venerdì, 06 giugno 2008

Per un ritorno del velo

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Ripesco un vecchio post:

 

Luigi, non ti nascondo la mia simpatia per le donne musulmane che rivendicano il diritto di indossare l’hijab.

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Non per un mio ghiribizzo personale. Ma perché in casa, in Chiesa, anche quando apro il portafoglio, mi ritrovo davanti l’immagine dolcissima di un’altra donna che lo indossava: Maria.

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E mi tornano in mente le donne che ho fatto in tempo a vedere in tante campagne d'Italia, con la loro modestia, la loro solare femminilità. E i loro hijab mariani.

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GdC”

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Per questo mi sembra bello aderire alla campagna per il ritorno del velo in chiesa che ha lanciato The Catholic Knight, con tanto di sondaggio tra i pro e i contro, e che ha visto nettamente prevalere i pro.

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Un ritorno a ciò che è stato per secoli e secoli un bellissimo segno di pietà femminile.

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Perso più per la soggezione alla banalità dei tempi, che altro.

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Un ritorno senza fanatismi, ovviamente. Come spiega in punta di diritto canonico anche  Jimmy Akin (per la cronaca uno dei migliori blogger cattolici americani).

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Anche perché, se si parla di pudore, modestia, e dignità durante le liturgie,  le leggerezze da correggere oggi sono altre, come spiegano all'Arcidiocesi di Manila...

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Commenti
#1   07 Giugno 2008 - 01:21
 
Forse non c'entra niente, però quando entro in una chiesa d'inverno e ho un berretto di lana "sento" che me lo devo togliere per rispetto, anche se fa freddo.
Devo confessare che sono , non contrario, ma un po' sciettico su queste "campagne", in quanto il problema , a mio avviso, è a monte. Ovvero il problema è il decadimento del senso di rispetto in generale.
Infatti dov'è che ancora è possibile vedere portare il velo nelle chiese ? In quei paesi dove forte è ancora il senso di appartenenza ad una comunità e ad una tradizione, che poi è un rispetto non formale per ciò che i nostri antenati ci hanno insegnato.
Ho in mente le fedeli nelle chiese dell'estremo oriente (giappone, korea, etc.) che portano il velo (http://www.asianews.it/files/img/nagasaki.jpg).
Se prima non si educa ad un rispetto per chi è "più grande", per il sacro, si rischia di "applicare" una norma in più e basta.
Dopo sarà la libertà della persona che agisce di conseguenza e che , volentieri , si sottopone alla regola dettata.
Faccio un esempio : nella città di Padova , alla basilica di Sant'Antonio , anche nei tempi più rigidamente sessantotteschi del vietato vietare , si è sempre miracolosamente mantenuta la regola di non potere entrare se non si era adeguatamente vestiti , credo perchè è il clima stesso della basilica che ti "costringe" di metterti di fronte al Mistero, di farti "piccolo" , ma anche accolto. Non ti senti "costretto", ma "invitato a".
E' la risposta libera dell'uomo che ha coscienza di trovarsi di fronte al Mistero.

Yusuf
utente anonimo

#2   07 Giugno 2008 - 07:33
 
Grazie Yusuf.
In proposito:
http://www.paolorodari.com/2007/11/27/gandalf-interviene-a-proposito-del-vi-dico-la-mia-sul-motu-proprio-summorum-pontificum/

Purtroppo la ristrutturazione del blog di Rodari ha cancellato la memoria storica dei commenti; se trovo qualcosa di interessante sul mio pc, ve la riporto.
luigipuddu
utente anonimo

#3   07 Giugno 2008 - 15:50
 
sono d'accordo Yusuf
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#4   08 Giugno 2008 - 00:37
 
Questa foto viene dalla Korea :-)

http://www.asianews.it/files/img/KOREA_Church.jpg

Yusuf
utente anonimo

#5   08 Giugno 2008 - 01:59
 
e questa dal Giappone..
http://graphics8.nytimes.com/images/2008/04/06/world/06japan-span-600.jpg
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#6   08 Giugno 2008 - 12:57
 
http://www.lanef.net/archives_de_la_nef/culture/histoire/que_doit_l_europe_a_l_islam_annie_laurent_impression.asp
utente anonimo

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