Caro Luigi,
è curiosa questa cosa che mi dici del S. Raffaele, dei big che non riescono a fare una squadra. Viene quasi da pensare che don Verzé abbia chiesto consiglio a Massimo Moratti. E non sarebbe impossibile: se a Milano il petroliere padrone dell’Inter - o meglio, sua moglie Milly, ma un po’ anche lui - è tra i supporter del centro sociale Leoncavallo, anche la squadra filosofica messa su dal sacerdote operaio pare più adatta a battaglie tipo la legalizzazione della cannabis che la difesa dell’antropologia cristiana.
Comunque, staremo e a vedere fin dove arriverà la cosa, se diventerà qualcosa di più che una vetrina di parolieri nostrani da terza pagina, oppure no (io pendo per la seconda ipotesi).
Approfitto piuttosto della tua menzione dell’insalubre università Vita-Salute per mandarti una nota che avevo nel cassetto su mons. Bruno Forte, il quale appunto aderisce a questo progetto. Ricordi quando S. Magister, qualche settimana fa, ha scritto che due pensatori molto cari al mondo cattodebolista, cioè Massimo Cacciari e Marco Vannini, sono stati bacchettati rispettivamente da don Antonio Livi (Opus Dei e Pontificia Università Lateranense) e p. Giandomenico Mucci sj (scrittore della Civiltà Cattolica)? Bene, a Magister è sfuggita una bacchettata altrettanto significativa, anche se meno rumorosa, caduta sulle eburnee dita di Bruno Forte.
L’autore è p. Giovanni Cavalcoli op, probabilmente il più ferrato teologo domenicano operante oggi in Italia, uno degli ultimi ultimi valenti figli di S. Domenico (per quanto riguarda gli studi e la difesa della dottrina, s’intende) rimasti nel nostro paese. Poco amante della ribalta, p. Cavalcoli ha lavorato per anni in Vaticano, in Segretaria di Stato, poi è tornato quatto quatto a Bologna, ad insegnare nel locale studio filosofico dell’Ordine. Alle riviste e case editrici à la page ha sempre preferito le pubblicazioni domenicane, a parte il suo Teologi in bianco e nero, una bella storia del pensiero dell’Ordine dei predicatori uscita qualche anno fa per i tipi di Piemme. E recentemente ha dato alle stampe nella collana Sacra Doctrina delle Edizioni Studio Domenicano tre tomi notevoli, anche come mole - Il silenzio e la Parola, sulla teologia mistica, Il Mistero dell’Incarnazione e Il Mistero della Redenzione - pensati per far chiarezza sui temi portanti della dottrina cristiana e su alcuni errori a loro riguardo diffusi nella teologia contemporanea.
Bene, nell’ultimo volume, quello sulla Redenzione (479 pagine di grosso formato, distribuito ad inizio autunno) un capitoletto è dedicato, fra gli altri, a Bruno Forte. Sono una decina di pagine, non è molto purtroppo, ma quel tanto che basta a p. Cavalcoli per mettere in luce alcuni ricorrenti scivoloni dell’odierno vescovo di Chieti: come l’influsso di Hegel sulla propria cristologia, l’idea della sofferenza di Dio (in senso letterale) o del divenire come attributo divino, entrambi rigettati dal Magistero della Chiesa e accettati dal Forte. Un piccolo spuntino, insomma, che se lascia intatto il grosso della questione, in questi tempi poveri di analisi teologiche serie è però già qualcosa.
Certo, se tu riferisci in giro di una bacchettata del genere, puoi scomettere che qualcuno ti dirà subito: ma si tratta sicuramente di un tomista bilioso rimasto al Vaticano I... Il che non è vero. La penna di Cavalcoli è tanto poco da Vaticano I che, si dice, la si può intravvedere in diversi interventi e catechesi di questo Papa...ma la cosa anche un po’ sorprendente (e piacevole) delle disamine teologiche di questo bell’esemplare di Domini canis (tra parentesi uno dei pochissimi, morto Cornelio Fabro, che continui a scrivere articoli di critica serrata al pensiero di Rahner, Schillebeeckx e altri) è che sono condotte tutte sì con grande rigore, ma con ancor più grande dolcezza. Il Cavalcoli si sforza sempre di concedere all’imputato tutte le attenuanti del caso, di non far sembrare la sua una vecchia pratica inquisitoriale... Anche nel caso di Bruno Forte, giustamente riconosce al vescovo di Chieti preparazione, fede sincera, fini capacità esegetiche, prese di distanza a volte illuminate..assieme, ovviamente, ai reiterati errori dottrinali.
Insomma, è un autore poco noto e da leggere. O al limite da ascoltare, visto che interviene ogni tanto anche su Radio Maria.
Saluti
GdC