Caro Guido,
Girard ha descritto i processi che portano alla rivalità mimetica e al meccanismo vittimario. (Lo so anch’io ho qualche perplessità sui suoi studi, anche se mi pare che col tempo migliori sempre. In questo caso mi pare che la sua analisi possa risultare interessante).
Gli omosessuali in quanto diversi sono stati, nella storia, capro espiatorio della rivalità mimetica. Ma, allo stesso tempo, replicano e alimentano all’interno della sessualità lo stesso processo. Ti riporto alcuni passi da Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo, edito dai cari amici dell’Adelphi (da pagina 404).
“Se il valore dell’oggetto si commisura alla resistenza che il modello oppone al soggetto, agli sforzi rivali per appropriarsi dell’oggetto, si capisce come il desiderio tenda sempre più a valorizzare la violenza, a farne un feticcio e a renderla, alla fine, il condimento necessario di tutti i piaceri che egli può ancora prendersi con l’oggetto, o anche, a uno stadio più avanzato con il modello stesso che diventa il persecutore prediletto. Una volta che la struttura della rivalità mimetica comincia a influenzare il fattore sessuale, non c’è ragione di fermarsi sul più bello, e il piacere erotico può benissimo staccarsi dall’oggetto per attaccarsi al solo rivale. (...)
Il modello rivale, nella sfera sessuale, è normalmente un individuo del medesimo sesso, dal momento che l’oggetto è eterosessuale. Ogni rivalità sessuale è strutturalmente omosessuale. (...)
Presso alcune scimmie, quando un maschio si sente battuto da un rivale e rinuncia alla femmina che quello gli contendeva, si mette, di fronte al vincitore, in posizione di “offerta omosessuale”... Non c’è vera omosessualità tra gli animali, perché tra loro il mimetismo non è abbastanza intenso da deviare stabilmente l’appetito sessuale verso il rivale. (...)
In un contesto sessuale, l’ossessione crescente esercitata dal modello si traduce in una tendenza irresistibile a considerarlo un possibile oggetto di accoppiamento. (...)
L’omosessualità corrisponde necessariamente a uno stadio avanzato del desiderio mimetico, ma a un identico stadio può corrispondere un’eterosessualità nella quale i partner dei due sessi interpretano, l’uno per l’altro, il ruolo di modello e di rivale come pure quello di oggetto. La metamorfosi dell’oggetto eterosessuale in rivale produce effetti del tutto analoghi alla metamorfosi del rivale in oggetto. Su un tale parallelismo si basa Proust per affermare che è possibile trascrivere un’esperienza omosessuale in termini eterosessuali.“
Il desiderio mimetico, secondo Girard, può quindi verificarsi nella coppia eterosessuale, mentre è strutturalmente connesso a quella omosessuale.
Girard nei suoi studi ha posto alla base della spirale di violenza proprio il desiderio mimetico. I dieci comandamenti del sapere biblico non fanno altro che descrivere il climax ascendente della violenza. Spirale di violenza che parte dalla prima pietra d’inciampo, da quella più comune: dal desiderare la roba d’altri, dal desiderare la donna d’altri.
L’omosessuale desidera l’altro nella misura in cui è l’altro a metterlo in relazione alla donna (mi piacerebbe poi sapere chi, per Girard, è questa donna che fa deviare il desiderio). L’omosessualità sarebbe una variazione sul tema del desiderare la donna d’altri. Il cristianesimo ha posto nel mondo un altro modo di desiderare. Mentre i dieci comandamenti si limitavano a frenare, Gesù Cristo, nel dono della sua persona, ha smascherato la violenza del desiderio mimetico e offerto un modello che supera la rivalità mimetica. Nessuna presunzione dei cristiani di riuscirci solo per il fatto di essere cristiani. E’ questione di libertà, o se preferisci di conversione.
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