domenica, 30 ottobre 2005

L'Abbé Pierre, tra gay e servizi segreti

Caro Luigi,

sento diverse persone scandalizzate, schifate – una mi ha detto di avere provato conati di vomito – per le considerazioni autobiografiche e non espresse dall’Abbé Pierre. Il che è comprensibile.

La cosa che a me soprattutto fa riflettere, però, è la seguente. Che l’Abbé Pierre fosse al di fuori della fede cattolica, come ortodossia e ortoprassi, non era un grande mistero. Se uno fosse andato a chiedere lumi su di lui ad ambienti francesi seri, tipo la Comunità di San Martino (quella di cui abbiamo il link qui a destra), avrebbe ricevuto giudizi premonitori fin dagli anni ‘60. Il fatto è che l’Abbé Pierre, proprio per questo suo background eterodosso, fintamente pauperista e di sinistra ecclesiale, è stato trasformato dai media francesi in un’icona intoccabile. E negli altri Paesi, compreso l’Italia, è questa l’immagine che è passata, quella di un santo e di un profeta.

Ma avviene quasi sempre così, coi media. Per fare un esempio speculare: se oggi vai in Francia e  parli con vescovi, preti diocesani (i pochi rimasti), cattolici che ciucciano quotidianamente Le Monde ecc. e chiedi qual è secondo loro una figura che nobilita la Chiesa italiana, che odora di santità e di profezia, ti sentirari fare un nome: Enzo Bianchi.

Lo so che la cosa fa ridere. Ma avresti un bel da dire che Enzo Bianchi e Bose stanno al monachesimo come l’Abbé Pierre ed Emmaus stanno al tronco francescano, o che tra i due  “fondatori” ci sono molte similitudini: ti guarderebbero come un bestemmiatore. Esattamente come ti avrebbero guardato fino all’altro ieri in Italia, se tu avessi sostenuto che l’Abbé Pierre non era altro che uno dei tanti agenti patogeni della Chiesa post-conciliare e uno zozzone di piccolo cabotaggio.

Tra l’altro, a proposito di cose sporche, te ne segnalo un paio, che non mi pare i giornali abbiano ricordato. La prima è che a fondare “David et Jonathan”, associazione francese di cristiani omosessuali, è stato il Padre Péretti, già segretario dell’Abbé Pierre.

La seconda è che l’Abbé ha giocato sporco non soltanto in ambito ecclesiale. Il suo nome figura nei verbali della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro Moro e ormai in tutte le indagini giornalistiche serie sull’argomento. Corrado Simioni, il misterioso “socialista” che  Alberto Franceschini denuncia come il controllore delle prime Br e colui che riuscì a portare il comando di queste nelle mani di Mario Moretti, è stato (e forse è tuttora) un collaboratore dell’Abbé Pierre. Così come Innocenzo Salvoni, marito di Françoise Tuscher, segretaria del famigerato istituto di lingue parigino Hyperion (centro d’intelligence, che coordinò le vicende delle Br e non solo) e nipote dell'Abbé Pierre. Il 16 marzo del 1978 Salvoni venne riconosciuto da due testimoni come uno dei membri del commando brigatista che sequestrò Moro. l'Abbé si precipitò allora a Roma, nella sede democristiana di piazza del Gesù, per incontrare alcuni membri della segreteria scudocrociata. Il risultato di quella visita fu che il nome della nipote venne cancellato dalla lista dei brigatisti ricercati.

GdC

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Commenti
#1   01 Novembre 2005 - 15:10
 
Caro GdC, chi mi indicheresti oggi come la figura della chiesa italiana in odore di santità? E chi dà lustro al monachesimo oggi?
(Non sono domande provocatorie. Puoi cancellarle, Puoi rispondermi privatamente, via email - lo trovi sul mio blog - nel caso non voglia dare nomi qui in rete. Sono domande per sapere).
Grazie
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#2   04 Novembre 2005 - 14:14
 
Cari amici,

dove si puo' sapere qualcosa di piu' sdull'abbé Pierre restando al di qua del pettegolezzo e al di la' dell'informazione politicamente corretta? Ammetto che sono uno dei tanti ingannati dai media sul personaggio, del quale peraltro so pochissimo. Rammento soltanto la polemica di 10 anni fa sul caso Garaudy.

Marco
utente anonimo

#3   06 Novembre 2005 - 20:50
 
Per fortuna la Chiesa italiana può contare ancora su molti santi che, sempre per fortuna, non hanno bisogno di manifesti e giornali per esserlo. Qualche nome, però, voglio farlo lo stesso: Raniero Cantalamessa (cappuccino), Carlo Maria Martini (ex arcivescovo di Milano), Paolino Beltrame Quattrocchi (trappista), Gabriele Lorenzi (certosino), don Oreste Benzi (sacerdote). Così, tanto per gradire.

Saluti,

Bernardo
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#4   08 Novembre 2005 - 14:14
 
C'è un interessante libretto che tra l'altro è edito dalle Edizioni di Bose dal titolo che fa più o meno così: "Elogio al nascondimento".

Nascondimento come strumento essenziale al monaco.

Mi fermo qui!

saluto cordialmente
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilpiemontese

#5   09 Novembre 2005 - 14:06
 
Veramente, con questa egemonia culturale "progressista" non si sa mai cosa ti può capitare...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Faramir

#6   09 Novembre 2005 - 21:59
 
Caro Marco, così su due piedi non saprei..se trovo qualcosa di utile te lo dico

GdC
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Commenti