domenica, 16 marzo 2008

Teologia della liberazione

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Concilium,  la rivista fondata da Yves Congar, Hans Küng, Johannes Baptist Metz, Karl Rahner ed Edward Schillebeeckx, oggi vanta altri numi teologici, ovviamente.

 

Nell’attuale comitato di direzione figurano, per dire, Jon Sobrino e Silvia Scatena, storica vicinissima ad Alberto Melloni, mentre nel comitato scientifico, accanto a Giuseppe Alberigo †, figurano Jürgen Moltmann, Gustavo Gutierrez, Leonardo Boff et plurimi alii.

 

Un bimestrale sempre molto interessante.

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Per esempio, nel numero 1/2008 debutta come nuovo direttore Felix Wilfred, teologo dell’Università di Madras, in India, scegliendo come  titolo e tema della rivista  Le omosessualità.

 

L’argomento, non facile, viene trattato dagli autori con quell’apertura al mondo e nell’ascolto di quello “spirito del Concilio” che hanno sempre contraddistinto Concilium.

 

“C’è da sperare che il sostegno pionieristico dato a persone gay e lesbiche possa portare un maggior numero di cristiani a riconoscere che questi modelli di vita hanno valore e dovrebbero essere celebrati – insieme ad altre espressioni umanizzanti – come elementi positivi della famiglia umana e come un’anticipazione del santo governo (polity) di Dio sul mondo”, scrive Julie Claque, docente di teologia cattolica ed etica all’Università di Glasgow, nel suo I valori morali dell’Europa: segni o ferite della civiltà?

 

Ma quello che auspica la Claque è proprio ciò che stenta ad avvenire in Sudafrica, come spiega padre Charles P. Ryan, della società missionaria di S. Patrizio, attualmente direttore del corso di teologia morale del St. Joseph’s Theological Institute di Cedara, ne L’omosessualità in Sudafrica. “Nonostante una società che conserva leggi relative all’omosessualità insolitamente liberali”, scrive il missionario europeo, “l’omofobia, il negazionismo, la discriminazione e il pregiudizio sono ancora attivi sia nella vita secolare del Paese sia nella Chiesa, inclusa la Chiesa cattolica”.

E brucia ancora, a padre Charles, una rispostaccia ricevuta da una platea di sacerdoti sudafricani impegnati nella formazione dei seminaristi, i quali lo avevano chiamato a parlare della nota della Cdf sui Criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali, nel 2006: “Avanti di questo passo lei ci giustificherà anche i rapporti sessuali con gli animali!”.

 

Allargando lo sguardo in senso ecumenico, Philip Cubertson, episcopaliano, direttore del St. John’s Theological College di Auckland, e Tavita Maliko, ministro della Chiesa congregazionalista delle Isole Samoa, presentano un altro utile saggio: “Il perizoma non è samoano”. Alla scoperta di una teologia trasgressiva del terzo genere nell’area del Pacifico.

 

Erik Borgman, laico domenicano olandese, nonché membro del comitato direttivo di Concilium, in  Non “fissare” la natura in termini statici ricorda che “purtroppo la tradizione della legge naturale cattolica nella sua forma ecclesiale ufficiale ha ripreso l’idea moderna di natura come statica norma comune”.

 

Deryn Guest, docente di ermeneutica biblica all’Università di Birmingham, studiosa della pratica della vita religiosa, “specie nei modi in cui questa riguarda le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans-generi”, offre un approfondimento dal titolo suggestivo: Incontro alle bestie. Ermeneutica lesbica della Bibbia “per strada”. Ovvero, scrive la Guest citando una collega, Marcella M. Althaus-Reid: “Perché non possiamo parlare in termini immaginifici di Dio come di un finocchio (faggot)? Perché non riusciamo a vedere il divino al di fuori delle strutture riduttive di una teologia sessuale sistematica, che sa poco dell’amore fuori dai sistemi regolativi decenti di categorie sessuali controllabili”.

 

La quale Althaus-Reid, docente alla facoltà teologica dell’Università di Edinburgo,  firma  il capitoletto successivo, il  più importante forse dell'intera rivista: Teoria queer e teologia della liberazione, dove viene illustrato il passaggio dall’opzione preferenziale per i poveri all’opzione preferenziale per lesbiche gay e trans.

 

Chiude il numero monografico uno scritto di James Alison, teologo inglese, ex domenicano: Lettera a un giovane cattolico gay.

 

Insomma, un materiale teologico, come si può intuire, di alto livello. Magari, vista la complessità delle analisi e la loro carica profetica, un materiale adatto non proprio a tutti. 

