Caro Luigi
sì, Kim di Kipling è un innocente libro per fanciulli tanto quanto lo è il suo Puck of Pook's Hill (Adelphi anch’esso, guarda caso), con il fiammeggiante inno a Mitra che rimanda ad atmosfere un tantino cruente.
Kipling, si sa, era un alto esponente della massoneria britannica. Il che, tra l’altro, mi fa venire in mente una curiosa coincidenza, che ti butto lì lasciando a te la scelta se darle peso o meno. Mi citi, sempre per quanto riguarda Kim, la figura del mercante di cavalli. Bene, proprio il massimo dottore della massoneria nel ’900, René Guénon, e proprio nel libro che ti avevo nominato tempo fa, “Considerazioni sull’iniziazione”, parla di alcune figure che spesso avrebbero avuto il compito di trasmettere, in incognito, “influenze spirituali” (del tipo che puoi immaginare) ad interi ambienti o a singoli personaggi. E fa “due esempi tipici, che sono ben noti all’esperienza taoista e dei quali si potrebbe trovare l’equivalente anche in Occidente: quello dei saltimbanchi e quello dei mercanti di cavalli”.
Essendo ritornato fuori il nome di Guénon, poi, mi appoggio a lui anche per rispondere alla tua ultima lettera. Concordo pienamente sul fatto che il fondamento teoretico del primato della vita sulla morte è il primato dell’Essere sul Non-Essere. Proprio per questo il fine dell’opera del massone Guénon non è altro che contrabbandare un’idea di Tradizione apparentemente in sintonia con quella cattolica, islamica, induista, ecc. in realtà opposta: in cui il fondamento, cioè, non è più l’Essere, bensì il Non-Essere, o - con termine leibniziano - lo “zero metafisico”.
Un’opera di mistificazione condotta con altissima maestria. Un po’ come quella del guénoniano nascosto Massimo Cacciari, che cerca di fare più o meno la stessa cosa in ambito “filosofico”, lavorando su autori come Plotino, neoplatonici vari, Cusano, ecc. E dandola a bere a gremite platee di cattolici, che credono che il barbuto professore sia sempre lì lì per cadere in ginocchio, chiedendo in lacrime il battesimo.
Stammi bene anche tu
GdC