Caro Guido,
in questi giorni non ho avuto molto tempo per guardare la televisione e leggere giornali. Però ti voglio segnalare un articolo che ho letto sull’inserto letterario del Sole24Ore. O meglio: si tratta della lettera che Luigi Sampietro ha scritto per argomentare ulteriormente le critiche che aveva mosso (in un precedente articolo che mi sono perso) alla traduzione italiana di Omeros di Derek Walcott, autore pubblicato da Adelphi.
Sono sempre stato convinto che a comprare Adelphi si portasse a casa la traduzione migliore. Perché la nomea è quella. Sarà per il lavoro di Colli e Montinari su Nietzsche, sarà che ormai vive di rendita, non lo so. Comunque l’articolo di Sampietro descrive tanti di quegli svarioni presenti nella traduzione di Omeros fatta da Andrea Molesini che ho iniziato a guardare con sospetto la mia pigna di libri adelphici. “Morning glories” è stato tradotto con “la bellezza del mattino”, invece è il nome di un fiore, delle campanule. “Broke” è diventato rotto invece significa “in bolletta”. Cartagena non è Cartagine, ma Cartagena città ancora in piedi della Colombia. “Plantain” effettivamente potrebbe signficare platano se la scena richiamasse Parigi, ma nei Caraibi in quel modo vengono chiamati i banani.
Gli esempi che cita sono ancora numerosi e con un articolo del genere sono curioso di vedere se Adelphi attiverà qualche contromisura.
Se non sbaglio, sei stato tu a farmelo conoscere. Derek Walcott è ciò che mi aspetto da un poeta: immagini. E anche ciò che non mi aspetto: immagini nuove. Il più delle volte lo leggo senza neanche sapere dove inizia e dove va a finire. Non mi interessa e probabilmente non lo sa neppure lui. Perché mi basta ammirare quella sua forza con cui erutta immagini. Certo. Capisco perché Walcott piace a Calasso: primigenio, caraibico, schivo e violento come il vodoo, selvatico perché già decadente. Si sente che gli piace ascoltarsi mentre scrofola nel torbido. Ma non è cinico. Si arrende e alza le mani. Sa che, fosse pure per fulminarlo, nella bellezza ci si imbatte. E poi immagini e metafore, nel loro uscire da sé, sono già da sole buona metafisica.
Stammi bene e fatti sentire quando torni.
LD