Caro Luigi,
effettivamente mi chiedo cosa succederebbe se il ministro Alemanno, magari con l’ausilio di Buttiglione, promuovesse al posto delle colture ogm la pratica delle antiche rogazioni.
Per l’agricoltura biodinamica pare invece non ci siano problemi. Che il TG2 faccia un servizio esaltante sul concime spirituale di Rudolf Steiner – come ieri sera, con tanto di intervista alla contessa Crespi – che dell’arte agrosofica ne parlino con non chalance Corriere Repubblica e Manifesto, che l’adelphiano (e te pareva) Geminello Alvi diffonda il verbo di Waldorf per mezzo delle riviste e delle case editrici più patinate, pare del tutto laico e scientifico.
Sempre a proposito di Steiner, visto che mi hai portato sul tema, mi concedi di fare un appuntino – ino ino e senza pretese s’intende – a Vittorio Messori? Per il quale comunque sai tuuutta la stima, la riconoscenza e l’affetto che provo..
Nel suo ultimo libro Il mistero di Torino, Messori ricorda Adriano Olivetti, il famoso industriale di Ivrea, sottolineandone l’anelito spirituale, il battesimo ricevuto nel 1949, l’impostazione comunitaria della sua azione sociale, ecc.:
“ho sempre pensato che l’ispirazione di fondo del suo Movimento di Comunità, fosse qualcosa che riguardava da vicino la christianitas medievale. Non a caso gli ispiratori ideali erano autori cattolici come Maritain (il vero maître à penser di Paolo VI) e Mounier; e non a caso il simbolo - quello che ancora appare sulle edizioni che ne portano il nome - è la campana di una delle parrocchie canavesane alle quali il Movimento si appoggiò. Era cattolico, il pensiero di Adriano Olivetti, nella ricerca di una terza via ... e il suo nome... oltre che della storia laica merita di far parte anche di quella dell’impegno sociale cattolico”.
Impressioni, però, un po’ fuori pista. Olivetti fu infatti uno dei primi e più zelanti seguaci di Rudolf Steiner in Italia (la cosa è risaputa da tempo, ma anche per chi poteva essersi distratto, una nipote di Olivetti, Erica, ha appena fatto uscire presso le edizioni Mediterranee Gli Olivetti e l’astrologia, un resoconto molto dettagliato delle credenze esoteriche dei suoi familiari, zio Adriano in testa). Il comunitarismo spiritualista, la “terza via” e l’azione pedagogica che resero celebre l’imprenditore, erano semplicemente i primi tentativi di importare le teorie antroposofiche nel nostro paese. E l’attenzione a certi autori + l’uso di certa simbologia cristiana – che hanno suggestionato più di un buon cattolico – erano un modo, certo astuto e ben coperto, per calare nel dibattito culturale le categorie del cristianesimo riletto da Steiner.
Olivetti era del resto un pezzo da novanta di quell’alta borghesia, di credo non proprio apostolico romano, legata a doppio mandato alla persona di Raffaele Mattioli. E le sue Edizioni di Comunità furono uno dei laboratori che prepararono la successiva operazione Adelphi, con Ernst Bernhard – l’analista jungiano che plasmò la casa editrice oggi guidata da R. Calasso – che a partire dalla metà degli anni ’40 divenne consulente spirituale, oltre che editoriale, dello stesso Adriano.
Con questo non me ne voglia, ovviamente, il grande Messori. Per il quale la mia gratitudine cresce semplicemente di libro in libro.
Buon week-end
GdC