martedì, 24 agosto 2004

Sempre dei nostri

Caro Luigi

ci eravamo lasciati prima delle vacanze parlando di montegiovismo ed ambienti camaldolesi e mi ritrovo, tornato dalle vacanze, a scriverti una letterina sullo stesso argomento. Il motivo è che, neanche a farlo apposta, mi è toccato passare alcuni giorni in compagnia di un pretonzolo inzuppato dalla testa ai piedi di dossettismo, montegiovismo, camaldolismo e altre deviazioni teologico-ecclesiali purtroppo ancora piuttosto diffuse.
Il dialogo ravvicinato con questo presbitero dalle idee confuse, però, mentre all’inizio mi suscitava i soliti crampi allo stomaco, alla fine mi ha ispirato sentimenti diversi, di maggiore “comprensione”, sulla linea di quelli che tu mi solleciti saggiamente a coltivare e che anch’io ogni tanto, ma con poca convinzione lo ammetto, mi sforzo di fare miei.
Responsabile di questa micro-illuminazione è stato un brano - pensa un po’ com’è strana la vita - non di S. Tommaso o di S. Francesco di Sales, ma di un satanista. E del satanista dottrinalmente più elevato e “puro” del ‘900, ossia il francese René Guénon. Il libro è Considerazioni sull’Iniziazione, editore Luni, di cui, se hai qualche attimo di pazienza, ti riporto alcune righe:

“E’ facile capire come il ricollegamento al centro supremo sia indispensabile perché sia assicurata la continuità di trasmissione delle influenze spirituali, così è di tutto quel che abbia un carattere veramente
tradizionale, anche per le organizzazioni exoteriche, religiose o d’altro genere, per lo meno al loro punto di partenza; a maggior ragione così è nella sfera iniziatica. Nello stesso tempo, è tale ricollegamento che mantiene l’unità interiore ed essenziale esistente sotto la diversità delle apparenze informali, ed è - di conseguenza - la garanzia fondamentale dell’Ortodossia‚ nel vero senso della parola. Soltanto occorre comprendere bene che simile ricollegamento può non mantenersi sempre cosciente, non foss’altro che a causa di una certa degradazione resa possibile dall’allontanamento delle origini, degradazione che può giungere a un punto tale, come dicevamo in precedenza, da far sì che un’organizzazione arrivi a comprendere solo più
iniziati virtuali‚ come noi li abbiamo chiamati, che continuano però a
trasmettere, anche se non se ne rendono più conto, l’influenza spirituale di cui l’organizzazione è depositaria. Il ricollegamento si mantiene nonostante tutto in virtù del fatto che la trasmissione non è stata interrotta, e ciò è sufficiente perché qualcuno di coloro che abbiano ricevuto l’influsso spirituale in tali condizioni possa sempre riprenderne coscienza se porta in
sé le possibilità richieste.”
Mi fermo qui, purtroppo, perché la citazione sarebbe troppo lunga, anche se interessantissima.

Mi chiederai subito, e giustamente, che cavolo c’entrano queste righe con montegiovismi e camaldolismi vari. Apparentemente nulla. Guénon qui sta parlando di “organizzazioni iniziatiche”, che, tradotto in un linguaggio che fa imbestialire i suoi cultori, ma è preciso e certamente più accessibile alla semplice vecchietta che va a Messa - si tratta di organizzazioni sataniche. Le “influenze spirituali” di cui parla, la cui ricezione è un requisito essenziale per assicurare ad una determinata realtà un carattere “tradizionale”, sono influenze demoniache (la “tradizione” a cui fa riferimento, va da sé, è quella primordiale del serpente). Quindi, pur con tutte le critiche che si possono fare ai nostri amici monaci, cose di una dimensione ben distanti da quella dei Calati, Dossetti, Bianchi, Barban e compagnia bella. Però le riflessioni di Guénon, se lette bene, sono sempre di grande interesse anche da un punto di vista cattolico. Il Sommo Dottore in scienze massoniche sottolinea infatti, in un’infinità di punti della sua opera, le similitudini tra la via iniziatica (leggi satanica) e quella cattolica (similitudini che il nostro accompagna, e si capisce bene perché, con la specifica costante delle abissali differenze…). Il passo sopra riportato è un esempio di queste similitudini, che io da profano provo a recuperare e chiosare così per quanto riguarda l’ambito cattolico: la difesa della verità, dell’ortodossia è un compito vitale della fede e non si esaurirà mai, non potrà mai aver fine. Nelle diatribe sull’ortodossia di certi ambienti è però facile (almeno per me) perdere un po’ di vista il fatto che la Chiesa non è un’associazione meramente umana, tenuta insieme da una comunanza di obiettivi e di scelte, ma è essenzialmente un corpo mistico, unito da legami spirituali, tanto invisibili e impercettibili quanto indissolubili e potenti. Legami (i sigilli sacramentali per esempio), influenze spirituali (la grazia, l’aiuto dei santi e degli angeli per esempio) di cui si può perdere coscienza, certo, ma che tuttavia restano, operando in modi che noi non sospettiamo nemmeno; e che, se davvero ridotti ad uno stato puramente virtuale, possono comunque sempre essere riattivati.

Questa semplice e pia riflessione (grazie a Guénon!), come ti dicevo, ha fatto davvero sì che, parlando con il pretonzolo dossettiano, matto ma dalla fede sincera, cambiassi un po’ atteggiamento interiore. Gli ultimi giorni, mentre lo sentivo ripetere le sue castronerie, mentre pensavo con profondo dispiacere a quanta confusione aveva creato fra i suoi giovani e i suoi parrocchiani, lo guardavo e mi dicevo: costui però celebra con devozione la S. Messa, rinnova ogni giorno sull’altare il sacrificio del Golgolta, si fa tramite del perdono dei peccati da parte di Dio - insomma è certamente uno di quei cattolici sotto molto aspetti “virtuali”, per usare la terminologia di René, ma che non di meno “continuano a trasmettere, anche
se non se ne rendono più conto, l’influenza spirituale di cui l’organizzazione è depositaria”. Insomma sempre, e potentemente, uno dei nostri.

GdC



















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Commenti
#1   30 Settembre 2004 - 15:19
 
Guénon satanista!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ma lei è un pazzo ignorante e in malafede. Anche la Chiesa cattolica è una società iniziatica. Ergo, secondo il suo ragionamento è satanista. Nessuno nel '900 ha compreso e scritto CONTRO il satanismo con più precisione e acume di Guénon. E non capirlo significa mettersi al servizio di esso. Lei, inconsapevolmente, definendo Guénon in quel modo, ha fatto opera di satanismo.
utente anonimo

#2   29 Ottobre 2004 - 23:16
 
Sono in ritardo di un mese. A proposito di Guenon è uscito da qualche tempo in italiano un libro di Jean Borella (ed. Arkeios)
Che ne pensate?
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#3   16 Gennaio 2006 - 16:13
 
Ho lasciato un commento in un post più recente in cui parlando di Blondet si discuteva anche di Guénon. Mi era sfuggito questo post. Sono francamente esterrefatto. Mi ero illuso che gli autori del carteggio fossero persone in buona fede, vedo invece che oltre ad essere incapaci totalmente di leggere e intendere un testo sono completamente in mala fede e la loro disonestà intellettuale rasenta l'inconcepibile.
Scrivere quello che hanno scritto è irresponsabile e folle. Scrivere che Guénon è un satanista è un'aberrazione totale. Si possono non condividerne alcune conclusioni, ma arrivare a scrivere una tale bassezza è cosa che rasenta l'incoscienza. Un più totale travisamento della verità è veramente impossibile.
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