domenica, 20 febbraio 2005

Quando Karajan toppò (Basilica di San Pietro in Roma, 1985)

Caro Guido, ti giro un pezzo di un’email che Franz von Lahn mi ha inviato.

 

“[...] sempre più spesso capita di veder suonare la musica in luoghi che consentano alle telecamere di fare delle riprese suggestive: l’Aida nella Valle dei Templi, i Tre Tenori alle terme di Caracalla, i Solisti Veneti in una villa palladiana, le sinfonie di Mahler a Dobbiaco e Rostropovic sotto il Muro di Berlino. In nome della musica-spettacolo questo ed altro.

 

Anche Karajan aveva il culto dei mass-media. Nel 1985 gli venne concesso di dirigere nella Basilica di San Pietro a Roma la Messa dell’Incoronazione di Mozart in occasione della solennità dei SS. Pietro e Paolo alla presenza di Giovanni Paolo II.

 

L’usanza vuole che alcuni passi del pontificale vengano accompagnati dal Coro della Cappella Sistina e il Vangelo venga cantato in gregoriano da un chierico. Il resto in quella occasione venne affidato all'Orchestra Filarmonica di Vienna di Karajan.

Il risultato di questo confronto fu davvero strano: immagina con quale solennità risuonassero nella Basilica sia le austere note in perfetto stile cinquecentesco del Palestrina che le declamazioni gregoriane del Vangelo. La messa di Mozart, invece, fece la figura di un anziana e pia massaia, un po’ troppo frivola se paragonata alla presenza solenne del Papa e di una sfilza di porpore cardinalizie.

 

Cosa era successo? Semplice: la musica di Mozart, concepita per le chiese barocche del salisburghese e di Vienna, mal si adattava ai volumi enormi dell’ambiente di San Pietro, dove invece le musiche del Palestrina ed il canto gregoriano avevano modo di espandersi perfettamente in virtù della loro regale semplicità.

 

In base alle regole dell’acustica intercorrono rapporti ben precisi tra musica e architettura. Non a caso nel ’700 e ’800 una visita guidata alla città di Roma per turisti stranieri includeva anche l’ascolto della polifonia del Palestrina e del gregoriano a S. Pietro.

 

Ora, non dico che la musica debba essere eseguita soltanto seguendo le caratteristiche acustiche dell’edificio ospitante. Però è vero che l’ascolto della musica riprodotta in CD è solo un surrogato e che qualche piccola esperienza dal “vivo” aiuta ben ad immaginare il suono autentico di una determinata composizione. Comunque è già molto che la musica oggigiorno venga consumata, anche se non ascoltata [...]”

 

Io non ho solo immaginato, come suggerisce l’amico Franz von Lahn. Mi sono ricordato che da tempo in un angolo dell’edicola giaceva un cd, a cura di Repubblica (!), con proprio quella registrazione di von Karajan. L’ho subito comprata e posso confermare. Con le voci polifoniche si possono intuire gli spazi e i volumi della cattedrale di San Pietro. Quando parte Karajan, la musica si scarica nelle casse e appiattisce tutto. Non solo, ho verificato: è quasi mezzo tono sopra. Forse, se avesse avuto l’accortezza di accordare gli strumenti sul LA 432 Hz il risultato sarebbe stato migliore.

 

In ogni caso, la Messa dell’incoronazione di Mozart è molto bella. L’Agnus Dei è una lezione di intelligenza politica. Te la descriverò quanto prima. Ciao, LD

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Commenti
#1   22 Febbraio 2005 - 18:57
 
Sawallisch, per S. Pietro, scelse la «Missa Sollemnis» di Beethoven.
luigipuddu
utente anonimo

#2   19 Agosto 2005 - 15:06
 
Mi spieghi come fa un oboe o flauto moderno a intonarsi a 432?
utente anonimo

#3   11 Aprile 2006 - 13:52
 
concordo pienamente col il commento del 19 agosto. da direttore d'orchestra dico di cominciare ad ascoltare le interpretazioni e non l'accordatura degli strumenti.. comunque al massimo chiedi al primo flauto di tagliarne un pezzo...magari a 432 ci arriva... è troppo facile criticare. impariamo ad ascoltare col cuore e non con l'accordatore.
utente anonimo

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