sabato, 29 marzo 2008

Libertà di espressione

 

Difendere Wilders. Non aiuteremo l’islam consegnando ai fanatici la libertà d’espressione”, titolava oggi il Foglio. Un editoriale sul filmato oltraggioso verso il Corano e di istigazione al pogrom anti-islamico diffuso dall’olandese Geert Wilders, sorta di incrocio tra Mirko dei Biaiv e Christopher Walken, ma soprattutto leader e fondatore del Partij voor de Vrijheid, il Partito della libertà.

 

Hanno ragione quelli del Foglio. Glielo dobbiamo far vedere noi a questi beduini schifosi che cos’è la libertà d’espressione. E che cazzo.

 

Ci sta già pensando, a dire il vero, la diocesi di Vienna, che ospita in questi giorni, nel museo diocesano vicino alla cattedrale di Santo Stefano, una mostra dedicata all’arte di Alfred Hrdlicka, noto e discusso scultore/pittore, una sorta di Pasolini austriaco col pennello.

 

Al suo quadro dell'Ultima Cena, raffigurata come un’orgia sodomitica, ha dedicato un video (qui sotto) un gruppo di cattolici reazionari che, come al solito, non ha capito nulla del valore della libertà di espressione.

 

Alcuni visitatori - così ha riferito Bernhard Böhler, direttore del museo - hanno chiesto a Hrdlicka perché ha voluto rappresentare gli apostoli nel cenacolo intenti a copulare fra di loro. Risposta del Pasolini austriaco: “Non c’erano donne in giro”.

 

Wilders e il Foglio possono essere fieri di lui. E della diocesi di Vienna.

d 

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Commenti
#1   31 Marzo 2008 - 00:29
 
L'ottava di Pasqua è passata, la genrale sbornia magdallamiana impedì la nota su Persili ...
luigipuddu
utente anonimo

#2   31 Marzo 2008 - 00:49
 
va bene anche dopo l'ottava..
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#3   31 Marzo 2008 - 06:53
 
Sorpresa, per la gioia di molti, nei commenti al post segnalato da Zaccheo in
http://piccolozaccheo.splinder.com/post/16501265/lupi%2C+agnelli+e+Tornielli
c'è un Francesco Agnoli (Il Foglio) tutta'altro che magdallamiano:
"# 3 una conversione culturale, qualcosa certo di importante, ma che non ha bisogno di battesimi e di liturgie.... Posso certo sbagliarmi di grosso, ma non vorrei che accanto all'islamismo nascesse il cristianismo, cioè una ideologia cristiana (che è ben diverso da una cultura cristiana, anche senza
Cristo). Per una volta, insomma, mi sono trovato in parte d'accordo con Magris.
Di Francesco Agnoli (inviato il 26/03/2008 @ 15:53:57)"
http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=746

luigipuddu
utente anonimo

#4   31 Marzo 2008 - 10:08
 
andiamo a leggere..
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#5   31 Marzo 2008 - 11:05
 
Gli stessi cattolici reazionari hanno messo online anche Fitna, il discusso video di Wilders...

Davide
utente anonimo

#6   31 Marzo 2008 - 11:20
 
speriamo almeno non siano gli stessi..
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#7   31 Marzo 2008 - 22:33
 
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/195781


“Così si manifestava anche nella Chiesa cattolica il processo di rovesciamento del rapporto tra Rivelazione e umanità che segna la modernità recente. Solo l’umano, secondo tale ragione, è l’universalmente costituito; mentre ogni Rivelazione non può essere che particolaristicamente data o fondata. Da qui deriva che il passaggio, o il ritorno, a una religione possa essere visto come un atto indesiderabile, incomprensibile, a maggior ragione quando proprio le élites di questa religione cercano di emanciparsi dalla sua particolarità”.
Urka, sembrano i difetti di un famoso istituto liturgico.

luigipuddu
utente anonimo

#8   01 Aprile 2008 - 00:10
 
avanti di questo passo e con queste frecciate, non potrai più farci da ambasciatore presso il famoso istituto liturgico: ti impallineranno appena metterai il dito nell'acquasantiera di Santa Giustina
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#9   01 Aprile 2008 - 07:29
 
Ci sono anche i pregi ... "caro salutis cardo".
In effetti, tutto sta nel come recepire la guardiniana fine dell'epoca moderna.
Se come post-moderno o come occasione per la reintegrazione della dimensione rituale nell'esplicitarsi dell'identità cattolica.
"De Marco + S. Giustina", perchè no?

