martedì, 15 aprile 2008

Repubblica delle banane

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«Il leader di Forza Italia è il campione di un'Italia populista, insofferente alle regole e diffidente nelle istituzioni».

Così Massimo Giannini, ieri, nel commento ragionato sulle elezioni.

 

Ovvero, come non capire un ***** dell’Italia ed essere vice-direttori del più diffuso quotidiano nazionale, Repubblica.  

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Commenti
#1   15 Aprile 2008 - 08:25
 
Dal suo punto di vista, manicheo, siccome lui ama le regole, è elitario (ma guai a dirlo!) e confida nelle istituzioni ma ha perso le elezioni, è ovvio che chi ha vinto sia attestato su posizioni opposte alle sue. Non occorre verificarlo: è per forza così, lo dice la ragione.

"Ragionano" davvero così...

Saluti
FB
utente anonimo

#2   15 Aprile 2008 - 12:08
 
Il tenore delle dichiarazioni di direttori e vice degli ultimi, ma anche penultimi, tempi è tale da far pensare che il non capire un ****** sia prerogativa necessaria, e talvolta sufficiente, per essere dove sono.

Del resto, per obbedire pedissequamente alla "linea", il dono dell'intelletto è proprio l'ultimo ad essere richiesto, anzi, ne è esplicitamente auspicata l'assenza.

De Bortoli, Anselmi, Scalfari... sommati i Q.I. di tutti si fatica a raggiungere la media dei primati.
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#3   15 Aprile 2008 - 12:56
 
per dargli ragione occorrerebbe corcarlo di botte.
utente anonimo

#4   15 Aprile 2008 - 18:54
 
anche se la palma dell'imbecillità e del disprezzo oligarchico verso il "popolino" va indubbiamente a Gad Lerner e al suo pezzo su Rep. di oggi

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#5   16 Aprile 2008 - 02:20
 
A proposito di Repubblica riporto qui un brano tratto da un articolo del 6 aprile scorso, autore Eugenio Scalfari:
«Dicono i sondaggi, con un margine di errore che va sempre tenuto ben presente, che il complesso degli indecisi sia da valutare attorno al 10 per cento dei presumibili votanti. Dicono anche che il 45 per cento di quel dieci sia orientato a votare Veltroni. E dicono infine che se quel 45 diventasse il 13 aprile il 60, alla Camera si potrebbe pareggiare, i due maggiori partiti si troverebbero spalla a spalla e uno dei due otterrebbe la vittoria con uno scarto minimo di voti. Se poi il Partito democratico convogliasse su di sé il 75 per cento degli indecisi la vittoria alla Camera diventerebbe una quasi certa probabilità».
Sulla base di questo documento, caro wXre, devi ammettere che la lucidità di giudizio del giornale non è stata per nulla intaccata dall'astio derivante dalla sconfitta elettorale! ;-)
Il problema, semmai, è la lucidità di giudizio di coloro che ogni giorno acquistano il tabloid!
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