Il Foglio, che la sa lunga, pubblica oggi la riflessione di un editorialista di Asia Times - rivista online fondata ad Hong Kong nel 1999, tra le più interessanti sulla gopolitica in Asia e non solo - che si firma con lo pseudonimo di Spengler. E che viene introdotto così in un riquadro:
“Nessuno conosce la sua vera identità, di sé Spengler dice soltanto di essere un uomo di mezza età. Nei suoi scritti cita la Bibbia, Kierkegaard e Clausewitz, mai Oswald Spengler, il pensatore tedesco cui potrebbe aver rubato il nome, che considera ‘un atroce razzista’. Nella sua agenda, spiega, c’è la promozione delle radici giudaico-cristiane”.
In realtà, Spengler è Uwe von Parpart, un eclettico protagonista della comunità di intelligence americana.