lunedì, 18 dicembre 2006

Tradizione e mistificazione

Luigi,

 

non so se hai visto che Socci, nel caldeggiare il motu proprio di Benedetto XVI sulla liturgia, ha ritirato fuori il famoso appello per la messa di S. Pio V fatto 35 anni fa da una eletta schiera di intellettuali.

 

Socci non si è chiesto, penso, come mai fra quegli intellettuali ci fossero satanisti come Elemire Zolla e Cristina Campo; esponenti dello snobismo liberale legati a Raffaele Mattioli, come Elena Croce, Gianfranco Contini, Giovanni Macchia, Eugenio Montale, Giorgio Bassani; figli spirituali di Leon Bloy, come Jacques Maritain; “cattolici” gnosticheggianti come Graham Green o Evelyn Waugh; raffinati sodomiti come W.H. Auden, ecc.

 

E’ che in quegli anni l’attacco alla Chiesa è venuto da entrambi i lati. Da quello sinistro, ovvio, ma anche da quello destro (per alcuni meno ovvio).

 

Sarebbe bello parlare a lungo di una figura emblematica a questo riguardo, la sopra citata Cristina Campo. Per un riferimento en passant – a proposito del rito tridentino, di come anche questo possa essere strumentalizzato per fini iniziatici –  basta ricordare il caso di Rama Coomaraswamy, il figlio di Ananda Kentish Coomaraswamy, tenebroso starring partner di René Guénon.

 

Rama, “convertitosi” da adulto al cattolicesimo (leggi: dopo aver scelto il cattolicesimo come essoterismo tradizionale di riferimento) ha passato grande parte della vita scrivendo, elucubrando e polemizzando sul Vaticano II, la riforma liturgica, il modernismo nella Chiesa, ecc. Provandoci con Madre Teresa prima, con i lefebvriani poi, fino ad approdare nel giro dei sedevacantisti americani.

 

Avrebbe firmato anche lui il manifesto per la messa di San Pio V insieme a Zolla e agli altri. Magari con il simbolo del lingam shivaita.

 

GdC

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Commenti
#1   18 Dicembre 2006 - 11:52
 
Caro GdC, piacerebbe un approfondimento per ciascuno di quei nomi, anche in tempi lunghi.

Non tanto sulla Croce, su Macchia, su Contini (e padre Pozzi?), su Montale (Irma!), ché qualcosa sappiamo. Né intorno a Julien Green, o a Graham Greene (fusi o confusi?).

Il problema, a mio parere, è soprattutto con quel Maritain, con quella Campo. Anche in considerazione dei loro ultimi giorni. Sul primo, vale davvero la lettura di Meinvielle? E sulla seconda, possiamo trascurare il disprezzo dello zucchificato compagno, che poco tempo dopo la dolorosa scomparsa di lei se ne andrà bellamente con la Marchianò? Ne parla, la biografia di Ricossa? È davvero un dilemma…
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente piccolozaccheo

#2   18 Dicembre 2006 - 13:17
 
La maggior parte di quei firmatari (tolti Maritain, autentico cattolico, e Jorge Luis Borges, scettico, e forse Graham Greene che credo fosse simpatico a Paolo VI e questa è già garanzia) erano gnosticheggianti. Difendevano la tradizione perchè collimava con la loro Tradizione.
Comunque, il rito tridentino può essere strumentalizzato a fini iniziatici, ma che vuol dire? tutto quanto può essere strumentalizzato. Il Concilio Vaticano II è stato strumentalizzato da cani e porci...
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#3   18 Dicembre 2006 - 13:55
 
Certo. Non volevo mica criticare il ritorno della messa di San Pio V, ci mancherebbe. Solo far notare l'ingenuità di mosse come quest'ultima di Socci (che negli ultimi tempi si è messo a pescare nella letteratura e nella storia degli ambienti tradizionalisti). Bisogna avere accortezza nel muoversi fra certe lande di "destra". Sono piene di insidie quanto quelle a gauche.
GdC
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#4   18 Dicembre 2006 - 14:34
 
Caro little Zaccheo, penso che il dilemma per quanto riguarda Cristina Campo non si ponga davvero più. Non ho letto il libro di don Ricossa, ma penso bastino i due interventi di Gianni Rocca su Studi Cattolici nel giugno e settembre 2002. Sono stati i primi a dire esplicitamente, con abbondanza di citazioni, quello che era evidente da tanto tempo. Anche risponendo a certe obiezioni classiche, tipo la separazione di finale Zolla e Campo, la presunta sconfessione di Simone Weil da parte di Cristina ecc. Anche don Ricossa, a quanto mi dicono, ha preso lo spunto da quei due articoli, giustamente duri.
Nel caso non li avessi visti ti consiglio di recuperarli. Contengono solo un'imprecisione: davano come ancora inedito il carteggio fra la Campo e Andrea Emo, mentre era uscito l'anno prima, bel 2001, a cura di Giovanna Fozzer, nella rivista "In forma di parole". Anche quello, da leggere.

