martedì, 07 dicembre 2004

Teologhe e serpenti

Caro Luigi,

 

ieri notte mi sono messo a guardare Protestantesimo, su Rai 2. Sai, è uno dei programmi storici della Rai, voluto e ottenuto a suo tempo dall’ala anticattolica (munita di squadra e compasso) di Viale Mazzini, quella di cui ha parlato anche Ettore Bernabei nel suo Uomo di fiducia.

 

Protagonista della serata era Letizia Tomassone, pastora valdese e operante in quel di Verona, spesso invitata ai tanti incontri ecumenici che si svolgono in giro per l’Italia e/o ai raduni del cosiddetto cattolicesimo democratico.

 

Il tema della trasmissione era invece “il serpente nella Bibbia e nella teologia”, sviluppato in un modo che puoi cogliere da queste tre chicche che ti riporto:

 

1) Il serpente è storicamente simbolo di fertilità e fecondità spirituale, come testimoniato dal culto della Dea serpente sull’Isola di Creta.

2) Nella Genesi il serpente è la forza che fa uscire Adamo ed Eva dalla noiosa e ingenua beatitudine dell’Eden, introducendoli alla complessità e bellezza del reale. Il serpente è la guida dell’uomo alla Conoscenza.

3) Gesù ci invita ad acquisire la sapienza del serpente, da cui le parole del Maestro: “siate semplici come le colombe e prudenti come i serpenti” (sic!).

 

Al che, caro Luigi, a parte qualche riflessione un po’ amara sul senso di certe iniziative ecumeniche, o meglio, sull’ingenuità degli organizzatori cattolici di tali eventi, mi veniva anche in mente il libro Valdesi e massoneria di Augusto Comba, che non ho mai avuto il tempo di leggere, ma che forse meriterebbe un’occhiata.

 

Esorcizzo la Dea serpente cretese e l’inquietante pastora valdese, augurandoti una buona festa dell’Immacolata.

 

GdC

Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)

Commenti
#1   09 Dicembre 2004 - 20:15
 
Ecco l'anello di congiunzione tra Rahner e Rinser!
luigipuddu
utente anonimo

Commenti