 

Noi infatti, che non abbiamo la cultura degli scrittori di Concilium, né la loro capacità di aggiornamento, restiamo inguaribilmente legati alla teologia semplice e démodé di Paolo D’Ungheria, alla sua Summa de Poenitentia del 1215: “I sodomiti sono gli avversari di Dio, assassini e distruttori dell’umanità. Essi sembrano dire a Dio: Tu hai creato gli uomini perché si moltiplicassero. Ma noi lavoriamo perché la tua opera venga distrutta”.

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Commenti
#1   17 Marzo 2008 - 11:33
 
e la gente in maschera che c'entra con Dio, la Salvezza e tutto il resto?
utente anonimo

#2   17 Marzo 2008 - 11:57
 
"Concilium" fu ed e' una manovra astuta dei Lefebvriani: per far capire dove portano certe "derive", e per far tornare i cattolici alla loro casa...
O no?
utente anonimo

#3   17 Marzo 2008 - 14:52
 
Forse la Cdf, o Amato singolarmente, potrebbe spendere una parolina su una rivista del genere, vista la sua fama e diffusione
utente anonimo

#4   17 Marzo 2008 - 21:02
 
La Risurrezione di Cristo.
Un interessante dibattito tra sulle pagine di 30giorni, tra il teologo sudamericano Andrés Torres Queiruga (“La risurrezione senza miracolo”, “Ripensare la risurrezione. La differenza cristiana tra religioni e cultura”) e il filosofo italiano Massimo Borghesi.
Borghesi demolisce il primo libro:
http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=11594

il Torres tenta una disperata difesa:
http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=16719

ma Borghesi, incurante della favorevole accoglienza di Concilium (vedi nota 32) affonda il colpo e vince per KO:
http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=16720

Insomma, la fedeltà dei laici ed il tradimento dei chierici.
luigipuddu
utente anonimo

#5   17 Marzo 2008 - 21:21
 
Borghesi quando vuole è bravo
utente anonimo

#6   18 Marzo 2008 - 09:10
 
Sono stupefatto che un italiano, che ha vissuto tanti anni nel paese mio, -- due paesi celebri per la loro umanità -- si possa lasciarsi andare ai sentimenti propriamente nazisti che concludano questo articolo. Avevo sentito parlare, è vero, dell'omofobia italiana, gays assassinati etc. ma non avevo mai creduto che un filosofo italiano potesse incoraggiare tale violenze, tale odio.
utente anonimo

#7   18 Marzo 2008 - 12:54
 
ma che odio. La nostra posizione è questa qui sotto, tratta da un bel libro, il catechismo della Chiesa Cattolica. Meglio come formulazione?

2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

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#8   19 Marzo 2008 - 11:05
 
Scrive ebrei o nei al luogo che Lei scrive sodomiti e vedra benissime il Sua vero visaggio -- quello dell'odio. Cioe, per coprirLa potra citari vecchi testi medievali o biblici, il risultato e lo stesso -- odio, o forse odio di se.
utente anonimo

#9   19 Marzo 2008 - 11:10
 
Volevo dire "ebrei o neri".

Il suo amato paese e tristamente celebre per il numero grande di assassini omofobi. Le sue parole spingono questi miseri al crimine. Ma lei ridete nel conforto di suo studio, loro pagano gli atti di odio per anni in bagno. Une persona educata come lei no ha molti scusi.
utente anonimo

#10   19 Marzo 2008 - 11:18
 
Citare il Catechesimo per coprir le sue vergognose parole di odio sarebbe una bella strategia se il Catechesimo disse la stessa cosa che i testi medievali odiosi. Ma no la dice. Come i documenti recenti del Vaticano sugli ebrei non ripetano il linguaggio odioso del passato. Il suo attegiamento e propriamente inescusabile.
utente anonimo

#11   19 Marzo 2008 - 11:32
 
Certo il catechismo, documento ratzingeriano, accusato di fondamentalismo dai teologi, da arme ai tipi perversi, che non sanno capire l'altra persona e restano chiusi in un narcissismo molto soddisfatto di se. Ma il catechismo non predica direttemente l'assassino, ma piuttosto l'amore per il fratello, la sorella omosessuale. E chiaro in ogni caso che il cattolicesimo di destra produce odio, odio, odio --
utente anonimo

#12   19 Marzo 2008 - 11:33
 
"Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione."

Il catechismo di Ratzinger.
utente anonimo

#13   19 Marzo 2008 - 11:42
 
Non ha nemmeno visto che i testi citati da Lei condannano PERSONE mentre che il Catechism condanna ATTI. Per Lei questo e solamente una questione della "formulazione".

