lunedì, 02 giugno 2008

Un'altra straordinaria (e silenziata) avventura

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Già un Ordine che organizza un convegno su Karl Rahner come questo, o diffonde sul teologo gesuita materiale come questo, si capisce che un po’ speciale lo è.

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Se si pensa poi che è nato ufficialmente nel 1990, ha ottenuto il Decretum Laudis nel 1998, e dopo soli 15 anni di vita, al 31 dicembre 2005, contava 36 case in 11 Paesi (Australia, Austria, Benin, Brasile, Inghilterra, Francia, Italia, Kazakhstan, Nigeria, Filippine e Stati Uniti) e 280 membri, 88 dei quali sacerdoti, senza contare le suore...

 

...e i laici della Missione dell’Immacolata Mediatrice, il movimento ecclesiale legato all’Ordine, ecco, si può capire che il fenomeno è simile a quello dell’IVE, L’Istituto del Verbo Incarnato, di cui parlavamo qui.

 

Si tratta dei Francescani dell’Immacolata, nati da una costola dei Francescani Conventuali, riprendendo la spiritualità e l’anelito apostolico di San Massimiliano Maria Kolbe (da non confondere con i Francescani del Rinnovamento, però).

 

Cito da una loro pagina:

 

“Il carisma della nostra forma di vita si esprime attraverso la Traccia Mariana di Vita Francescana, che ripropone alla luce dell’Immacolata la più autentica vita francescana di preghiera, povertà, penitenza, carità, evangelizzazione.

 

La caratteristica più essenziale del nostro carisma francescano è la dimensione mariana suggellata da un nuovo voto, il voto mariano della totale consacrazione all’Immacolata….

 

I Francescani dell’Immacolata si servono di ogni mezzo di apostolato: da quelli più spiccioli come la Medaglia Miracolosa fino a quelli più sofisticati come i mass-media: radio, stampa, televisione, internet”.

 

E a proposito di internet, qui e qui ci sono due piccole prove del loro impegno.

Giovani e tosti, in rapida crescita mentre i fratelli maggiori conventuali languono drammaticamente, rigorosi nella dottrina (del resto, non è l’Immacolata la vera nemica di tutti gli eresiarchi?) celebrano preferibilmente con il rito di San Pio V. E sono a tutti gli effetti un frutto del Concilio Vaticano II.

 

Non solo, sono anche un frutto della Chiesa italiana, essendo il loro fondatore il fiumano padre Stefano Maria Manelli (e in Italia sono presenti qui).

 

Qualcuno ne era stato informato dai nostri vaticanisti?

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Commenti
#1   02 Giugno 2008 - 09:55
 
Dopo aver dato una veloce lettura del (pregevole) libro di Gamberini (gesuita rahneriano doc) 'Un Dio relazione', in particolare del primo e dell'ultimo capitolo, laddove parla della 'teologia delle religioni', sono logicamente giunto alle concluisioni opposte a quelle rahneriane:
«Meglio un triteista che un modalista».
Credo che la difesa dell'identità cristiana passi proprio attraverso questo slogan.
Grazie per questa importante segnalazione.

luigipuddu

utente anonimo

#2   02 Giugno 2008 - 09:59
 
Che spavento nel leggere le prime righe! Per un attimo ho temuto che wXre fosse impazzito e diventato rahneriano...
Notevolissimo post. Ovviamente, da cattolico praticante, non ne avevo mai sentito parlare e non mi risulta che Avvenire abbia dedicato molti servizi a questi straordinari fratelli.

sicut palea
roccasecca
utente anonimo

#3   02 Giugno 2008 - 14:48
 
Grazie dell'articolo.Io ho avuto modo di incontrarli quando erano custodi del santuario di Castelpetroso e mi hanno riportato alle radici del Francescanesimo quello della poverta',dell'austerita' e nel seguire il Cristo in toto.Poi purtroppo sono stati "rimossi" e il santuario e passato sotto la custodia di conventuali inutile dire come lo stanno "gestendo".Ho avuto modo di confessarmi da uno di loro....e non ha fatto nulla per farmi cambiare idea...Cristus Rex.
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#4   02 Giugno 2008 - 18:18
 
Io non li ho mai conosciuti di persona, però li seguo a distanza da un po' di tempo e mi hanno colpito. Tra le tante cose, mi ha colpito la loro riproposizione di una "cavalleria mariana"
(http://maryvictrix.wordpress.com/marian-chivalry/chivalry-and-our-lady/) che permette di comprendere bene come la devozione a Maria, lungi dall'essere una declinazione femminea del cristianesimo, è uno straordiario e virile itinerarium ad Deum.
GdC

PS= Di Gamberini SJ, che è dvientato da poco anche il direttore della gesuitica "Rassegna di Teologia", ho letto di recente la recensione al "Gesù di Nazaret" di Ratzinger. Avvilente è il commento più benevolo che si possa fare.

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#5   02 Giugno 2008 - 20:07
 
Leggo dal sito di RdT:
"L'autore [Gamberini] critica la forte ed esplicita continuità che emerge nel libro [di Ratzinger] tra il Gesù prepasquale e il Gesù postpasquale, senza far spazio alla discontinuità dell'evento di risurrezione nella comprensione del Gesù storico".

A lume di naso, mi sembra molto difficile che una vecchia volpe degli "studi teologici" come Ratzinger faccia propria una tesi così urticantemente "apologetica".

