Caro Luigi
prendi una cittadina come Gubbio, in Umbria, con i suoi 35mila abitanti. Prendi un settore specifico, di tipo intellettuale, come il giornalismo. Quanti giornalisti eugubini, noti a livello nazionale, ti vengono in mente? A me francamente nessuno.
Prendi la comunità ebraica in Italia, con i suoi 35mila membri circa. Prendi un solo ambito professionale, quello del giornalismo appunto. Quanti giornalisti ebrei, noti a livello nazionale, puoi citare (limitando la ricerca esclusivamente a quelli in attività)? Io Riccardo Barenghi, ex-direttore del Manifesto, Clemente Mimun, direttore del Tg1, Enrico Mentana, ex-direttore del Tg5, Gad Lerner, ex-direttore del Tg1, Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, Fiamma Nirenstein, Maurizio Molinari ed Elena Loewenthal della Stampa, Mario Luzzato Fegiz del Corriere della Sera, Arrigo Levi, oggi al Quirinale con l’amico Azeglio Ciampi, Alain Elkann (va beh, mezzo ebreo), Miriam Mafai di Repubblica. E so di dimenticarne diversi.
Sai, ci pensavo ieri mentre leggevo sul Giornale un articolo sul portavoce di Romano Prodi, il giornalista ebreo Ricardo Franco Levi.
E mi chiedevo se questa impressionante capacità di emergere degli israeliti, tanto nota quanto misteriosa, e che continua nel tempo, non sia davvero un riflesso mondano dell’elezione ricevuta dall’alto. Ciao
GdC