Caro Luigi,
come va? Stai seguendo anche tu il baillame su Buttiglione, Europa anticattolica, pederasti a Bruxelles, ecc.? Se sì, permettimi di portare la tua attenzione su eventi un po’ più defilati, positivi e teologici.
Nel can can imperante, pare che nessuno tra i media cattolici abbia notato l’uscita in Germania di un libro importante: “Karl Rahner: kritische Annäherungen”, curato da David Berger.
Il primo – dicasi primo – studio critico a 360° mai realizzato sul defunto teologo tedesco (quello di Cornelio Fabro, pur egregio, rimane anch’esso parziale). La più articolata (510 pagine) e meditata demolizione del personaggio apparsa finora (capitolo finale: “La fine di un mito e dei suoi apologeti”). E scritta da nomi di peso, come quello del Cardinale Leo Scheffczyk, o di padre Leo Elders, uno dei massimi studiosi di san Tommaso, fino allo stesso curatore David Berger, tra i più brillanti e giovani teologi del mondo di lingua tedesca.
L’importanza del testo è evidente se uno pensa all’influsso che Karl Rahner ha avuto sulla Chiesa da 60 anni a questa parte, al suo ruolo nell’inquinare la teologia dogmatica, morale e mistica, oltre che nel mistificare il pensiero di san Tommaso. Ma lo è ancor di più se si tiene conto di alcuni fattori:
1) le voci critiche nei confronti di Rahner non sono mai mancate, ma non sono mai riuscite a coagularsi e a elaborare una risposta organica alla poderosa opera del gesuita tedesco, che ha goduto nei decenni di uno status altissimo e per molti versi intoccabile (su scritti antirahneriani come quelli di Cornelio Fabro o del Cardinale Giuseppe Siri grava ancora una sorta di damnatio memoriae). Ora, però, la forza propulsiva del rahnerismo pare essersi davvero arrestata, nonostante le apparenze dei festeggiamenti rahneriani tenutisi quest’anno, come il convegno di marzo all’Università Lateranense. Così come quella della stessa Compagnia di Gesù – l’artefice dell’affermazione del rahnerismo nella Chiesa postconciliare – la quale pare in un declino, forse, irreversibile. Pensa solo che l’Università Gregoriana di Roma è arrivata a chiamare fra le sue fila un tomista seguace di Cornelio Fabro come Mario Pangallo, cosa che fino a una decina di anni fa non sarebbe stata concepibile;
2) nella Chiesa è in atto una serie di movimenti tettonici antirahneriani che avranno presto o tardi una ricaduta. Uno di questi è la pubblicazione dell’opera omnia di Cornelio Fabro, ad opera dell’Istituto del Verbo Incarnato, attorno alla quale si stanno già raccogliendo in Italia, in America Latina e lentamente anche negli Stati Uniti le principali voci antirahneriane finora disperse. Un altro è il lavoro del network mondiale delle università dell’Opus Dei e dei Legionari di Cristo (questi ultimi apriranno un'università privata anche a Roma, nel 2005): se vai a controllare i programmi di filosofia o teologia di queste realtà vedrai che il nome di Rahner e dei suoi discepoli è stato semplicemente cancellato.
Ragion per cui il libro appena uscito pare destinato non a rimanere un fatto isolato, come sarebbe accaduto fino a poco tempo fa, ma a trovare una ricezione piuttosto ampia e di rilievo.
Per concludere. Sai che Rahner ebbe un’amante (secondo alcuni virtuale, per altri mica tanto) nella scrittrice tedesca (divorzista, abortista, ecologista e teosoficheggiante) Luise Rinser, alla quale il gesuita tedesco scrisse la bellezza di 2203 lettere dal 1962 al 1984. E sai che la Rinser si rivolgeva all’Amato chiamandolo “Fischlein”, pesciolino. Domanda marzullesca: che il pesciolino Rahner sia destinato a rimanere senz’acqua?
GdC