sabato, 23 dicembre 2006

Suicidio assistito (dell'anima)

Caro Luigi,

 

la morte di Welby Pier Giorgio, curioso figlio delle Highlands scozzesi e delle  borgate romane, è stato un suicidio assistito, solo più ambiguo e sfumato del solito, a cui vanno concesse delle attenuanti.

 

Ma un suicidio fisico che sembra un tardo riflesso del suicidio dell’anima, di cui nessuno parla.

 

Uno che passava le giornate ascoltando Radio Radicale e Radio 3 scienza, che ormai immobilizzato usava le energie rimastegli per leggere libri sulla persecuzione degli omosessuali nel mondo, o per procurarsi saggi di Severino, e che ad un certo punto decide di offrire la vita per la causa di Silvio Viale e Marco Cappato, viene da pensare che fosse morto dentro già da un pezzo. Né la figura inquietante di Mina Welby - la moglie senza una lacrima in volto, disposta a bardare il proprio lutto con figure spettrali come Rita Bernardini, capace nella conferenza stampa per la morte del marito di fare una battuta senza senso sull’ipocrisia dei cattolici che disertano le chiese durante l’anno e le affollano a Natale, e capace di fare i complimenti al dottor Mario Riccio, l'esecutore finale  - deve essere stata una gran fonte di luce. Luce spirituale, s’intende, l’unico carburante che può sostenere una vita in quelle condizioni.

 

Non so a te, ma a me di questa lugubre vicenda resta e resterà solo una rappresentazione mentale: una canzone di sottofondo, “l’uomo può decidere tutto perché non significa nulla” (Baget Bozzo, Il Foglio), che risuona in un appartamento senza luce, in un palazzo grigio non raggiunto dalla carità cristiana ma dai necrofori dell’Associazione Concioni. I quali hanno portato le loro bandiere ai funerali, come ad un comizio.

 

Il caso Welby, per me, si esaurisce qui.

 

Guido

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Commenti
#1   23 Dicembre 2006 - 16:46
 
La sua morte, annunciata via conferenza stampa, mi ha ricordato un comunicato del 5 maggio 1978: "Concludiamo quindi la battaglia iniziata..., eseguendo la sentenza..." Ovviamente, si è trattato solo di una mia reminiscenza. Forse c'è solo qualche semplice e poco significativa analogia. Siano fatte quindi le dovute distinzioni. Buon Natale.
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#2   23 Dicembre 2006 - 21:50
 
Dove il treno radicale passa, non cresce l'erba sana della vita.
Miserere nostri Domine.
luigipuddu
utente anonimo

#3   23 Dicembre 2006 - 23:22
 
Che Dio accolga comunque nella Sua Misericordia questa povera anima che forse se avesse incontrato un vero amico che gli volesse bene la vicenda sarebbe stata diversa. E prego Dio anche per la prossima vittima dei satanici radicali. Ci scommetto che hanno già da tempo scelto chi sarà il prossimo "caso umano" secondo un criterio diabolico da sacrificare sull'altare del diritto alla disperazione assistita.

Yusuf
utente anonimo

#4   24 Dicembre 2006 - 11:26
 
Auguri sinceri di un santo natale a te ed a tutta la tua famiglia fratello mio,possa la luce del Signore che nasce guidare il nostro cammino di fede allontanando da noi le tenebre del peccato facendoci testimoni fedeli della sua parola.Preghiamo sempre per chi cade in queste trappole "radicali".Cristus rex.
Histon
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#5   24 Dicembre 2006 - 22:08
 
Quella genìa di necrofori si trascina sempre dietro il fetore della morte: non si battono che per cause putrescenti e sulfuree.

Dio abbia pietà di tutte le anime, specialmente delle più bisognose della Divina Misericordia, specialmente di quelle strumentalizzate dai malvagi.

Misericordia, misericordia!
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#6   25 Dicembre 2006 - 08:34
 
A Welby una preghiera silenziosa (ma niente funerali religiosi). Ai Dioscuri di questo blog, buon Natale.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ClaudioLXXXI

#7   25 Dicembre 2006 - 21:46
 
Questa dell'anima già morta, in effetti, mancava.
Tanti auguri a voi viventi
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Azioneparallela

#8   27 Dicembre 2006 - 08:49
 
Che Dio accolga Welby e dia conforto a tutti i malati gravissimi che si chiedono "perchè". Che Dio, per mezzo di Suo figlio e della sua Chiesa, ci faccia sempre un'amorosa compagnia.
Buon natale Silvia F.
utente anonimo

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