martedì, 16 gennaio 2007

Scholem

La redenzione attraverso il peccato. E’ il saggio del 1937 con cui Gershom Scholem rompe il tabù, e butta sul piatto le figure di Sabbatai Zevi e Jacob Frank, i due messia apostati. Facendo trapelare la sua sintonia con il movimento sabbataiano “moderato”, quello in grado di preservare un impianto compiutamente esoterico.

 

Il vecchio Gershom è stato uno dei padri culturali dell’Israele moderno. “The instincts of the anarchy and lawlessness lie deeply buried in every human soul”  può essere considerata la sua firma. 

Un po' dovrebbe far riflettere.

GdC

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Commenti
#1   16 Gennaio 2007 - 22:00
 
Caro GdC, riprendendo la tua risposta sul post precedente , anch'io sono d'accordo (al di là di Blondet o non Blondet, che sinceramente non capisco come mai scateni sempre delle tensioni e non possa mai essere valutato con serenità) sul fatto che un singolo fenomeno , come per esempio il frankismo, possa essere usato come chiave di volta universale per comprendere i minimi e massimi sistemi. Dico solo che tuttavia questa tentazione la si ritrova un po' dappertutto. Uno si interessa e diventa magari esperto in un settore e con quello pretende di spiegare di tutto e di più. Premesso questo determinati atteggiamenti e scelte della politica israeliana attuale fanno indubbiamente pensare . Prendiamo l'ossessione del "diritto a difendersi". Confrontiamola con l'aforismo talmudico citato nel documento di cui sopra "A transgression committed for its own sake is greater than a commandment not committed for its own sake". E nell'aggressione israeliana al Libano e nei metodi usati si è visto quanto questo discorso pseudo-religioso sia seguito in pratica. Ora non so quanto di frankismo vi sia in tale atteggiamento, ma , ragazzi, qui c'è qualche cosa che non va. Che lo noti Blondet o Pinco Pallo a me non me ne può fregare di meno.

Yusuf
utente anonimo

#2   16 Gennaio 2007 - 22:02
 
Errata corrige :
..."che un singolo fenomeno (...) NON possa essere usato"....:-) chiedo scusa

Yusuf
utente anonimo

#3   16 Gennaio 2007 - 22:56
 
C'è proprio qualcosa che non torna. Scholem è una buona lettura per capire cosa.
GdC
utente anonimo

#4   16 Gennaio 2007 - 22:59
 
Per quanti fossero interessati a codesti suffumigi, segnalo che il saggio di Scholem “Mitzvah ha-ba’ah be-‘averah” (Jerusalem 1937) è disponibile anche in traduzione italiana, col titolo “La trasgressione come adempimento della mitzwah”, all’interno del volume “Mistica, utopia e modernità. Saggi sull’ebraismo”, Marietti, Genova 1998, pp. 49-146.
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#5   16 Gennaio 2007 - 23:17
 
thanks!
GdC
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Commenti