Ciao Guido, ieri ero a Milano e ho approfittato per andare alla presentazione del nuovo libro di Eugenio Corti: Catone l'antico, edizioni Ares.
Oltre all'autore c'erano Cavalleri, Pontiggia e Doninelli.
4 interventi stringati, belli, ricchi. Ti cito solo un passaggio, proprio alla fine che non ha avuto modo di svilupparsi.
Corti: se il primato è dato all'economia e non alla bellezza, è più facile che l'uomo venga abbruttito. E poi, per non andare lontano, ricordava un'esposizione al Pompidou: opere brutte, del niente, e pagate dallo stato francese.
Cavalleri: Platone, via Pound, beauty is difficult.
Doninelli: 3 galleristi famosi si mettono d'accordo e questo bicchiere diventa un'opera d'arte, che vale soldi. Se è convenzione, vince chi ha forza di imporre.
Pontiggia: una tendenza al brutto, a essere opere di niente, avviene anche nella poesia, dove non c'è economia. C'è una ricerca del male, del niente che sorge da sola.
Affermazioni che presuppongono parecchio e penso che loro presumano fondatamente. Io intanto pensavo a Catone, a a Scipione. Mi mettono ottimismo, questi uomini naturaliter christiani. Non bisogna pensare che senza un ancoraggio alla fede rivelata per forza vada tutto a scatafascio. E' più facile, ma non per forza. Certo, Beauty rimane sempre difficult.
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