
“Difendere Wilders. Non aiuteremo l’islam consegnando ai fanatici la libertà d’espressione”, titolava oggi il Foglio. Un editoriale sul filmato oltraggioso verso il Corano e di istigazione al pogrom anti-islamico diffuso dall’olandese Geert Wilders, sorta di incrocio tra Mirko dei Biaiv e Christopher Walken, ma soprattutto leader e fondatore del Partij voor de Vrijheid, il Partito della libertà.
Hanno ragione quelli del Foglio. Glielo dobbiamo far vedere noi a questi beduini schifosi che cos’è la libertà d’espressione. E che cazzo.
Ci sta già pensando, a dire il vero, la diocesi di Vienna, che ospita in questi giorni, nel museo diocesano vicino alla cattedrale di Santo Stefano, una mostra dedicata all’arte di Alfred Hrdlicka, noto e discusso scultore/pittore, una sorta di Pasolini austriaco col pennello.
Al suo quadro dell'Ultima Cena, raffigurata come un’orgia sodomitica, ha dedicato un video (qui sotto) un gruppo di cattolici reazionari che, come al solito, non ha capito nulla del valore della libertà di espressione.
Alcuni visitatori - così ha riferito Bernhard Böhler, direttore del museo - hanno chiesto a Hrdlicka perché ha voluto rappresentare gli apostoli nel cenacolo intenti a copulare fra di loro. Risposta del Pasolini austriaco: “Non c’erano donne in giro”.
Wilders e il Foglio possono essere fieri di lui. E della diocesi di Vienna.
d