giovedì, 20 ottobre 2005

Il mistero non rappresentabile

Caro Guido,

non so se sabato scorso hai visto la diretta su Rai 1, con Benedetto XVI e i bambini della prima comunione. Magister nota che durante la trasmissione il telecronista è rimasto zitto: nessuno ha chiacchierato e commentato sopra le immagini ma, una volta tanto, hanno parlato i protagonisti.

Vero. Ma televisivamente parlando, non mi pare sia stata l'unica novità e neppure quella più importante.

Mi spiego. Preti e messe non mancano in televisione. Ce n'è per tutti. Bravi e meno bravi a usare lo schermo. E tutti, in video, seguono le leggi del video. Anche gli eventi che hanno segnato quest'anno, eventi irripetibili, sono apparsi e sono stati rappresentati dalla televisione secondo logiche leggibili da tutti. Se il vento muove delle pagine ci può essere chi vi legge lo Spirito Santo e chi una perturbazione meteo. Va bene tutto, la rappresentazione si offre a tutti.

Altro esempio: la trasmissione della S.Messa, la domenica mattina. Preponderante è il rito, fatto di gesti, di letture, discorsi, musiche. Anche il momento della consacrazione, quello più ostico, risulta comunque una sequenza di atti. Il mistero è rappresentazione. Chi non ne sa nulla e chi non ne vuole sapere può guardare la cosa come spettacolo. Può piacere o meno, ma questo vale per tutto.

Sabato scorso invece c'è stata un'altra cosa. C'è stata adorazione eucaristica: un prete che è pure papa in ginocchio, e poi la telecamera ferma sull'ostensorio.

E' stato un momento non leggibile dalla televisione;  ha dovuto aspettare che finisse.  In quel pezzo di pane c'era un'eccedenza che ha portato la televisione al non sense. Non è durato molto, poi hanno ripreso i canti, la coreografia, lo spettacolo. Ma in quel poco tempo, il flusso televisivo si è fermato. La televisione si è trovata davanti un segno non scalfibile, una presenza non assimilabile.

ld

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Commenti
#1   23 Ottobre 2005 - 18:00
 
E' la stessa sensazione che ho provato vedendo l'inquadratura di un ostensorio su Telepace (dove il rito viene ripetuto spesso e riproposto in TV). Sembra che l'ostia ed il suo contenuto siano "ridondanti" persino rispetto allo schermo, così come "assorda" il silenzio, disadatto al mezzo televisivo.
Qualcosa, in effetti, vorrà pure dire...
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#2   24 Ottobre 2005 - 13:07
 
perlomeno che la tv non riesce a fare suo questo momento se non con forte impaccio. Il motivo di questo è da vedere: forse è questione di innvovazione o forse di irriducibilità.
ld
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#3   24 Ottobre 2005 - 22:37
 
Magister vi ha citato.
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