti gli articoli di Agnoli e Sermonti su E' vita di oggi (ma il pdf non è ancora pubblicato sul web)
Il festival letteratura, il festival filosofia. Leggi zaccheo sul festival spiritualità.
Il principio nascosto da cui discende l'organizzazione di questi rodeo-festival è l'aperitivo. Non c'è più la cena, la lampreda intera, il consummatum est. Nel nostro tempo ciò che infonde ordine ai giorni è un'ora vaga. Che parte alle 17 e si inoltra fino a notte fonda. L'aperitivo è un brivido, dove tutto è ancora da farsi. Il destino ci aspetta. Domani non sarà mai. Adesso è l'eterno. Allora si va. Un momento. Cosa c'è. La caipiroska. Ma non va più. Allora un white russian. Ma è un after dinner. Ma se il dinner non esiste più. Allora beviamo, ma cosa c'è di là. Un aperitivo. Ma lasciamo un aperitivo per un altro aperitivo? Di là c'è Hillmann. Ma qui c'è Sarcaz. Sì, ma poi torniamo.
Alla fine, a casa si torna sempre. Ma solo quando si è sufficientemente stanchi per non sentirsi soli. Il corpo riposa e cerca un fondamento su cui riposare; al mattino, poiché si è alzato, suppone di non avere bisogno del fondamento.
ld
Caro Guido,
vai a leggerti l'ultimo articolo di Umberto Veronesi su L'Espresso. E' il promo alla sua seconda conferenza mondiale sul futuro della scienza. E' scritto così male che deve averlo scritto lui stesso. Non c'è un ragionamento minimamente concluso. Quattro luoghi comuni su darwin che sembra di stare dal barbiere. Fa tanto lo scienziato e poi che ti cita con aria trombonica? il caso e la necessità di Monod! che è come andare a spasso col borsello.
Ecco qui una raccolta di perle.
Caro Guido,
oggi sul Riformista c'è un articolo di Orlando Franceschelli. Non fosse per la polemichetta che tenta e stenta, sarebbe solo lungo e futile fin dal titolo. C'è l'ha su con chi oggi a Castelgandolfo si incontra per parlare di creazione e evoluzione.
Franceschelli non è lucidissimo: parla di evoluzione come fosse sinonimo di darwinismo; dice che la creazione è un dogma; paventa un attacco alla modernità per un ritorno alla teologia naturale di Paley.
Vabbé, ognuno paventa quello che vuole. Il fatto è che, alla fine, stringi stringi, per prendersela con il Dio della creazione (quello bravo, bello, potente e sapiente, per intenderci) tira fuori e si appella ad argomenti come il male, lo spreco, il caso. Complimenti, non c'è che dire, per chi voleva lasciare a casa la teleologia sono argomenti forti e soprattutto fondati. Mancava solo che ci tirasse fuori la storia dell'occhio.
La sai, no? L'occhio è citato solitamente come esempio per negare il darwinismo. Poi salta fuori il Franceschelli della situazione che dice, "eh, no: l'occhio non è perfetto, perché di notte non ci vede, diventa miope e anche cieco. L'occhio è imperfetto e non prova il finalismo".
Il fatto è questo. Franceschelli non deve star lì a vedere travi e pagliuzze del finalismo. Ma porsi il problema se certi dati del mondo naturale che presentano una complessità irriducibile siano compatibili con la teoria del darwinismo. E porselo con quella rettitudine morale e intelletuale che proprio lui auspica.
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