giovedì, 14 ottobre 2004

Rahner, pesciolino senz'acqua

Caro Luigi,

 

come va? Stai seguendo anche tu il baillame su Buttiglione, Europa anticattolica, pederasti a Bruxelles, ecc.? Se sì, permettimi di portare la tua attenzione su eventi un po’ più defilati, positivi e teologici.

 

Nel can can imperante, pare che nessuno tra i media cattolici abbia notato l’uscita in Germania di un libro importante: Karl Rahner: kritische Annäherungen”, curato da David Berger.

Il primo – dicasi primo – studio critico a 360° mai realizzato sul defunto teologo tedesco (quello di Cornelio Fabro, pur egregio, rimane anch’esso parziale). La più articolata (510 pagine) e meditata demolizione del personaggio apparsa finora (capitolo finale: “La fine di un mito e dei suoi apologeti”). E scritta da nomi di peso, come quello del Cardinale Leo Scheffczyk, o di padre Leo Elders, uno dei massimi studiosi di san Tommaso, fino allo stesso curatore David Berger, tra i più brillanti e giovani teologi del mondo di lingua tedesca.

 

L’importanza del testo è evidente se uno pensa all’influsso che Karl Rahner ha avuto sulla Chiesa da 60 anni a questa parte, al suo ruolo nell’inquinare la teologia dogmatica, morale e mistica, oltre che nel mistificare il pensiero di san Tommaso. Ma lo è ancor di più se si tiene conto di alcuni fattori:

 

1) le voci critiche nei confronti di Rahner non sono mai mancate, ma non sono mai riuscite a coagularsi e a elaborare una risposta organica alla poderosa opera del gesuita tedesco, che ha goduto nei decenni di uno status altissimo e per molti versi intoccabile (su scritti antirahneriani come quelli di Cornelio Fabro o del Cardinale Giuseppe Siri grava ancora una sorta di damnatio memoriae). Ora, però, la forza propulsiva del rahnerismo pare essersi davvero arrestata, nonostante le apparenze dei festeggiamenti rahneriani tenutisi quest’anno, come il convegno di marzo all’Università Lateranense. Così come quella della stessa Compagnia di Gesù – l’artefice dell’affermazione del rahnerismo nella Chiesa postconciliare – la quale pare in un declino, forse, irreversibile. Pensa solo che l’Università Gregoriana di Roma è arrivata a chiamare fra le sue fila un tomista seguace di Cornelio Fabro come Mario Pangallo, cosa che fino a una decina di anni fa non sarebbe stata concepibile;

 

2) nella Chiesa è in atto una serie di movimenti tettonici antirahneriani che avranno presto o tardi una ricaduta. Uno di questi è la pubblicazione dell’opera omnia di Cornelio Fabro, ad opera dell’Istituto del Verbo Incarnato, attorno alla quale si stanno già raccogliendo in Italia, in America Latina e lentamente anche negli Stati Uniti le principali voci antirahneriane finora disperse. Un altro è il lavoro del network mondiale delle università dell’Opus Dei e dei Legionari di Cristo (questi ultimi apriranno un'università privata anche a Roma, nel 2005): se vai a controllare i programmi di filosofia o teologia di queste realtà vedrai che il nome di Rahner e dei suoi discepoli è stato semplicemente cancellato.

 

Ragion per cui il libro appena uscito pare destinato non a rimanere un fatto isolato, come sarebbe accaduto fino a poco tempo fa, ma a trovare una ricezione piuttosto ampia e di rilievo.

 

Per concludere. Sai che Rahner ebbe un’amante (secondo alcuni virtuale, per altri mica tanto) nella scrittrice tedesca (divorzista, abortista, ecologista e teosoficheggiante) Luise Rinser, alla quale il gesuita tedesco scrisse la bellezza di 2203 lettere dal 1962 al 1984. E sai che la Rinser si rivolgeva all’Amato chiamandolo Fischlein”, pesciolino. Domanda marzullesca: che il pesciolino Rahner sia destinato a rimanere senz’acqua?

