giovedì, 03 febbraio 2005

(polio) Mielite 2

Caro Luigi,

leggo sul blog di Magister:

E facendo così, Paolo Mieli ha offerto un clamoroso assist al già furente con lui Dino Boffo, direttore del quotidiano della Cei, Avvenire.

Che Mieli sia finito sul libro nero di Avvenire lo si è capito da un pezzo. Ma il modo con cui il Corriere tocca la questione della legge 40 ha fatto crollare ancor più la sua stima.

Basta leggere, per averne un’idea, la gragnuola di colpi che Boffo ha scaricato sul giornale di Mieli, rispondendo a un lettore, su Avvenire di domenica 30 gennaio: “Cerchiobottismo di maniera incredibilmente falso... cinismo sconfinato... giornalismo pilatesco...”.

Al lettore, Boffo annuncia che non comprerà più un Corriere fatto così: “Che se poi anziché due, le copie in meno saranno duecento, duemila, o ventimila, il buchino diventerà voragine, e potrà travolgere qualunque podio”.

Più sotto:

Nella sua prolusione del 17 gennaio al consiglio permanente della Cei, il cardinale Camillo Ruini ha dato una stoccata al Corriere della Sera diretto da Paolo Mieli e alla sua offensiva contro Giovanni XXIII e soprattutto Pio XII: “fatti oggetto nelle ultime settimane di polemiche non nuove, lontane dalla verità storica e inutilmente faziose, che hanno trovato però risposte precise e adeguate”.

Le risposte “precise e adeguate” cui Ruini allude sono quelle apparse a più riprese su Avvenire e il Giornale.

Ora, non è mai elegante citarsi, però ti ricordi quando qualcuno storceva il naso di fronte al disgusto che personalmente esprimevo nei confronti del giornalista Paolo Mieli? E in tempi non sospetti, cioè prima delle sue brillanti mosse come neodirettore del Corsera.

A presto. GdC 

PS= alle due citazioni è da aggiungere anche la lettera che Giuseppe Corigliano, portavoce dell’Opus Dei in Italia, ha indirizzato martedì al Corsera. Il quale non l’ha pubblicata integralmente, come ha fatto invece Tempi nel numero uscito oggi, facendoci scoprire che pure Corigliano annovera il Corsera di Mieli nella categoria della stampa deteriore

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Commenti
#1   03 Febbraio 2005 - 17:05
 
Qualche mese fa Rai 3 proponeva delle puntate de "La grande storia". Quale solone assiso in trono, il Nostro giudicava separando i buoni dai cattivi. In una puntata dedicata a Pio IX condannava quel papa perché nei primi anni aveva dato speranze a tutti sembrando un liberale", poi aveva "deluso" perché aveva continuato a vegliare sulla dottrina cattolica senza "aprire al mondo moderno". Una trentina di anni di pontificato da buttare insomma, del tutto "superflui".

Infine Mieli condannava Pio IX perché non aveva saputo nemmeno "precorrere" il Concilio Vaticano II.

Bella lezione di "metodo storico"! Se Boffo sbuffa ha i suoi motivi.

Voglio ricordare che Mieli è stimato come un "valente storico".

Marco
utente anonimo

#2   03 Febbraio 2005 - 17:18
 
Già. La cosa che dovrebbe far riflettere, però, è che fino a poco tempo fa Mieli era dato in non pochi ambienti cattolici come, sotto sotto, “uno dei nostri”, per via di alcune sue furbesche uscite.
Davvero la sapeva lunga quel personaggio che parecchi secoli fa suggeriva ai suoi seguaci: “Siate candidi come lo colombe, ma astuti come...”

GdC

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#3   03 Febbraio 2005 - 21:27
 
Anche per me, è stato il crollo di un mito.
l.p.
utente anonimo

#4   05 Febbraio 2005 - 18:09
 
la mia copia del corriere giace ormai da tempo in edicola.
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