mercoledì, 27 febbraio 2008

Bataille a Camaldoli

Jenny Saville è senza dubbio un’artista di grande talento, forse la vera erede di Francis Bacon. Cito alcune note biografiche su di lei:

“Nata a Cambridge nel 1970, vive e lavora a Londra . Dopo essersi diplomata con successo alla Glasgow School of Art nel 1992, viene scoperta dal gallerista e mecenate Charles Saatchi, che dal 1992 al 1994 le commissiona alcuni dipinti per varie mostre collettive. Si distingue immediatamente nel panorama artistico contemporaneo per la sua singolare visione del nudo femminile dipinto a olio, in cui l’erotismo non è espresso tanto dal soggetto donna, quanto dalla superficie della carne abordante, dipinta ossessivamente, copiando fotografie, spesso tratte da riviste mediche”.

“Avendo assistito ad alcuni interventi di chirurgia plastica in una clinica di New York nel 1994, subisce il fascino della nuova tecnologia di trasformazione del corpo umano del quale può approfondire la conoscenza. Ispirata anche da Le Lacrime dell’Eros di Georges Bataille, un volume di fotografie scattate in Cina all’inizio del secolo scorso che documentano la macabra esecuzione di un uomo che, intorpidito dagli effetti dell’oppio, viene tagliato a pezzi, abbandona momentaneamente la pittura per sperimentare la fotografia”.

Interpellata sul perché oggi abbia scelto di vivere a Palermo, dice la Saville: "Ho scelto questa città italiana perché è permeata da un senso di morte, da una consapevolezza straordinaria... Quando vai a comprare la carne vedi carcasse dappertutto, interiora di animali esposte....". “Se voi vedete una ferita e io vedo la materia, vedo del colore, è la stessa cosa per me, mi interessa la patologia della pittura, il fatto di produrre qualcosa di brutto e renderlo desiderabile. Io riesco a rappresentare solo ciò che vedo… se vado giù a comprare le sigarette e passo dal mercato di Ballarò, la carne è esibita, l'esposizione della morte è ovunque, se vuoi comprare della carne a Palermo, vai per strada e il corpo dell'animale è lì, appeso, che sanguina”.

Così invece il New York Times: “Ms. Saville has devised a kind of elaborate pictorial plate tectonics of shifting planes and strokes of paint that reveal her dead-weight bodies as hollow, painted shells. They are artistic cadavers being both dissected and reconstructed in a process that links different paintings or parts of paintings to photography, sculpture and abstraction, as well as suggesting darker analogies like surgery, deformity and torture".

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Ivan Nicoletto (quello in fondo al tavolo a sinistra, nella foto in basso) “è monaco dell’eremo di Camaldoli che ama il suo tempo e il suo mondo” – come si legge sulla quarta di copertina del suo ultimo pamphlet Transumananze. Per una spiritualità del/nel mutamento (Città Aperta/Servitium) – e “prega al cospetto di Dio perché liberi la sua laicità adulta dai vincoli infantili della religiosità e gli dia ogni istante il coraggio e la gioia di diventare” (cosa non è specificato).

In un interludio (pp. 55-60) con tanto di succinto apparato iconografico – titolo: “La carne esposta di Jenny Saville” – Ivan rende omaggio all'arte della pittrice batailliana, “che sulla superficie della pelle costeggia le linee d’ombra della vita, si immerge nella melme di una quotidianità senza scampo, nella pratica quotidiana di un’interpretazione del mondo, del modo per viverlo, per sopportarlo. Arte che alimenta il desiderio, il sogno di una nuova, altra realtà, grazie ad una conoscenza sensibile, che ama ciò con cui viene a contatto, della toccante e impalpabile sostanza dell’amore”.

Del resto (pag. 73), "Nell'istante della morte scompare la solida realtà che immaginiamo di possedere. Nel tessuto della forma s'aprono degli squarci, dove, nell'istante, il lavoro si sospende e si sperpera (Georges Bataille)".

Pare che Ivan sia primo assistente del Priore Generale della Congregazione dei monaci camaldolesi.

Auguri. Alla congregazione.

 

 

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Commenti
#1   27 Febbraio 2008 - 22:50
 
http://fabrypoesiaespirito.splinder.com/post/7806243#more-7806243
utente anonimo

#2   27 Febbraio 2008 - 22:52
 
http://farapoesia.blogspot.com/2007/01/il-santo-non-puro-di-ivan-nicoletto.html
utente anonimo

#3   27 Febbraio 2008 - 22:55
 
http://www.nimmagazine.it/?q=node/258
utente anonimo

#4   28 Febbraio 2008 - 11:50
 
Nicoletto usa un dizionario che non significa piu' nulla.
Sembra parlare la mia stessa lingua, ma la trasmissione del significato non c'e' piu'.
Il nonsenso del camaldolese ben si coniuga al nonsenso figurativo della illustre pittrice, specchio di quello (demente) del bataille.
utente anonimo

#5   28 Febbraio 2008 - 12:08
 
Dal santo al "sacro". Mi fa venire in mente un appunto di Florenskij, che riportavo qui:

«L’anima peccatrice è un’“anima perduta” per gli altri e per se stessa, perché non ha saputo riguardarsi. La psicologia contemporanea continua ad asserire di non riconoscere l’anima come sostanza, ma così non fa che rivelare la situazione morale degli psicologi che in gran parte sono, a quanto pare, “uomini perduti”. In questo caso effettivamente non “io faccio”, ma “si fa di me”, non “io vivo”, ma “mi accade”. Nella misura in cui nella coscienza si spegne la creatività, l’attività e la libertà, processi meccanici nell’organismo fanno retrocedere la personalità la quale investe il mondo circostante proiettando all’esterno le conseguenze della propria debolezza… L’anima perde la propria libertà… I peccati assediano il cuore, si pongono accanto a lui in fitta schiera, ne proibiscono l’accesso e non vi lasciano penetrare la brezza rinfrescante della grazia… Come la bellezza della creatura sta proprio nel “rimanere nell’ordine”, così anche la sua bontà e la sua verità. Invece la deviazione dall’ordine è bruttezza, male, menzogna. Tutto è bello e buono e vero quando è “secondo l’ordine” [katà táxin: 1Cor 14,40]; tutto è brutto, male e falso quando è arbitrario, autonomo, autocefalo: “di propria testa”. Il peccato è esattamente un’azione “a modo suo”, e Satana è l’a modo suo».

