martedì, 28 giugno 2005

Opus Dei

Caro Guido,

sapevo di PesceVivo, ma non sapevo di condividere anche con Andreotti l'abitudine di tenere sul comodino una copia dei pensieri di San Josémaria Escrivà.

Oggi puntatone di Repubblica sull'Opus Dei. L'occasione è il XXX anniversario del transito in cielo del Fundador. O il supporto al lancio, in edicola con Repubblica, dell'ultimo polpettone analfabeta di Dan Brown, Angeli e demoni. Non si capisce bene, ma le manchette in cima fanno propendere per quest'ultima ipotesi.

A proposito, secondo il Sillabario di Dan Brown diligentemente riportato da Repubblica io terrei sul comodino una copia di La Via (?) al posto di Cammino. Il che denota quanto chi abbia cucinato questa pagine di Repubblica ne sappia di Opus Dei.

Apre il reportage un articolo di colore di Filippo Ceccarelli. Peccato, nulla di nuovo a parte delle considerazioni molto profonde sul motivo per cui uno non potrebbe mettersi un cancello all'ingresso di casa. Il resto è la solita roba sulle particolarissime pratiche spirituali e ascetiche come: non accavallare le gambe quando si fa formazione, dormire ogni tanto per terra (e i boyscout, particolarissimi pure loro?), confessioni in pubblico (questa l'ha sentita altrove ma fa sempre colpo), e l'immancabile cilicio. Il tutto perché attraverso la mortificazione della carne si raggiunge l'assoluto. Bastasse! Ma si sa, a Repubblica sono moderni e vanno veloci.

Da leggere invece l'intervista di Politi al Cardinale Herranz che fu segretario e amico di Escrivà. Onesta e puntuale la bibliografia proposta dalla Lipperini. Nel senso che cita tutti i libri che hanno voluto far del male all'Opus Dei ma provvede lei stessa a disinnescarli. In quanto vere e proprie bufale al di là di ogni ragionevolezza: come l'Indice dei libri proibiti che persisterebbe nella struttura dell'Opus!

L'articolo di Giovagnoli (mio professore di Storia contemporanea in Cattolica) è interessante. Giovagnoli riporta gli interrogativi che sono stati sollevati  sul ruolo assegnato all'autorità nella guida delle coscienze, allo spazio riservato alla Bibbia, secondo alcuni non così centrale come in altre esperienze del cattolicesimo contemporaneo. Ma su questo posso proprio dire che non è così. L'Opus Dei è una prelatura personale. Il documenti del Magistero della Chiesa hanno un ruolo preponderante; i sacramenti, la preghiera, la lettura della Bibbia sono cura semplice quanto quotidiana. Anche la storia dell'Opera passa in secondo piano difronte all'amore per la Chiesa. Ecco, un rischio che per l'Opus Dei è praticamente impossibile: che si instauri una autoreferenzialità che possa essere scambiata per autosufficienza.

Questo semplicemente non esiste, se non nel titolista di Repubblica e negli articoli di Ceccarelli.

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Commenti
#1   28 Giugno 2005 - 22:31
 
Che combinazione!
Io nel cassetto del mio comodino ho The Forge, The Way e The Way of the Cross. ;)
Pensiero del giorno:
"An inspiration: May we spend the days the Lord grants us only in pleasing him" (The Forge, 35)

Bye
Angelo
utente anonimo

#2   28 Giugno 2005 - 23:00
 
allora siamo in quattro. :-)

quindi lo spagnolo "Camino" è "The way" in inglese che è diventato "La via" per il traduttore di Dan Brown!
Neanche il mezzo minuto di controllare con Google. Altro che "the days the Lord grant us"...
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#3   28 Giugno 2005 - 23:08
 
Ho letto lo speciale di Repubblica, niente di nuovo, i soliti luoghi comuni.
Direi che si salva solo l'articolo di Giovagnoli che ha due meriti: intanto ricorda che membri dell'Opera furono sia tra i franchisti che tra gli oppositori di Franco, e poi coglie un aspetto importante, cioè che 'non c'è necessariamente un nesso meccanico tra intransigenza spirituale e intransigentismo politico'.
Si potrebbe ricordare Ruth Kelly, attuale ministro dell'Istruzione del Governo Blair, considerata molto vicina all'Opera. L'influenza dell'OD su un governo 'progressista' è difficile da spiegare se dovessimo seguire gli schemi interpretativi dominanti. Specialmente poi se ci si affida a Dan Brown.

AB
utente anonimo

#4   29 Giugno 2005 - 14:29
 
Qualora non ne foste a conoscenza, vi segnalo l'esistenza di questo blog:

http://opuslibros.splinder.com/

Che ha come mission il segnalare le pubblicazioni che dipingono l'Opera come un'associazione segreta dedita a loschi traffici finanziari e al lavaggio del cervello dei suoi adepti.

Personalmente ho frequentato per molti anni il centro dell'Opus Dei della mia città, e nessuno ha mai tentato di lavarmi il cervello...

Non avendo comunque riferimenti precisi sugli autori dei libri segnalati nel blog suddetto, mi piacerebbe chiedervi se avete qualche notizia in più.

Grazie e saluti.

Tommaso
utente anonimo

#5   30 Giugno 2005 - 10:07
 
grazie per la segnalazione. notizie in più io non ne ho. I nomi che girano sono sempre quelli. Quando si legge quello che scrivono allora sì che si entra in una dimensione strana, nel senso di irreale. Irreale perché non riscontrata nei fatti.

I temi scandalistici sono tanti, solitamente costruiti semplicisticamente (vedi franco, pinochet etc) mentre solitamente le vicende sono molto più complesse. Sono tanti. ci possiamo tornare sopra, però singolarmente, una vicenda alla volta, appurate quali siano le accuse effettive (che non sempre sono chiare).

Sul lavaggio del cervello non ne ho mai avuto riscontro.

Spesso sono solo storie di risentimento. Accadono, fisiologicamente, nei gruppi: siano essi a dx o a sx, di preti o di atei.
Anche lì bisogna discernere volta per volta. (In effetti tutto questo riveste un certo interesse in vista della discussione della legge in parlamento sul reato di plagio)
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#6   04 Luglio 2005 - 01:52
 
... Giovagnoli fu anche mio professore, come Bausola, Melchiorre, Picasso.. che si sia stati compagni di corso?

Saluti.
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#7   04 Luglio 2005 - 09:50
 
ho iniziato nel 1989 fino al 1997. diciamo che il mio anno ha iniziato giusto in tempo per i funerali di bontadini e vanni rovighi. ho perso qualche anno per militare e per il lavoro. ho sempre studiato nel dipartimento di filosofia (e nei chiostri).
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utente anonimo

#8   05 Luglio 2005 - 03:34
 
Allora ci siamo davvero incrociati, io ho iniziato nel '95 e termninato nel 2000, sempre al terzo piano del Gregorianum... e chiostri ovviamente :), il mio unico funerale è stato quello di Bausola, con il quale per altro ero in tesi...

Un caro saluto quindi ad un quasi compagno di corso!
utente anonimo

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