giovedì, 12 maggio 2005

Superato il milione (anche quello di Marco Polo)

Tokyo (Agenzia Fides) - Per la prima volta nella storia il numero dei cattolici in Giappone ha superato quota un milione. Secondo i dati diffusi raccolti da Fides in un sussidio della “Commissione Migrantes” in seno alla Conferenza Episcopale del Giappone, i credenti in Cristo nel paese del Sol Levante sono aumentati anche grazie ai flussi migratori: sono numerosi, infatti, gli immigrati cattolici che si stabiliscono nell’arcipelago giapponese per trovare lavoro. E l’immigrazione può trasformarsi in un risorsa per l’evangelizzazione, afferma la Chiesa giapponese.

Nel libretto giunto a Fides dal titolo “La Chiesa Cattolica in Giappone. Una Chiesa che vive insieme con i giapponesi e gli stranieri”, la Commissione, dopo un censimento terminato nel 2003, rileva che il numero dei fedeli giapponesi è di 449.925 unità, mentre gli stranieri sono 565.712, per un totale di 1.015.637 cattolici.

Ma va notato che, mentre il numero dei fedeli giapponesi è estratto dai registri dei battezzati delle parrocchie, il numero degli stranieri rappresenta comunque una stima, perché prende in considerazione dati ufficiali e non l’immigrazione sommersa e il fenomeno della clandestinità.

Secondo i dati diffusi dal libretto, nel periodo 1999-2003 il numero di cattolici locali è rimasto sostanzialmente immutato, mentre sono aumentati di circa 100mila unità gli stranieri. La maggior parte di loro (circa 235mila) vengono dal Brasile, seguono i filippino (152mila), i coreani (55mila), i peruviani (47mila). I peruviani e i brasiliani sono spesso discendenti di giapponesi che emigrarono in America nel secolo scorso. Prendendo in esame le diverse diocesi, si nota che quella di Yokohama accoglie oltre 120mila immigrati ed è divenuta oggi la diocesi con il maggior numero di fedeli.

Il libretto riporta anche testimonianze di come le chiese locali, parrocchie e associazioni cattoliche siano animate da fedeli stranieri e come in diverse Chiese si celebri la Santa Messa anche in lingua inglese e spagnola.

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Commenti
#1   13 Maggio 2005 - 12:31
 
Notizie come questa mi riempiono il cuore, perchè anche se il cristianesimo non è questione di numeri, l'esistenza di una comunità fa veramente vivere l'esperienza di Cristo dentro una compagnia. Per inverso, so che in Cina se la passano davvero male....sono pochi, perseguitati e molti vescovi e fedeli sono stati rapiti. E' facile parlare di esportazioni di prodotti cinesi in continuo aumento! Nessuno tutela i diritti dei lavoratori. Ci vorrebbe il comunismo....... Silvia F.
utente anonimo

#2   14 Maggio 2005 - 13:23
 
Che sia un'accelerazione nella "rincorsa del Sole" e, quindi, un'accelerazione della Storia?
s.m.
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