mercoledì, 02 marzo 2005

Vladimir

Caro Luigi,

sto cercando di recuperare il tempo perduto, con i giornali che mi ero fatto mettere da parte per il rientro in Italia.

E vedo con sorpresa, tra le varie cose, che uno dei giornali che ha reso omaggio a don Giussani con più lealtà è stato Europa. Chi l’avrebbe detto, da parte del quotidiano che ospita regolarmente i commenti al vetriolo di un Angelo Bertani, tra i critici più intransigenti della Chiesa di impronta giussaniana (quello che, tra parentesi, Marco Damilano dell’Espresso considerava fino a qualche anno fa uno dei suoi ispiratori).

Ma ho notato cose ancora più curiose, che non so se sono state messe nella debita evidenza. Per esempio che il nuovo Panorama di Pietro Calabrese ha assoldato come vaticanista non il classico ciellino o para-ciellino di turno, bensì Filippo Di Giacomo, alias Vladimir! L’editorialista di Europa dai toni gesuitici (il gesuitismo di Pedro Arrupe, intendo) che per mesi ha irritato la Cei con i suoi attacchi, a volte anche volgari, a Ruini, alla Cei stessa e ad Avvenire.Tanto da causare le proteste di più di un deputato della Margherita nei confronti del direttore di Europa, Rizzo Nervo, e quasi un incidente diplomatico tra il partito di Rutelli e la Gerarchia.

Filippo Di Giacomo che, non a caso, figura tra le persone ringraziate da Alberto Melloni nel suo ultimo e tristissimo libro, Chiesa madre, Chiesa matrigna. Ma Filippo Di Giacomo che non solo firma sull’ultimo numero di Panorama un pezzo di equilibrato papismo (!), ma che addirittura, su Europa di sabato scorso, in un articolo molto bello, arriva a scrivere cose come questa:

E speriamo che i cattolici si ricordino quale “contraddizione” questo papa ha cercato di inserire nei loro cuori e nelle loro menti. Lo abbiamo visto anche con i funerali di don Giussani. Qualcuno ha pensato bene di usarlo come conferma del suo status di “uomo della Provvidenza”. Trentamila persone di ogni età erano in piazza Duomo a Milano per testimoniargli una paternità forte come quella di Abramo, padre di popoli interi.

Non so, Luigi, sono forse già i miracoli frutto dell’intercessione celeste di don Giussani? Quelli che Renato Farina diceva di aspettarsi subito dopo la morte del fondatore di CL?

GdC

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Commenti
#1   02 Marzo 2005 - 14:53
 
io sono profondamente ignorante, ma a volte ho l'impressione che alcuni riempiano il foglio che hanno davanti non con quello che succede o con il loro punto di vista sui fatti, ma con quello che vorrebbero. alcuni scrivono cose così incomprensibili e senza basi che mi chiedo di che cosa parlino! forse è per questo che alcuni giornali non riesco nemmeno più a sfogliarli!
tanti saluti ai padroni di casa dalla moglie del cuoco.
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#2   02 Marzo 2005 - 21:54
 
Hai ragione, Panorama che assolda un non paraciellino è proprio frutto dell'intercessione celeste. ;)

A proposito di Europa, non dimentichiamo che anche nella Margherita, specialmente romana, ci sono ciellini di un certo peso, vedi Gasbarra.

Angelo
utente anonimo

#3   04 Marzo 2005 - 10:46
 
Cosa ne dite voi, che mi sembrate molto ben preparati? Ciao. Sandro.
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Dal un commento di don Camillo a un post sul blog di Gino:
“almeno per la chiesa cattolica, l'esistenza di Dio non è propriamente un dato di fede, ma di ragione”
Dice don Camillo: "Non di fede, ma di ragione". A me sembra che questo sia un modo sbagliato di porre la questione. Io penso che l’esistenza di Dio sia un dato di Fede, al quale la ragione non è contraria (la ragione non è contraria a nessun dato di Fede), e al quale anzi la ragione offre un buon sostegno. Pero' l'affermazione che don Camillo fa, e cioe' che sia la Chiesa cattolica a sostenere questo, mi rende incerto: sono pronto a ricredermi, perche' sono docile al magistero.
Sandro


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#4   04 Marzo 2005 - 11:05
 
Don Camillo ha ragione, il Concilio Vaticano I afferma « La santa Chiesa, nostra Madre, sostiene e insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza con il lume naturale della ragione umana partendo dalle cose create » (Cost. dogm. Dei Filius, c. 2: DS 3004).

Secondo la dottrina cattolica la ragione ci aiuta a conoscere non solo l'esistenza di Dio ma anche alcuni dei suoi attributi (unità, eternità, bontà, etc.).

Angelo
utente anonimo

#5   04 Marzo 2005 - 11:21
 
Grazie, Angelo, per la tua opportuna citazione.
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Però, permetti: Don Camillo ha detto una cosa ("non è un dato di Fede, ma di ragione") e il C.V.I ne dice una diversa (Dio può essere conosciuto con la ragione - la ragione "aiuta").
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E' nella impostazione "avversativa" di don Camillo che io trovo qualche difficoltà: quella che dice:"NON Fede, MA ragione".
Dici che don Camillo ha ragione anche su questa impostazione avversativa?
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Scusate, wxre, scusate tutti. Temo che stiamo abusando della vostra ospitalità. Sandro
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#6   04 Marzo 2005 - 12:32
 
Sandro, non scusarti. fai solo bene a passare di qui.

Camillo parla di esistenza. e qui ha ragione. e ci sta anche "l'avversativa".

Se prendi le 5 vie di san Tommaso terminano con "e ciò è quello che viene chiamato Dio".

L'inferenza metempirica la possono fare tutti, anche i gentili. Arricchire semanticamente quanto guadagnato con tale inferenza è possibile limitatamente. Alcuni attributi, come ricorda Angelo, sono deducibili.

Ma una cosa è procedere dal 2 al 1.
Altra dal 1 al 2. In questo secondo caso bisogna che sia Dio a venire incontro.
ciao LD
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#7   04 Marzo 2005 - 13:05
 
Grazie, LD, per il tuo intervento risoluto, risolutore e risolutivo. Ti prego però, se puoi, di chiarire che cosa intendi per "procedere dal 2 al 1" e "dal 1 al 2". Sono certo che per te è questione di un attimo.
Con stima
Sandro
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#8   04 Marzo 2005 - 13:17
 
dal 2 al 1: intendo dal molteplice (esperienza) all'unità (principio).

hai ragione, sarà comodo e sintetico ma da esplicitare. saluti
LD

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