
Non è uno scoop, perché la cosa fu resa nota a suo tempo dalla Fraternità di San Pio X. Pare però che fosse sfuggita a tanti. Così, ripubblicata con orrore, a novembre, da Fr. Joseph O’Leary (una sorta di Alberto Melloni in clergyman e di madrelingua irlandese), rilanciata l’altro giorno in Usa da Cafeteria is closed, e a sua volta da Catholic Canada e da Kath.net, sta facendo rumore.
Si tratta di una lettera che il Cardinale Ratzinger scrisse nel 2003 a Heinz-Lothar Barth, un professore di filologia classica all’Università di Bonn, vicino ai lefebvriani, riguardo alla richiesta di “liberalizzare” il rito di Pio V.
Qui il testo in inglese e nell'originale tedesco, postato da O'Leary.
Il pezzo forte è quando, a metà della lettera, Ratzinger dimostra di rendersi conto dell’anomalia di avere due riti contemporaneamente, e dice di ritenere opportuno, in futuro, una riforma liturgica che ridia alla Chiesa un unico rito, maggiormente in linea con la Tradizione rispetto a quello di Bugnini & co ("vollständig in der Tradition des überlieferten Ritus stehend" dice il Nostro).
c
PS= Per Puddu: lo dici tu a quelli del bunker di Santa Giustina...?