giovedì, 16 giugno 2005

Con Santa Cecilia

Caro Guido,

il musicista che c'è ma non si deve sentire è il direttore d'orchestra, il principio che fa scaturire l'unità della musica facendo suonare il silenzio tra le note.

Così è la direzione di Carlo Maria Giulini: sempre intento a far emergere i problemi e le soluzioni che l'autore ha posto nella partitura, sempre alla ricerca di far risuonare una ricchezza che è già data.

Le sue esecuzioni sono libere sia dalla filologia squadrata col metronomo sia dagli eccessi di protagonismo: le sovraesposizioni di cartapesta à la Karajan o i mugolii di Gould sopra le variazioni Glodberg risultano, alla fine, sterili nel loro solipsismo. Paturnie mentali più che intelligenza.

Molto più fruttuoso ascoltare Giulini: non fosse per quel paradosso che nasce dalla tensione di un musicista che suona fedelmente le note di un altro musicista.

ld

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Commenti
#1   17 Giugno 2005 - 00:49
 
Un esempio.
Provate a sentire l' "aristocrazia spirituale" infusa (meglio, rivelata) da Giulini nell'Ottava di Bruckner.
l.p.
utente anonimo

#2   17 Giugno 2005 - 10:22
 
proveremo. caspita, è una vita che non ascolto Bruckner.
ld
utente anonimo

#3   17 Giugno 2005 - 22:03
 
A proposito di grande musica:
avete mai ascoltato la "Donna senz'ombra" di R. Strauss (per esempio, ed. Decca, dir. Solti)? Gli "ungeborenen" e l' "Ich will nicht" vi ricordano qualcosa?
luigipuddu
utente anonimo

#4   17 Giugno 2005 - 22:55
 
Caro Luigi, no. però mi metti curiosità. Settimana prossima devo andare a milano e lo cerco. se lo trovo te lo dico. deve essere proprio questa edizione qui?
ld
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#5   18 Giugno 2005 - 07:47
 
E' l'edizione c.d. di riferimento; quella di Sinopoli non è integrale, essendo live.
luigipuddu
utente anonimo

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