lunedì, 27 settembre 2004

Kipling e Cacciari mercanti di cavalli

Caro Luigi

 

sì, Kim di Kipling è un innocente libro per fanciulli tanto quanto lo è il suo Puck of Pook's Hill (Adelphi anch’esso, guarda caso), con il fiammeggiante inno a Mitra che rimanda ad atmosfere un tantino cruente.

 

Kipling, si sa, era un alto esponente della massoneria britannica. Il che, tra l’altro, mi fa venire in mente una curiosa coincidenza, che ti butto lì lasciando a te la scelta se darle peso o meno. Mi citi, sempre per quanto riguarda Kim, la figura del mercante di cavalli. Bene, proprio il massimo dottore della massoneria nel ’900, René Guénon, e proprio nel libro che ti avevo nominato tempo fa, “Considerazioni sull’iniziazione”, parla di alcune figure che spesso avrebbero avuto il compito di trasmettere, in incognito, “influenze spirituali” (del tipo che puoi immaginare) ad interi ambienti o a singoli personaggi. E fa “due esempi tipici, che sono ben noti all’esperienza taoista e dei quali si potrebbe trovare l’equivalente anche in Occidente: quello dei saltimbanchi e quello dei mercanti di cavalli”.

 

Essendo ritornato fuori il nome di Guénon, poi, mi appoggio a lui anche per rispondere alla tua ultima lettera. Concordo pienamente sul fatto che il fondamento teoretico del primato della vita sulla morte è il primato dell’Essere sul Non-Essere. Proprio per questo il fine dell’opera del massone Guénon non è altro che contrabbandare un’idea di Tradizione apparentemente in sintonia con quella cattolica, islamica, induista, ecc. in realtà opposta: in cui il fondamento, cioè, non è più l’Essere, bensì il Non-Essere, o - con termine leibniziano - lo “zero metafisico”.

 

Un’opera di mistificazione condotta con altissima maestria. Un po’ come quella del guénoniano nascosto Massimo Cacciari, che cerca di fare più o meno la stessa cosa in ambito “filosofico”, lavorando su autori come Plotino, neoplatonici vari, Cusano, ecc. E dandola a bere a gremite platee di cattolici, che credono che il barbuto professore sia sempre lì lì per cadere in ginocchio, chiedendo in lacrime il battesimo.

 

Stammi bene anche tu

 

GdC

Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)

Commenti
#1   28 Settembre 2004 - 23:06
 
quando si dice: sputare sul piatto in cui si mangia...
utente anonimo

#2   30 Settembre 2004 - 15:27
 
...............ma allora ci risiamo. Lei proprio è in malafede. I testi non li legge o non li sa leggere. Guénon scrive tutt'altro. Ma che c'entra la cultura di morte. Si tratta di semplice logica. O la Metafisica la capisce o altrimenti stia zitto. Ma i padri della chiesa li ha letti e Meister Eckart? E i mistici? Tutti cultori della morte? Lei diffonde disinformazione. Se è in buona fede, taccia e studi e si informi.....
Guénon è morto in Egitto, povero, dopo trent'anni vissuti al Cairo da mussulmano, amato e rispettato da chiunque lo abbia incontrato. Si vergogni.
utente anonimo

#3   30 Settembre 2004 - 17:56
 
spero GdC veda il suo commento. da parte mia, la prego di andare avanti. proceda con la pars costruens. basterebbe anche solo la citazione di un testo, un link, qualsiasi cosa ci illumini sulla vita del buon guenon. e ovviamente sulla metafisica e la semplice logica. ld
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente wXre

#4   30 Settembre 2004 - 18:22
 
Inferno, Canto XXVII. Guido da Montefeltro così riporta un momento del suo dialogo con Satana, venuto a reclamare la sua anima:

Oh me dolente! come mi riscossi
quando mi prese dicendomi: "Forse
tu non pensavi ch'io loico fossi!".

Caro lettore, sul fatto che Guénon fosse "logico" nulla da dire...

GdC
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente wXre

#5   23 Luglio 2008 - 12:44
 
cioè volete dire in questo sito che la logica perfetta e algida di Guenon è diabolica?
utente anonimo

Commenti