martedì, 17 maggio 2005

L'embrione e la differenza specifica/3

C'è chi trepida per l'embrione. Ad esempio, chi aspira ad essere madre tramite la fecondazione in vitro. Fatto il prelievo, eseguita la fecondazione, dopo due giorni va in ospedale per vedere se gli embrioni sono vivi, se hanno iniziato a dividersi. Se sì, potrà procedere all'impianto. Attese e speranze per quegli embrioni. Proprio per quegli embrioni lì. A volte segue la gioia, più volte frustrazioni. Sì, c'è chi trepida per l'embrione.

Se è questione di abituarsi all'idea che siano essere umani, bene, iniziamo, perché c'è già chi ha iniziato.

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Commenti
#1   19 Maggio 2005 - 00:19
 
Occorre essere chiari: non dire mai che l'embrione E' un essere umano, e non perché sia giusto o sbagliato, ma perché si presta il destro a essere liquidati con un "Sì, vabbe'".
Allora sempre bene essere precisi: l'embrione non è ancora un essere umano, ma se lo si lascia stare inevitabilmente diventerà un essere umano. Questo è indubitabile. Mentre ad esempio un sasso o una zanzara (vero Sartori?), se li lascia stare NON diventeranno esseri umani. Ne consegue che buttare via un embrione è buttare via ciò che diventerà -inevitabilmente- un essere umano. Lo si sappia e ci si regoli di conseguenza.
I ragionamenti "scientifico-scientisti" considerano la persona come una "macchina". Una volta che si fa quel passo, tutto diventa legittimo, anche buttare via pezzi e pezzetti. La vita è solo nella società, per chi ritiene il corpo una macchina. La società è la loro metafisica.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Paolo-di-Lautreamont

#2   19 Maggio 2005 - 00:50
 
Paolo, l'embrione è un essere umano, diventerà forse feto, bambino, adulto, ma essere umano già ci è.

Angelo
utente anonimo

#3   19 Maggio 2005 - 07:49
 
penso che la dottrina dell'ANALOGIA capace di spiegare identità e differenza dell'essere umano fin dallo stato embrionale sia una posizione che non si può liquidare con un vabbé.

già la posizione di Paolo dovrebbe mettere in guardia. ma si possono affermare anche posizioni più forti che si basano saldamente su un fondamento razionale. A differenza di sartori.

ld
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#4   19 Maggio 2005 - 19:55
 
Io nei numerosi scambi che sto avendo parlo di essere umano allo stato embrionale.
E' inattaccabile e pregnante.

Fa poi quella chiarezza per la quale si rende evidente che la dicitura stessa di embrione è una forzatura linguistica. Si è sostanzializzato uno stadio di crescita. Un po' come dire adolescenza. Troppo vago.

Saluti
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SchwarzWelf

#5   20 Maggio 2005 - 14:02
 
L'embrione denota uno che già c'è, anche se è piccolissimo.
E' un altro da me, da suo padre e sua madre. Mi sono trovata ad un battesimo tra le braccia un neonato ed a pensare: porca miseria!Tu ci sei! Ma eri un embrione, qualche mese fa! Potevi non esserci!
Trovo ridicola la campagna a favore del sì con quei manifesti inneggianti alla vita! Non ci sarebbe nemmeno riuscito il Comitato per la vita ad essere più convincente!
E quando si parla di "progetto di vita"? In natura mi richiama il bozzolo da cui esce la farfalla, del tipo: siamo chiusi,"lavori in corso". Ma l'embrione non è il contenente, ma il contenuto. In senso tecnico, invece, penso a come uno vorrebbe sulla carta una casa. Ma nel momento in cui posa il primo mattone, è ancora un progetto oppure ha cominciato a costruire questa benedetta casa? Silvia F.
utente anonimo

#6   20 Maggio 2005 - 15:14
 
Cara Silvia,
se poi pensi che quella prima "pietra (può essere quella) scartata dal costruttore... è diventata testata d'angolo".
ciao
ld

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