sabato, 25 giugno 2005

Venezia segreta

Caro Luigi, la storia è splendida (un grazie alla nostra preziosa fonte irlandese) e, per un’associazione di pensieri, mi fa venire in mente un paio di cosucce interessanti.

La prima è la recensione su Avvenire di oggi, firmata da Gianfranco Ravasi, di un libello scritto nel 1513 “dall’aristocratico veneziano Paolo Giustiniani, divenuto camaldolese, d’intesa con l’amico e confratello Vincenzo Quirini”. Un libello indirizzato all’allora Pontefice Leone X, che anticipava tutte le tematiche di Lutero e che, secondo l’eruditissimo ma un po’ ingenuo Ravasi, se fosse stato preso sul serio avrebbe potuto evitare la catastrofe della Riforma.

Non so se ricordi che un anno fa parlavamo dei collegamenti cinquecenteschi (e anche successivi) tra Camaldoli e il patriziato veneziano, ambiente storicamente ed esotericamente nemico di Roma, anzi secondo uno osservatore speciale come Pietro Aretino, l’anti-Roma per eccellenza. Bene, lungi dall’essere un segnale di allarme, il pamphlet di Giustiniani era proprio l’anticipo di quella sotterranea operazione veneziana di cui Lutero e la sua Riforma sono stati l’esplosivo terminale estero, via personaggi come Aldo Manunzio, Mutianus Rufus e Georg Burckhardt. Non è certo un caso che – tanto per dirne una e tra le più banali – il “protestantesimo” sia stato accolto e alimentato in Italia proprio nei territori della Serenissima, con dirette ricadute sulla realtà camaldolese, fino al seicento e all’eresia giansenista di cui Camaldoli tentò di essere veicolo in Italia.

Il che non vuol dire, intendiamoci, che la nostra Jacqueline Chew abbia scelto un cattivo approdo dopo la sua riconversione, o che Ravasi sia un inconscio emulo di Paolo Sarpi. Vuol dire solo che, se costei si metterà a studiare con attenzione la storia della sua nuova famiglia spirituale e costui si perirà di andare a vedere quali furono i fili che mossero Lutero nella sua azione anti-cattolica, entrambi troveranno delle sorprese. E il pungente odorino marcio-salmastro della Laguna.

Questa era la prima cosuccia, la seconda te la scrivo domani.

Ciao, GdC     

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Commenti
#1   27 Giugno 2005 - 12:23
 
Cari amici,

il tema che avete toccato, Venezia come l'anti-Roma รจ estremamente interessante, e poco frequentato. Ho provato tempo addietro a costruirmi una bibliografia decente ma non ci sono riuscito. Ho trovato alcune brillanti intuizioni di Blondet e altre di Lyndon La Rouche. Vi viene in mente qualcos'altro?
utente anonimo

#2   27 Giugno 2005 - 12:23
 
Ho dimenticato la firma:

Marco
utente anonimo

#3   27 Giugno 2005 - 19:32
 
un attimo di pazienza e ti rispondo...
GdC
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