giovedì, 13 marzo 2008

Se anche Adelphi difende l'«Occidente»

Oggi il Corriere della Notte pubblica il discorso tenuto dall’Abbé di San Satiro in occasione del conferimento a Parigi della Legion d’Honneur. Il Nostro annuncia il tema del prossimo capitolo della propria Recherche, la poesia di Baudelaire, e allo stesso tempo torna alle origini della sua peregrinazione verso la verità principiale: Talleyrand e la Rovina di Kasch.

 

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L’ultimo numero della rivista Mediterraneo Dossier, diretta dal contadino quinziano Gino Girolomoni, dopo aver già dedicato un numero monografico a Guido Ceronetti per i suoi 80 anni (dove compare l'inarrivabile omaggio di Enzo Bianchi dal titolo Un brindisi di-vino per Guido) ospita un articolo di Francesco Zambon, sempre su Ceronetti, dal titolo Un pellegrinaggio a Montségur. In sogno con Guido Ceronetti (in realtà già apparso su Cartevive, periodico della biblioteca cantonale di Lugano).

 

“L’eresia catara è uno dei temi più ricorrenti nelle lettere e nelle telefonate fra Guido e me – scrive Zambon – soprattutto dopo che, una decina di anni fa, ho pubblicato da Adelphi un libro contenente l’intero corpus dei testi catari originali fortunosamente scampati alla distruzione o all’oblio. Poco dopo l’uscita del libro, ci fu una delle tante mancate occasioni di incontro: fu organizzato a Caraglio, vicino a Cuneo, un convegno sul catarismo al quale fui invitato e avrebbe dovuto intervenire anche Ceronetti. Avendo dovuto rinunciare, Ceronetti scrisse però un bell’articolo su La Stampa; riferendosi al mio libro, dichiarava che quella catara non è per lui una delle tante eresie, ma l’eresia – l’eresia per eccellenza. E i suoi lettori sanno quanto spesso e con quale pathos tornino nelle sue poesie e nei suoi saggi i riferimenti alla storia e alle dottrine catare, al rito del consolamento, al rogo di Montségur”.

 

Zambon racconta poi sotto forma di sogno il viaggio che avrebbe voluto compiere con l’amico Guido C. –  novello Guido Cavalcanti, cioè l’amico di Dante iniziato alla setta gnostica dei Fedeli D’Amore secondo lo studioso veneziano – in terra catara.

 

Viaggio che passa per l’estasi del Ceronetti di fronte alla cupola della chiesa della Daurade, a Tolosa, già fiorente centro del pensiero cataro e cortese (e richiamo colto al sonetto di Cavalcanti Una giovane donna di Tolosa) e trova il suo acme di fronte a un’immagine del castello/rifugio degli albigesi, con la rievocazione dei versi del sonetto ceronettiano Consolamentum: “I piedi accorsi le contatte essenze / di noi non morti di Montségur”.

 

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Bene. L’Abbé Calasso nel pezzo di oggi cita Lévi Strauss, che nel 1985 scriveva: “Ho cominciato a riflettere in un’epoca in cui la nostra cultura aggrediva altre culture – e quel tempo mi sono eretto a loro difensore e testimone. Oggi ho l’impressione che il movimento si sia invertito e che la nostra cultura sia finita sulla difensiva di fronte a minacce esterne, fra le quali figura probabilmente l’esplosione islamica. E di colpo mi sono ritrovato a essere difensore etnologico e fermamente deciso della mia stessa cultura”.

 

Ceronetti, il 3 marzo sulla Stampa, intervistava in ginocchio Massimo Introvigne sul pericolo del fondamentalismo islamista per la “nostra” cultura, per la civiltà europea/occidentale.

 

Dal che wXre, nella sua ingenuità, deduce una cosa: se anche Adelphi, non solo Magda Allam, è per la difesa dell’Occidente, c’è decisamente qualcosa che non va nella categoria di Occidente...

 

A Montségur (foto sopra), per wXre l’Occidente era Hugues des Arcis. Per l'Abbé di San Satiro, quello di Bose e per monsieur Ceronetti era evidentemente Bernard Marty 

Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)

Commenti
#1   14 Marzo 2008 - 01:46
 
Le convergenze parallele. Attendo riabilitazione di Ron Hubbard. O è troppo triviale? Ma no, tempo al tempo.
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#2   14 Marzo 2008 - 12:29
 
Forse nelle forme gnostico-esoteriche della conoscenza non si è ancora scoperta la forma della Terra e loro, a forza di andare a Oriente, hanno fatto il giro... ;-)

CarloS
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#3   14 Marzo 2008 - 18:44
 
Alla fine troveranno il modo, sotto forma di pubblicazioni eleganti, color pastello tenue e diavoletto danzante di accreditare con Ron Hubbard anche David Icke...

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#4   14 Marzo 2008 - 19:00
 
Qui si trovano foto meravigliose su quella antiquissima rocca di seguaci di satana:

http://www.photothequegaud.com/index.php?rep_cible=CHATEAUX%20et%20MANOIRS/Citadelles%20militaires/33-FRANCE/64-395%20-%20Montsegur

lo scholar

ps: peccato che nessun letterato ci abbia fatto un poema epico, sulla crociata contro gli albigesi..
utente anonimo

#5   14 Marzo 2008 - 20:12
 
è vero, belle foto
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#6   14 Marzo 2008 - 22:53
 
Copio e incollo:

Gentile Signore,

il nostro marchio riproduce un disegno inciso su un antico bronzo cinese. In basso c'è una falce di luna e sopra due figure umane, una un po' più grossa, a testa in giù, e l'altra a testa in su. Queste due figure sulla luna nuova, vogliono significare morte e resurrezione, morte e rinascita.

Con i nostri migliori saluti,

Adelphi Edizioni
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