Caro Guido, ancora in vacanza l'altro giorno osservavo la Pietà di Cannobio, un piccolo quadro su pergamena. Che poi è pure piuttosto noto perché al centro di un evento miracoloso.
Ai lati di Cristo, ci sono Maria e Giovanni. Dietro, la croce e i simboli della passione. Alcuni di questi simboli possono apparire piuttosto criptici e stravaganti: come quella mano che stringe dei capelli o quella che compie quel gesto beffardo con il pollice stretto tra l'indice e il medio. Indicano, come una sorta di endiadi, il momento della derisione di Cristo da parte dei soldati romani. Allora era un modo piuttosto comune di rappresentarlo. Oggi per comprenderlo e ricostruire tutto in unità, basta conoscere l'opera di Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Qui la scena è ricostruita nella sua interezza. Ti faccio notare solo un particolare. Con un gioco di piani prospettici, il braccio di un soldato "sfonda" l'aureola per afferrare i capelli di Gesù: la mano in questo modo appare da sola, come staccata. Piccolo omaggio, forse, a quel modo di raffigurare la Passione.
Ah, dimenticavo la cosa importante: la Festa del Miracolo di Cannobio è l'8 gennaio.
A presto, Luigi