venerdì, 03 settembre 2004

Su Ruini (& Co.) a Magister sfugge Magister

Caro Luigi

 

ho letto l'intervista a Vattimo e vorrei commentarla rispondendoti, perché merita. Prima permettimi solo di aggiungere una riflessione al post del buon Magister su Blondet vs. Possenti. Lì, infatti, SM fa un'operazione un "tantino" forzata quando associa le posizioni di Pera (vagamente neocon e all’Oriana Fallaci) a quelle di un Ruini. Mi spiego ripescando l'intervista di SM al Cardinale vicario di Sua Santità uscita su L'Espresso del 19 dicembre 2002, dove Ruini è presentato come colui che "tutto riconduce alla sua visione unitaria, al suo 'progetto culturale'. Che è poi una battaglia campale sull'uomo. Naturalistico oppure cristiano". Cito

 

Magister: Che nuova figura d'uomo vede avanzare?

Ruini: Lo chiamerei l'uomo naturalistico

Magister: Amante della natura?

Ruini: Non amante, parte. L'uomo che viene avanti si sente egli stesso semplicemente parte della natura. Si concepisce così. Non è la prima volta che ciò accade nella storia dell'umanità. E puntualmente a questa visione naturalistica si accompagna un'etica edonistica e utilitaristica

 

più avanti

 

Magister: Con l'Islam vede dei pericoli seri di uno scontro di civiltà?

Ruini: E' un rischio possibile che dobbiamo fare di tutto per evitare, proprio riscoprendo e valorizzando l'identità cristiana dell'Europa. Perché da un lato tale identità è meno estranea all'Islam che non un totale naturalismo.

 

Poche parole, ma che esprimono chiaramente la posizione di Ruini (e contemporaneamente di Ratzinger, Scola, Caffarra, ecc.) apparentemente vicina a quella di un Pera, in realtà lontanissima. Provo a tradurre il Ruini-pensiero in poche righe. Cari miei, sembra dire Don Camillo, non esiste 1 solo Occidente a cui si contrappone l'Islam (posizione di Pera). Esistono 2 Occidenti: uno che conserva la sua anima cristiana (quello migliore) e uno che quest'anima l'ha persa, dando vita a quella forma antropologica che si può sintetizzare come "uomo naturalistico". Ora, la parte migliore dell'Occidente (quella anche genericamente cristiana) non deve certo calarsi le brache di fronte all'Islam, anzi, deve essere gelosa/orgogliosa della propria identità e difenderla di fronte a deviazioni guerrafondaie o ad un'immigrazione mussulmana che - a causa di diversi fattori, tipo il tasso demografico, la scarsa disponibilità ad integrarsi culturalmente ecc. - può in tanti casi logorare la già delicata tela dell'Occidente cristiano. Ma, e questo è il punto chiave, non bisogna dimenticare che l'identità cristiana dell'Europa "è meno estranea all'Islam che non un totale naturalismo". Cioè, sembra dire sempre Ruini, occhio: se dobbiamo davvero pesare i due pericoli, quello rappresentato dall' "uomo naturalistico" pare per certi aspetti ben più insidioso che non quello rappresentato dall'Islam. Detto in modo speculare: non bisogna dimenticare che l'Islam (non Bin Laden, ovvio, che sta al Corano come Goering o Hitler stavano al Vangelo) per certi aspetti è più vicino all'Occidente cristiano che non l'Occidente dell'"uomo naturalistico". Ed è questo, tra i tanti, il motivo per cui il Papa (con il pieno appoggio di me, Ruini, e dei miei insigni colleghi Ratzinger, Scola, ecc.) difende testardamente la necessità di un dialogo con l'Islam, visto come potenziale alleato in battaglie cruciali quali la difesa della vita, della famiglia (chi ha difeso il Santo Padre alla conferenza del Cairo sulla popolazione nel '94, se non alcuni paesi islamici?) di una dimensione trascendente di matrice biblica ecc.

 

Questo grosso modo il Ruini-pensiero. Pera & Co., invece, non sono affatto su questa linea, nonostante certe apparenze. Costoro, infatti, vedono l'Islam (con Bin Laden che sembra spesso un suo velenoso, ma coerente e inevitabile frutto) contro 1 solo Occidente. Tralasciando la differenza tra Occidente cristiano e Occidente anti-cristiano (o a-cristiano) che i cardinali prima citati non smettono invece di rimarcare (vedi Scola al Meeting di CL pochi giorni fa). Per cui per costoro non solo certe posizioni del mondo islamico oggettivamente riprovevoli, ma anche, che ne so, la sua opposizione a esiti dell'Occidente anti-cristiano come divorzio e aborto, la piena accettazione della sodomia, l'indecenza dei costumi, ecc. diventano attentati all'Occidente tout-court e alle sue conquiste di "libertà". E Oriana Fallaci non resta semplicemente una laida e sfiorita libertina, ma diventa la buona coscienza della Europa cristiana, il nostro nuovo Carlo Martello (“Perché non si ha il coraggio di dirlo e si lascia sola, o si ironizza, su Oriana Fallaci?” chiedeva Pera al mondo cattolico l’altro giorno su Repubblica).

 

Qualcuno magari potrà dire: non è vero! Non hai letto l’intervento di Pera alla Pontificia Università Lateranense il 12 maggio scorso, non hai visto come costui sferzi il relativismo filosofico e morale dell’Occidente, facendo nomi e cognomi sacri per la cultura laica, da Wittgenstein a Derrida a Nietzsche? Ho letto, e ammetto che tutto sembra molto bello e condivisibile. Sembra. Infatti 1) mi spieghi qualcuno come si fa a sferzare il relativismo camminando sulla via di Popper. 2) se uno legge bene il discorso di Pera è facile cogliere il trucchetto. Il “da un lato l’identità cristiana dell’Europa è meno estranea all'Islam che non un totale naturalismo” del Cardinale Ruini è risolutamente negato. Si afferma “un conflitto di cultura” tra Occidente e Islam e si minimizza implicitamente il “conflitto di cultura” tra Occidente cristiano e Occidente anti-cristiano. Per cui la divisione non passa più (come per Ruini e gli altri) per una demarcazione antropologica, tra i sostenitori dei valori biblico-cristiani e i nemici degli stessi, ma tra chi ha la determinazione di difendere la civiltà euro-americana (il suo volto cristiano e quello anti-cristiano assieme) e chi si permette di fare a riguardo dei distinguo. Magari preferendo su certi temi le posizioni di certo mondo mussulmano a quelle di certo mondo anglosassone.

Purtroppo il Magister, in genere attento anche alle sfumature, nonostante l'intervista da lui fatta di cui sopra e molti altri dati di cui è perfettamente a conoscenza, su questa differenza tra periani (uso il termine per capirci, poiché Pera in queste faccende ha un'importanza che sfiora lo zero) e cattolici à la Ruini usa un'ambigua leggerezza, che rischia di creare non poca confusione fra i lettori.

 

GdC

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Commenti
#1   19 Settembre 2004 - 15:24
 
Dissento un po' da Ruini: la fiducia cieca nella scienza che può manipolare gli embrioni o servirsene come si vuole per il progesso non è forse l'ennesimo prodotto prometeico di una filosofia che vuole far dimenticare all'uomo la natura?
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