Dall'autocefalo all'Acéphale, come si sa, il passo è brevissimo.
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#6   28 Febbraio 2008 - 12:41
 
vero... citazione bellissima, grazie. Mi fa venire in mente un'altra citazione di Simone Weil (ahimé), con cui si apriva un libro di Russell Kirk pubblicato anni fa da Leonardo Mondadori: "L'ordine è il primo bisogno dell'anima".
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#7   28 Febbraio 2008 - 12:43
 
Non so chi sia l'anonimo che nel commento sotto ha segnalato questo link:

http://www.nimmagazine.it/?q=node/258

Ma ha fatto bene. Direi che lì c'è tutto.
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#8   28 Febbraio 2008 - 19:01
 
Su una cosa l'artista ha ragione: Palermo. Pare un'affresco medievale del "trionfo della morte", a partire dalla cripta dei francescani dove si conservano gli estinti imbalsamati.
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#9   29 Febbraio 2008 - 00:02
 
L'hanno scorso ho ascoltato un sodale camaldolese di Nicoletto al teatro Le laudi, a Firenze. Il look era un incrocio tra Franco Battiato e Beppe Grillo, però più Beppe Grillo.
Trasudava da tutto il suo intervento quanto si riteneva ganzo, quanto si ritengono ganzi.
Ho pensato a quegli altri ganzi della Sapienza.
Nanetti.

PS
Che Dio ci aiuti tutti.
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#10   29 Febbraio 2008 - 12:20
 
Potete rimuovere le ultime due immagini dell'artista? Danno proprio fastidio.
AB
utente anonimo

#11   29 Febbraio 2008 - 16:57
 
Da non credere. A parte l'emulo di Francis Bacon, è il monaco mutante Cronenberghiano che lascia senza parole.
What's next?
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#12   29 Febbraio 2008 - 19:31
 
Potete rimuoverle tutte e sostituirle con gli sproloqui sopra linkati?

Tanto, iconoclastia sono entrambe.
luigipuddu
utente anonimo

#13   29 Febbraio 2008 - 20:49
 
Si potrebbe rimuovere la pittrice? E camaldoli?
utente anonimo

#14   01 Marzo 2008 - 07:23
 
NAPALM?
utente anonimo

#15   01 Marzo 2008 - 11:17
 
torniamo al tema, please
utente anonimo

#16   01 Marzo 2008 - 21:23
 
Fiat voluntas tua ...
http://www.rinascimentosacro.com/2008/02/e-morto-dom-gerard-calvet-fondatore-e.html

luigipuddu
utente anonimo

#17   01 Marzo 2008 - 21:41
 
Son sempre i migliori che se ne vanno, eh?
Intanto, a leggere questo post e i commenti, il mondo di quaggiù mi sembra diventato un girone infernale - la canaglia che zittisce il Papa e lo manda via, il Vescovo rapito, le "donne" che schiumano rabbia per il lurido diritto di sopprimere la vita che hanno in grembo.
E mi sovviene un raggelante et mori lucrum.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giovannidarho

#18   01 Marzo 2008 - 22:44
 
Ottimo Luigi, volevo infatti segnalarlo.
Per Giovanni da Rho: effettivamente tira una brutta aria...
GdC
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#19   02 Marzo 2008 - 11:01
 
Mi pare ne parlasse Blondet qualche tempo fa citando Hans Sedlmayr ,il critico d'arte autore de "La perdita del centro".
L'arte della Seville è certamente autentica e "vera" se si considera l'arte come espressione dello spirito della società. Purtroppo.
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#20   03 Marzo 2008 - 12:10
 
Ve lo dico in piemontese: "A l'an perdù la diretiun" (hanno perso la direzione).

Tra essere per non essere, cercare per trovarsi, essere fuori ma anche dentro, incontrarsi per esserci, ma anche trovarsi, vedersi per capirsi, etc..... hanno messo in difficoltà anche il loro Papà Romualdo.

Ancora questo, suggerisco le lezioni di yogggga dell'Antonia!

piemontese

utente anonimo

#21   03 Marzo 2008 - 14:06
 
Sbaglio o hai detto "ma anche"?
utente anonimo

#22   03 Marzo 2008 - 23:01
 
Infatti, piemontese, il libro è dedicato tra gli altri all'Antonnia, proprio quella delle lezioni di yoga...
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#23   04 Marzo 2008 - 09:36
 
wxre, il libro o quel che le non l'ho letto. Ma... immagino: i temi e le argomentazioni da qualche anno sono ripetizioni.

Detto questo, oso un poco e dico anche questo: questi monaci e da qualche anno che scherzano col Fuoco.

Urge un nuovo Roberto, o un nuovo Stefano, o un nuovo Bernardo!

Per concludere dico: che Dio sia buono anche con loro e anche con noi.

piemontese

utente anonimo

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