Caro Luigi,
anch’io non so cosa voglia dire laico per i tanti che parlano e scrivono. Laici siamo, a rigor di termine, tu ed io, cioè cattolici non facenti parte del clero ordinato. Rilancio quindi la proposta di fare chiarezza: evitando la parola “laico/i” in riferimento ai non cattolici e sostituendola con una serie di termini che ho suggerito tempo fa.
Aggiungo una cosa. Oggi al comitato straordinario di Radicali Italiani Rita Bernardini ha snocciolato una serie di cifre impietose sulla salute finanziaria della Casa. A spanne: 1900 sono gli iscritti al Partito, 2700 gli iscritti più i benefattori; da questi l’anno scorso sono stati raccolti circa 500.000 euro. Con una struttura e un complesso di servizi, quelli di Torre Argentina, che costano però 1.900.000 euro all’anno. Conseguenze: licenziamento in corso di diversi impiegati (e sono, erano tanti a lavorare per Pannella & Co.); prospettive: sbaraccare la sede storica a due passi dal Pantheon e trasferirsi in periferia; timori: non riuscire a presentarsi alle prossime elezioni politiche del 2006.
Un quadro non certo esaltante, come puoi intuire. Reso grottesco però, più che drammatico, dall'ineffabile suggerimento arrivato da Giacinto, che qui volgarizzo: “Ragazzi, contro il finanziamento pubblico ai partiti [come sai uno dei cavalli di battaglia della storia radicale, nonostante già Radio Radicale viva da anni e illegittimamente di finanziamento pubblico] ci siamo impegnati così tanto, abbiamo fatto tante e tali battaglie in tutti questi anni, che se in un momento di bisogno ne approfittiamo un pochettino, chiedendo qualcosa allo Stato, non potranno mica accusarci di essere dei parassiti della partitocrazia...”
Il che non mi scandalizza. Basta solo che non rompano più i coglioni con la storia della mafiosità partitocratica, del regime e tutto il resto.
GdC