mercoledì, 27 ottobre 2004

Se l’abito non fa il monaco, il saio non fa il frate

Carissimo Luigi,

 

è proprio vero che non bisogna fermarsi alle apparenze per giudicare persone e situazioni. Prendi per esempio il caso dei francescani carismatici. Uno va nel loro sito, dioesiste.org, e vede subito quello che si aspetta di vedere: un bel sole di speranza, un richiamo a solidarietà ed evangelizzazione, un capitolo contro la guerra senza se e senza ma, un link con tanto di saio a fratello sole e sorella luna, un po’ di Medjugorje, Padre Amorth e Matteo La Grua, tanta pace, più quel pizzico di oriente che non guasta mai, tipo la discettazione scaricabile in pdf del defunto Tiziano Terzani. Il tutto in quella forma grafica un po' arrangiata e sempliciotta tipica della miriade di siti cattolici “di base”.

 

Poi uno per sfizio va a vedere il comitato scientifico della Casa Editrice Carismatici Francescani, presente sullo stesso sito, e trova: i Cardinali Castrillòn Hoyos, Pio Laghi e Aloísio Lorscheider, Antonio Fazio, Carlo Secchi (Magnifico Rettore dell’Università Bocconi), Domenico Fisichella (Vice Presidente del Senato), Walter Veltroni (!), Giovanni Conso (Presidente dell’Accademia dei Lincei) Franco Cardini e don Vittorio Mazzucchelli dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (la congregazione religiosa grazie alla quale si sono convertiti Mel Gibson e Alessandra Borghese, per intenderci). E trova che l’ultima opera pubblicata è uno studio sull'importanza dell’abito ecclesiastico prefato dal Card. Castrillòn Hoyos e scritto da don Michele De Santi, sacerdote che ha discusso una tesi di laurea sull’argomento alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma (quella dell’Opus Dei).

 

Tutto ciò non ti sembra, oltre che estremamente curioso e meritevole di qualche approfondimento, una piccola lezione sul bisogno di non fermarsi mai alla prima impressione...?

 

Buona notte

 

GdC

Permalink | commenti / commenti (pop-up)

Commenti