 

GdC

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Commenti
#1   14 Ottobre 2004 - 11:46
 
Su Rahner non mi pronuncio, lo conosco poco, ma Cornelio Fabro è veramente un grande da rivalutare.
Sto leggendo 'Riflessioni sulla libertà', che ho trovato su corneliofabro.org e sto imparando veramente tanto. La sua padronanza della storia della filosofia, specialmente moderna, è sorprendente.
utente anonimo

#2   16 Ottobre 2004 - 17:09
 
Provo a riformulare ciò che ho postato e mi è stato cancellato. L'operazione di cancellazione di Rahner è politica e fa il paio con la rivalutazione di Fabro e il sostegno all'antagonista di Rahner von Balthasar. Il tutto in un ottica di restaurazione in chiave tomista spinta, dove certo tomismo serve da sponda a chi desidera eliminare anche solo il ricordo del concilio vaticano II, di cui Rahner fu il maggior ispiratore. Operazione dunque totalmente politica e non storico-filosofica. Ometto la questione dei trascendentali, che forse decretò l'espunzione del mio commento.
Saluti, e grazie dell'ospitalità.
utente anonimo

#3   16 Ottobre 2004 - 22:29
 
le divergenze sono nelle idee. e queste bisogna valutare.
comunque semplicismo o politica spiccia è voler ricondurre il CVII alla posizione di rahner.

trascendentali: mi ricordo del tuo commento. anche se non chiarissimo, forse x la brevità. un tema a me caro su cui ritornerò.

l'urgenza non è comunque dettata dai tuoi commenti. si sente che sei preparata, ma nei tuoi post e nei tuoi commenti non c'è polemica. c'è ansia e livore. e ciò disarma e stanca.
ld
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#4   17 Ottobre 2004 - 03:05
 
la mia preparazione in materia di cose di chiesa è assai scarsa e la mia unica ansia è quella di conoscere.
utente anonimo

#5   26 Ottobre 2004 - 15:57
 
Ho cercato di mandare un messaggio, invano!!!
Il blog è ottimo, consiglio soltanto, per maggiore diffusione, di mandare i testi ad es. a legnostorto.com.

Fate l'impossibile per tradurre il libro di Berger; immagino che sia l'autore di un testo su San Tommaso e la liturgia - anch'esso da tradurre; ma c'è un omonimo, da studiare: l'esponente dei giudei messianici (giudei per Gesù).
Se riuscite a leggere il messaggio mandatemi un'e-mail spiegandomi per filo e per segno come si fa a utilizzare meglio il vostro blog.
grazie.
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#6   28 Ottobre 2004 - 17:18
 
Caro Luigi P.,

grazie del consiglio. Per Legno Storto provvederemo presto, come ti dicevo. Il funzionamento del nostro blog è alquanto semplice, non so dove tu abbia incontrato difficoltà. Se vuoi lasciarci messaggi scrivi pure, cercheremo sempre di risponderti, il prima possibile.
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#7   30 Ottobre 2004 - 08:42
 
L'equazione di porphirios (Rahner=Concilio Vaticano 2°) è preoccupante. Immagino che non sia vera nei testi, ma forse lo è nell'intenzione di molti protagonisti e in particolari realizzazioni (ad es. riforma liturgica); questo porterebbe alla conclusione che:
se si vuole uscire dalle secche del "rahnerismo" (almeno per quegli aspetti che sfociano nel "rinserismo"), bisogna che il recupero di filosofi come Fabro - e teologi come Balthasar - non rimanga nei testi ma divenga un movimento culturale ecclesiale (n.b. !!!!!!!!) per la "riforma della riforma": urge almeno un trapianto in area latina di quello che, in area anglosassone, è la "radical orthodoxy". Attendo fiducioso.
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#8   12 Novembre 2004 - 11:12
 
Qui in facolta' teologica (mi vergogno di dire dove siamo) non abbiamo MAI sentito nominare Cornelio Fabro, Guardini lo abbiamo sentito citare solo dal prof di storia della filosofia moderna e contemporanea, mentre il nome di Von Balthasar e' venuto fuori in rarissime occasioni (e mai per citare una sua frase o un suo libro).

Rahner, invece, si studia e si cita in un gran numero di esami (non esagero affatto), per cui abbiamo da queste parti addirittura tutta una generazione di preti che quando sentono la parola "Rahner" si accendono come lampadine, e talvolta sono perfino capaci di citarlo nelle prediche.

Per dire che "l'operazione di cancellazione di Rahner e' politica", ci vogliono dunque delle attitudini ben poco cristiane...
utente anonimo

#9   12 Novembre 2004 - 14:20
 
sei in ambiente gesuita?
utente anonimo

#10   14 Novembre 2004 - 16:35
 
All'anonimo della facoltà teologica. Tutto nella norma quello che riporti. Per fortuna, però, per chi ha la curiosità di mettere il naso al di fuori di certi percorsi formativi più che stantii, c'è la possibilità di rimediare alla tante censure, volontarie o no, che vengono attuate nei confronti degli autori più luminosi e corroboranti...

GdC
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