venerdì, 14 ottobre 2005

Dell'inizio

Caro Guido,

 

chi diede inizio alla filosofia? Per Azioneparallela bisogna aspettare Parmenide: prima dell’eleate non avrebbero mai detto “esponimi il tuo ragionamento”. Per Porphyrios invece c’è già tutta con i primi presocratici.

 

Io per me sto con Porphyrios. La filosofia inizia con Talete. Questo ben inteso se filosofia vuol dire spiegazione razionale. E se compito della filosofia consiste nel dire quando un fatto o qualcosa sia da ritenersi spiegato. Nel senso che per avere filosofia sia ha da avere non solo pensiero dell’essere, ma anche pensiero del pensiero, ovvero critica dell’esigenza teoretica.

 

Talete dice che il principio è l’acqua. L’acqua di per sé non mostra nessuna necessità di essere l’unico principio. Più interessante notare il fatto che per lui spiegare razionalmente significa ridurre ad un unico principio. E a rafforzare questa esigenza teoretica c’è il fatto che la scelta dell’elemento acqua può spiegare il molteplice attraverso il processo di rarefazione e condensazione, che può sembrare una baggianata, ma che in ogni caso mostra l’esigenza di spiegare senza introdurre nell’essere novità essenziali e questo per salvaguardare l'unicità del principio. Insomma abbiamo già una primo pensiero del pensiero. Anassimandro, poi, continuerà obiettando che il principio è conosciuto non nella sua natura (acqua) ma nella sua proprietà (essere indeterminato, apeiron).

 

Che poi Talete e Anassimandro non mostrino perché una spiegazione razionale intesa come riduzione ad un unico principio sia necessaria, questo non vuol dire che non possano dire "esponimi il tuo ragionamento", che non siano già nel ragionamento della filosofia, che non abbiano già iniziato a spiegare cosa si intenda per spiegazione.

 

ld

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Commenti
#1   14 Ottobre 2005 - 23:43
 
un saluto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chiaradomenica

#2   15 Ottobre 2005 - 21:16
 
Caro ld, tutto il tuo post spiega il valore razionale del principio. Bene.
Ma (la parte che ci interessa) comincia con:
"Talete dice". Il problema riguarda questo "dice", non quello che segue. Come Talete dice quel che dice. E come lo dice? E' una proposizione teoretca, quella che segue il "dice"? Sta in un dialogo, in un trattato, o cosa? Come sta scritta? E sta scritta? Talete la dice (declama? sentenzia? semainei?) guardando le stelle, o passeggiando per le vie di Mileso con i suoi compaesani? La dice, e si aspetta obiezioni, oppure la dice e più non dimandare? La dice, e ipse dixit, o cosa? Io posso che prima di Parmenide tutti questi nodi non sono ancora sciolti. Il fatto che NOI sappiamo spiegare (con le parole di poi) perché Talete stabilisce che sia l'acqua, o cosa significa la riduzione al principio conta, ma non è decisivo.
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#3   15 Ottobre 2005 - 21:17
 
E. C.: Io penso che tutti questi nodi non siano ancora sciolti.
Ciao!
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#4   15 Ottobre 2005 - 22:11
 
Caro Massimo, non è che in questo modo chiudi le modalità in cui una proposizione teoretica può manifestarsi (senza perdere in teoreticità)? non è che così mi salta pure Socrate, lo pseudodionigi, Nietzsche?

questa la domanda, ma a pensarci mi viene una obiezione, te la metto in post.
ld
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