giovedì, 09 dicembre 2004

Pantera

E l’educazione musicale, Glaucone – proseguii – non è forse di estrema importanza per il fatto che il ritmo e l'armonia penetrano nel più profondo dell'anima e vi si apprendono con la massima tenacia, conferendole decoro, e infondono dignità in chi abbia ricevuto una corretta educazione, altrimenti producono l’effetto contrario? Chi è stato educato a dovere in questo campo si accorgerà con grande acutezza di ciò che è difettoso e mal costruito oppure è imperfetto per natura, e con giusta insofferenza loderà le cose belle e accogliendole con gioia nell’anima saprà nutrirsene per diventare un uomo onesto, mentre biasimerà e detesterà a buon diritto le cose brutte sin da giovane, ancora prima di poterne capire razionalmente il motivo

 

Caro Luigi,

 

perdonami la dissonanza rispetto alle atmosfere natalizie che evochi, ma la cronaca me lo impone.

 

I texani Pantera sono stati forse il gruppo musicalmente più dotato, aggressivo e avvincente della scena thrash metal degli anni ’90. Si erano sciolti un paio di anni fa, dopo incomprensioni e litigi fra una parte della band e il cantante Phil Anselmo, consumatore abituale di droghe e come tale un tantino irrequieto. Diamond Darrell Abbott e Vinnie Paul Abbott, fratelli e rispettivamente super-chitarrista e batterista della band, avevano da poco formato un altro gruppo, i Damageplan.

 

Ieri sera in un locale di Columbus, nell’Ohio, durante un concerto appunto dei Damageplan, un 25enne di nome Nathan Gale è salito sul palco, ha manifestato l’indicibile frustrazione per la fine della sua band del cuore, i Pantera, e ha ammazzato a colpi di rivoltella un po’ di persone tra cui, per primo, il chitarrista Diamond Darrell.

 

Dubito che i Pantera, con i loro testi omicidi e la loro musica pulsante di fascinosa violenza, avessero mai meditato il passo della Repubblica di Platone che ti ho riportato qui sopra. Dubito che lo stesso Nathan Gale che ha sparato ne fosse a conoscenza. Costui è più probabile che, al momento del crudele gesto, avesse in mente il verso di una delle più note canzoni della band texana, This love, che recita lapidario:

 

I’d kill myself for you, I’d kill you for myself

 

Come a dire: chi scherza col fuoco – e tale per Platone era la musica – rischia davvero di bruciarsi.

 

Saluti

 

GdC

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Commenti
#1   11 Dicembre 2004 - 19:21
 
ovvero? era normale che li uccidessero per la "fascinosa violenza" dei loro testi? ma dico, hai bevuto troppo vino (santo)?

comunque bella l'idea del carteggio, e maledetta splinder.com per non avere i feed RSS.
utente anonimo

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