Ma che La spinge a tale odio? Come capire l'omofobia? Crede forse di piacere al Papa adottando attegiamenti condannati dal Papa stesso? O forse La ho sorpreso scherzando con i suoi amici omofobi -- e non parlava sul serio -- ma questa sarebbe una scusa patetica. O forse mi dira che tantissimi di suoi migliori amici sono omosessuali etc.
utente anonimo

#14   19 Marzo 2008 - 11:47
 
ecco la religione del fondamentalismo biblico http://www.gayegypt.com/july2005.html
utente anonimo

#15   19 Marzo 2008 - 12:46
 
Certe volte è lecito chiedersi chi stia davvero "ammazzando" il Concilio: se i "fondamentalisti" ovvero coloro che lo portano in giro come una bandiera (più per la comodità dell'asta da brandire e da schiantare in testa a chi non la pensa come loro, che per le effettive colorazioni del drappo).
s.

p.s. lo sò: il commento non è un granché: valga, perciò, come mero interludio.... ;-)
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#16   20 Marzo 2008 - 02:16
 
E' difficile che sappia con quale organo si ragiona, uno che non sa distinguere il davanti dal didietro.
utente anonimo

#17   20 Marzo 2008 - 12:36
 
Ohibò... abbiamo un proud del "concilium" che confonde il catechismo della Chiesa Cattolica per un documento ratzingeriano.

Del resto qui si denunciano e a ragione le derive, ad essere generosi, di una certa impostazione teologica, non si odia alcuno.

Buon triduo!
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#18   20 Marzo 2008 - 22:25
 
Al di là della mia posizione personale - in linea con quella "integralista" del Catechismo qui trascritta - trovo che la questione del rapporto tra omosessualità e religione sia una delle più interessanti per analizzare la coerenza interna di una linea come quella tenuta da "Concilium".
Qui si è menzionato il caso del Sudafrica, ma il problema, per i fautori della promozione dell'omosessualità all'interno del Cristianesimo, è l'intero continente africano. Che io sappia non c'è nessuna zona dell'Africa in cui l'omosessualità sia accettata. Anzi, a partire dagli anni Novanta, molti leader politici africani hanno denunciato la promozione dei diritti degli omosessuali nei loro Paesi come "un'indebita ingerenza dell'Occidente" che, secondo loro, pretenderebbe di imporre ed esportare "le sue perversioni". Il dibattito si è svolto anche all'interno delle Chiese protestanti, i cui vescovi africani talvolta hanno addirittura minacciato scismi se i loro omologhi europei e nordamericani avessero tentato di imporre le idee occidentali in materia di morale sessuale, che - loro sostengono - sono in palese contrasto con quanto affermato ripetutamente nelle Sacre Scritture.
La questione quindi si può così riassumere: un ipotetico numero di "Concilium" che volesse affrontare la 'questione africana' avrebbe rispetto delle 'culture altre', oppure partendo dal presupposto che gli africani sono rozzi e ignoranti promuoverebbe un'amorevole educazione ai "sani valori occidentali"?
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#19   21 Marzo 2008 - 07:34
 
Edmund Campion, ci sono migliai di omosessuali africani a Parigi che parlono della vita omosessuale intensa dei loro paesi -- Niger, Cameroon, etc. -- l'ipocrisia africana e del stesso genere che la nostra, e fu appresa di noi nel passato missionario.
utente anonimo

#20   21 Marzo 2008 - 12:20
 
Che possa esserci una "vita omosessuale intensa" in quei Paesi non lo metto in dubbio. La questione però è capire come quel tipo di condotta sessuale è giudicato e quali sono le basi di tale giudizio.
Siccome in passato ho lavorato per anni a stretto contatto con molti africani di etnie, nazionalità e religioni differenti, escludo categoricamente che la condanna dell'omosessualità in Africa sia un'invenzione dei missionari. Anzi, semmai, per quella che è la mia esperienza personale, tale condanna è ancora più netta tra gli africani di religione islamica e tra quelli che praticano culti tradizionali 'animisti'. All'interno degli stessi islamici, tra l'altro, ci sono diversi modi di vivere la religione: semplificando molto si può dire che gli arabi vivano un Islam più 'ortodosso', mentre i musulmani dei Paesi dell'Africa nera pratichino un Islam molto 'contaminato' dalle religioni arcaiche autoctone. Eppure, rispetto all'omosessualità, la condanna è inappellabile sia da parte degli uni che degli altri; su di essa concordano l'imam e lo 'stregone'. E tutto ciò in Paesi dove le missioni hanno avuto scarsissimo successo e i cristiani sono una sparuta minoranza.
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