Domani ci saranno le televisioni: da un lato il Family Day, dall'altro gli orgogliosi ad ascoltarsi tra di loro con due tre che suonano il piffero.
Da un lato, ci saranno inquadrature ampie che spazieranno sulla folla; dall'altro, ci saranno inquadrature strette, riprese da sotto in su (e tenteranno di allungarle).
Da un lato si guarderà al futuro, dall'altro si rivendicherà il passato.
Da un lato affermeranno, dall'altro intimeranno di stare zitti.
Da un lato saranno per qualcosa, dall'altro ce l'avranno con qualcuno.
Da un lato ci sarà il progetto; dall'altro ci sarà il cinismo.
Da un alto ci sarà la gioia della festa; dall'altra ci sarà l'astio.
Da un lato ci saranno i laici che credono; dall'altro ci saranno laici che se la credono.
Da un lato partiranno dall'esperienza per ragionare; dall'altro partiranno da un ragionamento per concludere quello che gli pare.
Da un lato saranno in tanti, dall'altro sarà un successo.
Da un lato ci sarà il family day ripreso dalla televisione, dall'altro ci sarà la televisione che monterà il concertino degli orgoglioni.
Ti racconto un fatto su come il senso comune possa cambiare.
Conosco una coppia, sposata, solida, anche economicamente. Pur desiderandolo, non riescono ad avere figli.
Qualche tempo fa hanno iniziato l'iter per arrivare all'adozione, in Italia.
Carte su carte, colloqui e ancora colloqui. Molte speranze.
Ad un certo punto, a uno di questi colloqui, con una di queste responsabili delle adozioni, salta fuori la domanda: "Ma perché prima della richiesta di adozione non ha tentato con la fecondazione artificiale?". Lei quasi in soggezione: "Sono cattolica...". E la responsabile, o quello che è, tagliando corto: "Lo sa che non voler sottoporsi alla fecondazione artificiale è segno che il desiderio di maternità è molto debole e fragile".
Attualmente, dopo parecchio tempo, stanno ancora aspettando.