Diverso il caso di Maritain, personaggio più complesso, soprattutto per la mole di scritti che ha lasciato. Manca ancora una esegesi precisa della sua stranissima opera. Quello che ha scritto padre Meinvielle è giusto, come erano giuste le cose che diceva padre Messineo. Tutte recensioni parziali, però. Erano le critiche di destra al Maritain progressista. Ma il Maritain del contadino della Garonna e del manifesto zolliano sulla Messa di S. Pio V era già un'altra cosa.
Insomma, manca ancora una lettura di Maritain, nella sua completezza, alla luce di Bloy. Del Bloy "profeta luciferino" di cui ha scritto Raymond Barbeau.
Se qualcuno avesse tempo e voglia di farla, sarebbe cosa assai utile...
GdC
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#5   19 Dicembre 2006 - 01:38
 
Ci intendiamo. Maritain non è fra i miei idoli, ma effettivamente ho sempre faticato a non trovare parziali le critiche che gli sono state mosse, come dici tu, da "destra". Una lettura ben fatta potrebbe essere tentata a partire dai volumi dell'epistolario, che ho letto qua e là con grandi sorprese e talora turbamenti. Ma certo materiale, come sai bene, è ancora inedito, chissà... Riguardo alla Campo, ti ringrazio della segnalazione, Studi Cattolici e carteggio con Emo (!).
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#6   19 Dicembre 2006 - 08:41
 
Di Maritain ho letto il contadino della Garonna e, nei limiti in cui lo Spirito di verità mi assiste, l'ho trovato perfettamente condivisibile. Nessuna sbavatura eterodossa. So che Maritain è (assieme a Mournier che non conosco) un po' la "bestia nera" degli anticonciliari, ma penso che sia stato frainteso a destra e abusato a sinistra.
Devo prepararmi a qualche brutta sorpresa?
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#7   19 Dicembre 2006 - 18:14
 
Alcuni di quegli autori sono stati - per molti - come il barcaiolo che ha portato Renzo fuori tiro rispetto ai "cattivi".
A mio parere non vanno (nè sono stati) seguiti in blocco, ma neppure regalati al demonio.
La grazia ed il perdono che irradiano dal Santo Natale sia con tutti noi (ed anche con loro).
luigipuddu
utente anonimo

#8   19 Dicembre 2006 - 20:26
 
Il post era solo per ricordare che anche sulla difesa della messa di S. Pio V furono fatte speculazioni un po' torbide. E che in quegli anni mentre c'era chi tirava la fune da sinistra, c'era anche chi la tirava da destra. Due trazioni di segno opposto ma convergenti nell'effetto finale: la lacerazione della fune stessa.

Per Maritain: bisogna scavare. Perchè esiste davvero un «dilemme Maritain» (http://www.editions-de-paris.com/article.php3?id_article=74). Il suo profondo debito nei confronti di Bloy, ribadito fino all'ultimo, non può non essere considerato nella sua oggettivita gravità. Ad esso va data una spiegazione. O meglio, va tentata un'esegesi della sua opera alla luce di quella di Bloy (un caso che una delle ultime opere di Jacques sia propria dedicata a Le Mystère d'Israël, così come Leon fece della Salut par les Juifs il suo testo più importante?).

Per Vittoria Guerrini-Cristina Campo: invito chi ne avesse voglia a leggere questa bella pagina di wikipedia su Rama Coomaraswamy (http://en.wikipedia.org/wiki/Rama_P._Coomaraswamy); l'itinerario della Campo fu del tutto simile.

GdC

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#9   20 Dicembre 2006 - 20:11
 
Pettegolezzo: la mamma di Rama, si vocifera in certa letteratura, fu una delle "donne scarlatte" di zio Aleister.

Marco

PS
Ho visitato la collezione di opere d'arte raccolte dal padre Ananda K. Coomarwamy al museo di belle arti di Boston; superba, davvero. La stessa raffinatezza che si riscontra in certi felpati accoliti dell'abbé di San Satiro
utente anonimo

#10   11 Gennaio 2007 - 19:35
 
Attribuire a Zolla e alla Campo la definizione di "satanisti" riveli una ignoranza completa della loro opera.
Prima di scrivere certe sciocchezze bisognerebbe almeno aprire i loro libri.
utente anonimo

#11   12 Febbraio 2007 - 16:37
 
Definire Ananda Coomaraswamy, "tenebroso starring partner di René Guénon" rivela un q.i. da new age, complimenti davvero...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ikalaseppia

#12   29 Agosto 2008 - 01:14
 
il senese barbuto/baffuto(che sbraitava in tv come un ossesso.e, persino una stupidina pon pon girl come la ministra melandri, fece una figura migliore, sebbene-SIA CHIARO!-avesse torto marcio la comunista melandri)è un problema serio. Intanto son lieto che non scrive più al "giornale" che è un quotidiano SERIO (ed ogni riferimento al libertario quotidiano diretto dal libertino bergamasco è casuale!).
Il problema è che scrive TRECENTO PAGINE TRECENTO contro il Segretario di Stato! Il problema è che strizza l'occhio ai tradizionalisti MAANCHE ai sedevacantisti. Per cortesia, per il BENE della Chiesa, per l'immagine di noi cattolici: qualcuno lo faccia rinsavire.
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