martedì, 19 aprile 2005

Vigiliamo l'istante, con imminenza d'attesa...

Dall’immagine tesa

vigilo l’istante

con imminenza d’attesa -

e non aspetto nessuno:

nell’ombra accesa

spio il campanello

che impercettibile spande

un polline di suono -

e non aspetto nessuno:

tra quattro mura

stupefatte di spazio

più che un deserto

non aspetto nessuno:

ma deve venire,

verrà, se resisto,

a sbocciare non visto,

verrà d’improvviso,

quando meno l’avverto.

Verrà quasi perdono

di quanto fa morire,

verrà a farmi certo

del suo e mio tesoro,

verrà come ristoro

delle mie e sue pene,

verrà, forse già viene

il suo bisbiglio.

Clemente Rebora

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Commenti
#1   19 Aprile 2005 - 11:48
 
E' una delle mie poesie preferite.
Grazie

Marco
utente anonimo

#2   19 Aprile 2005 - 17:21
 
non ho il tempo di leggermi un po' di blog... ma lo farò in futuro... me lo appunto tra i preferiti. saluti, I.
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