Non ho poi ben capito a che livello debba situarsi la legittima discontinuità; magari il gesuita pensa ad eventuali superfetazioni della prima comunità cristiana.
Così hanno fatto altri teologi non apologetici
( cfr. http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=11594 e http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=16720 )?
Comunque sono TROPPO curioso, GdC e LD (e Zaccheo) fateci un bel commento.
luigipuddu
utente anonimo

#6   04 Giugno 2008 - 20:48
 
Per aggiungere carne al (o acqua/benzina sul ?) fuoco, riporto questo commento trovato in http://apocalitticamente.blogspot.com/2008/05/third-quest-uno-spauracchio-per-la.html

luigipuddu

«Il Gesù di Ratzinger, rispetto a questa rassegna di recezione cattolica della Third Quest, si pone al di fuori. Anzi, per essere precisi, si pone al di fuori della ricerca storica tout court. Lo sguardo di Ratzinger non è mai puramente "storico" ma sempre contemporaneamente "teologico" (immagino che alcuni direbbero che il suo sguardo non è mai storico, senza il "puramente"). Ora, la ricerca storica è tale solo se distinta e indipendente dal piano di fede, altrimenti è teologia che guarda retrospettivamente al proprio fondamento, ma non storia (questo vale per la ricerca storica in generale, e per la Third Quest in particolare, che - anche nei suoi esponenti cattolici, come Meier - è completamente a-teologica). Ebbene, con il Gesù di Ratzinger, a mio avviso, siamo di fronte ad un opera di teologia neotestamentaria, e non di ricerca storica. I risultati degli studi storico-critici (non però i più recenti) sono tenuti presente da Ratzinger, tuttavia, a ben vedere, spesso sono riportati solo in chiave negativa, come esempi di "riduttività". Insomma, per me il punto centrale della operazione di Ratzinger è proprio il tener unito e perfino "fuso" il Cristo della fede al Gesù della storia, rifiutandosi di ammettere - come invece fa qualsiasi storico, anche mons. Romano Penna - che la "cristologia" di Gesù, se vi fu (e io, in qualche modo, credo di sì) fu implicita, indiretta, "simbolica", e nient'affatto diretta ed esplicita, arrivando quindi a considerare storici tutti i "titoli" o autodefinizioni di Gesù, quello di Messia, di Figlio dell'uomo nella triplice varietà (futuro, presente, sofferente) - il che, benchè massimalista, potrebbe anche andare - ma anche quello giovanneo di IO SONO.
Ora, già solo il considerare come autenticamente gesuano questo "Io Sono" è sufficiente per far capire come il suo libro non possa essere considerato un'opera di ricerca storica. Nessuno tra gli storici più conservatori, nè cattolici nè protestanti, arriva a tanto.
Ecco, in conclusione, il libro di Ratzinger rappresenta un'opera di teologia neotestamentaria, spesso molto bella e profonda, ma non di storia. Prendo come esempio la pag. 399, dove si parla della croce come la "vera altezza di Dio", come "roveto ardente", come chiave ermeneutica dell' "Io Sono" e "suprema rivelazione". In questo paragrafo semplicemente meraviglioso io trovo la dimensione più vera, profonda e piena della mia fede cristiana. Tuttavia non posso dire di trovarci il Gesù storico.
Mi auguro quindi di cuore che tutti i cattolici possano fare lo sforzo di leggere questo denso, profondo e impegnativo libro: ne saranno ampiamente ricompensati! Ma mi auguro allo stesso tempo che sappiano leggerlo per quello che è (una visione teologica di Gesù) e non per quello che non è (una ricerca storica su Gesù).
Johannes DeSilentio
(ospitato gentilmente in questo blog da Johannes Weiss, il quale, da parte sua, si rifiutava di dare una risposta che andasse oltre l'iniziale "si pone al di fuori")».
utente anonimo

#7   04 Giugno 2008 - 20:51
 
l'autore del commento ha un blog, raggiungibile
http://www.johannesdesilentio.splinder.com/
utente anonimo

#8   04 Giugno 2008 - 21:29
 
E luigipuddu quando avrà un suo blog? :-)
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#9   04 Giugno 2008 - 21:31
 
stasera tiro fuori il Gamberini e vedo di citarti qualche perla
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#10   04 Giugno 2008 - 23:30
 
@ Giovannidarho

Domine, non sum dignus

luigipuddu
utente anonimo

#11   05 Giugno 2008 - 19:49
 
Un'amica blogger (Rosanna) mi ha segnalato questo post e son venuta prestissimo a leggerlo!!!
perchè? :-)

...beh posso dire di esser di spiritualità francescana ma non ho grande preparazione teologica o filosofica..
...però conosco le francescane dell'Immacolata :-), la storia della loro fondatrice, la biografia e gli scritti di Massimiliano Kolbe...la milizia dell'Immacolata che fondò...

e che lo dico a fare? al collo porto da anni un TAU e la medaglia miracolosa :-) (che distribuisco un pò a tutti!

...ecco perchè son corsa a leggere... :D


Anche se son consapevolissima che non posso apprezzare tutto lo..."spessore teologico" dei tuoi scritti (e dei commenti dei tuoi ospiti) ...il tuo è un post bello e utile: questa nuova famiglia francescana- mariana merita di esser conosciuta sempre più!!!

con stima!
ciao,
un abbraccio..
brezza :-)))


utente anonimo

#12   05 Giugno 2008 - 20:55
 
i figli e le figlie di san Francesco sono sempre benvenuti...
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#13   05 Giugno 2008 - 23:38
 
@ luigipuddu
Dignus es, age!

@ tutti gli altri
Un piccolissimo omaggio:
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