Luigi,
1) sul referendum. Sai che a sud del Mar Morto c'è un antichissimo sito funerario che qualcuno identifica con la città di Sodoma. Bene, io farei una grande raccolta di firme, a tappeto, in tutta Italia, perché Israele regali il luogo in questione ai membri del partito radicale transnazionale. Se la meritano anche loro, come i montagnard, una patria.
2) Blondet e Possenti. Hai fatto bene a tirare fuori quello scontro sulle pagine di Studi Cattolici, che penso anch'io stia dietro a certi toni aspri, soprattutto da parte del Possenti, che è persona generalmente molto moderata. Il fatto è che, come hai ricordato tu, anni fa Blondet andò a toccare in un articolo un tasto delicatissimo per molti e sommamente per Possenti: il rappporto fra Sua Maestà Maritain e un personaggio che dire torbido è poco, cioè Léon Bloy. Bloy da cui Maritain e la moglie Raissa furono convertiti al cattolicesimo e venerarono come maestro, fino a curare la pubblicazione di un suo libro davvero inquietante come "Dagli ebrei la salvezza". In specifico Blondet avanzava l'ipotesi che la chiave per leggere e capire davvero Maritain, con il suo tomismo fasullo, le sue acrobazie tra modernismo e reazione, con le sue amicizie ambigue tra Djuna Barnes, Jean Cocteau e tanti altri, con la sua sorniona inclinazione a teorie come l'apocatastasi, fosse l'apocalittica gnostica di Bloy. Figurarsi la reazione del buon Possenti, che ha passato una vita a leggere e a commentare Maritain e ancora lo cita come il punto di riferimento filosofico sommo per i tempi attuali.
Giusta o sbagliata che sia la lettura blondetiana, ci sono da notare però due cose, in memoria di quell'epico scambio epistolare: la prima è che un personaggio niente affatto sprovveduto che condivide la posizione del giornalista di Avvenire è Roberto Calasso, che pubblica Bloy proprio nella convinzione che dietro la prosa furiosa e sferzante dello scrittore francese non ci sia lo spirito paolino, ma quello di un eretico invasato; la seconda è che quella di Blondet non era proprio farina del suo sacco: il tutto era preso da un libro di tale Raymond Barbeau, "Un prophète luciférien", uscito a Parigi negli anni' 50 e mai più ripubblicato, in cui questo Barbeau affrontava l'esoterismo di Bloy con una serie di documenti e di prove davvero suggestive. Mistero nel mistero, si dice poi che il Barbeau sia sparito dalla Francia per tornare in Canada (da dove proveniva) occupandosi della causa indipendentista del Québec. E mai più scrivendo di Bloy, su cui pure aveva fatto ricerche in teoria esplosive.
GdC