luigipuddu
utente anonimo

#10   01 Aprile 2008 - 17:36
 
Esempio.
Il liturgista Andrea Grillo (una menti più acute, purtroppo oggi avversario del Papa, in fatti e argomenti) parla della perduta consapevolezza della necessità per il cristiano non solo dell’iniziazione al rito (= spiegazione e/o comprensione) ma anche dell’INIZIAZIONE TRAMITE IL RITO; arriva a dire che la riforma liturgica ha favorito la comprensibilità del rito, ma ne ha occultato ancora di più le sue EVIDENZE.
Ma se questo è vero, non si capisce perché non consideri il Motu Proprio come una chance in più PER la “causa della liturgia”, non CONTRO di essa.
Il nuovo rito e quello antico dovrebbero essere l’un l’altro “elemento critico e riequilibratore”, come detto ottimamente dal Pietro De Marco:

http://www.stefanoborselli.elios.net/news/archivio/00000364.html

luigipuddu
utente anonimo

#11   07 Aprile 2008 - 16:22
 
“Non c’erano donne in giro” E' la semplice verità, una delle poche, che si evince dai vangeli. Cristiani e chiesa devono imparare che nei paesi liberi esistono gli atei, che possono coniserare i loro simboli e i loro riti come ridicoli, osceni e intollerabili. Buona liturgia, qualunque sia
utente anonimo

#12   08 Aprile 2008 - 07:27
 
http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2008/04/08/lultima-cena-trasformata-in-orgia-ed-esposta-al-museo-diocesano/#respond

complimenti, avete battuto Tornielli
utente anonimo

#13   08 Aprile 2008 - 16:48
 
No, è solo il bello di internet..
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#14   08 Aprile 2008 - 18:23
 
Cmq il paragone dell'artista austriaco con Pasolini è del tutto abusivo e fuori luogo. Per farla breve, autocitiamoci tutti:

http://wxre.splinder.com/post/4775402/Uomini+del+sottosuolo

#1 15 Maggio 2005 - 18:37

Caro GdC,
Lenher è demistificatore di molti miti abusivi della contemporaneità e Pasolini è probabilmente stato anche (magari soprattutto) quello da lui descritto, nella banalità del suo male.
A parziale sua difesa di fronte alla misericordia divina, di cui peraltro ognuno ha sovrumano bisogno, andrebbe fatto presente G. Conti Calabrese, nel suo “Pasolini e il Sacro”, badando bene che non è di “questione morale” (Lenher insegna) che si tratta, ma di esplicitazione di una poetica (cfr. Zigaina) o di esercizio medico-legale di vittimologia (cfr. Quirino).
Dunque, riporto da pag.131 (con l’avvertenza dei puntini, ad evitare banali reificazioni del male):
“Quando Pasolini dal 1972 al 1975 scrive ‘Petrolio’ è ormai consapevole, in maniera lucida e disperata, di trovarsi costretto a vivere in un’epoca in cui la sacralità del sacro risulta smarrita, perduta, definitivamente obliata; una certezza scaturita dalla constatazione che anche l’ultima ‘realtà’, il corpo … è stato totalmente derealizzato ovvero desacralizzato”.
L’opera ultima di Pasolini “… non può essere certo ridotta ad una ‘apologetica’ del sesso …”.
Infatti “… Pasolini racconta a partire dalla fine della sacralità del sacro, dal momento in cui ne accerta l’eclissi: descrizione di una tragedia, nel parlare del sacro in un’epoca desacralizzata …”.
Al facile rilievo di adelphismo della teoria (e prassi) pasoliniana (e qui un Piero Vassallo andrebbe a nozze), si potrebbe rispondere che un buon investigatore diffiderebbe di ricostruzioni troppo facili.
Anche perché Pasolini tutto era, meno che un idolatra della tecnica (Pannella oggi ricorda bene Zigaina, ma scorda Pasolini).
E comunque il rimedio, la Salvezza non era il rimpianto “cristianesimo delle origini” (smarrito, perduto, definitivamente obliato – forse mai esistito), ma l’Origine stessa del cristianesimo, l’Agnello immolato, risorto dai morti, dalle cui piaghe siamo stati guariti e il cui corpo e sangue sono pane di vita e bevanda di salvezza.

luigipuddu
utente anonimo

#15   08 Aprile 2008 - 18:54
 
Sì, era un accostamento sbrigativo. Ma meglio rimandare la diatriba sul Pasolini a post opportuno
utente anonimo

#16   09 Aprile 2008 - 18:32
 
Scusate il tono polemico, dovuto ad un deficit filologico: non avendo ricontrollato, pensavo che l'austriaco si fosse autodefinito come "Pasolini" o pasoliniano.

Detta da wXre, la cosa assume ben altro significato e necessita di maggior rispetto.
Prego sostituire il "del tutto abusivo e fuori luogo" con "problematico".

luigipuddu
utente anonimo

#17   09 Aprile 2008 - 18:39
 
... e la lotta continua ...
http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2008/04/09/lultima-cena-di-vienna-il-cardinale-ci-scrive/#comments
utente anonimo

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