Luigi,
non so se hai visto che Socci, nel caldeggiare il motu proprio di Benedetto XVI sulla liturgia, ha ritirato fuori il famoso appello per la messa di S. Pio V fatto 35 anni fa da una eletta schiera di intellettuali.
Socci non si è chiesto, penso, come mai fra quegli intellettuali ci fossero satanisti come Elemire Zolla e Cristina Campo; esponenti dello snobismo liberale legati a Raffaele Mattioli, come Elena Croce, Gianfranco Contini, Giovanni Macchia, Eugenio Montale, Giorgio Bassani; figli spirituali di Leon Bloy, come Jacques Maritain; “cattolici” gnosticheggianti come Graham Green o Evelyn Waugh; raffinati sodomiti come W.H. Auden, ecc.
E’ che in quegli anni l’attacco alla Chiesa è venuto da entrambi i lati. Da quello sinistro, ovvio, ma anche da quello destro (per alcuni meno ovvio).
Sarebbe bello parlare a lungo di una figura emblematica a questo riguardo, la sopra citata Cristina Campo. Per un riferimento en passant – a proposito del rito tridentino, di come anche questo possa essere strumentalizzato per fini iniziatici – basta ricordare il caso di Rama Coomaraswamy, il figlio di Ananda Kentish Coomaraswamy, tenebroso starring partner di René Guénon.
Rama, “convertitosi” da adulto al cattolicesimo (leggi: dopo aver scelto il cattolicesimo come essoterismo tradizionale di riferimento) ha passato grande parte della vita scrivendo, elucubrando e polemizzando sul Vaticano II, la riforma liturgica, il modernismo nella Chiesa, ecc. Provandoci con Madre Teresa prima, con i lefebvriani poi, fino ad approdare nel giro dei sedevacantisti americani.
Avrebbe firmato anche lui il manifesto per la messa di San Pio V insieme a Zolla e agli altri. Magari con il simbolo del lingam shivaita.
GdC