lunedì, 12 dicembre 2005

Ekumenismo

Caro Luigi,

quasi nessuno, solo il Corriere mi pare, ha parlato degli scontri sul Monte Athos tra il monastero di Esphigmenou e le autorità greche, più i rappresententi della Chiesa ortodossa.

I monaci di Esphigmenou contestano nel modo più radicale e viscerale il dialogo con la Chiesa di Roma, vista pressapoco come una sinagoga di Satana. La cosa non è nuova, va avanti da quasi 40 anni, dall’abbraccio di Paolo VI con il patriarca di Costantinopoli Atenagora. La novità è che adesso i fraticelli si sono asseragliati come in un fortino e minacciano chiunque si avvicini per indurli allo sgombero o alla ragione (come in Mediterraneo, il film di Salvatores, quando Farina si asserraglia in casa con Vassilissa, la prostituta, e spara a chiunque si avvicini, comandante Lorusso compreso).

Poco noto è che il monastero di Esphigmenou è da sempre una delle mete preferite del Principe di Galles, Carlo, prossimo capo della Chiesa anglicana. Pensavo fra me e me: lì (Esphigmenou) non fanno entrare nemmeno le galline perché di sesso femminile, là (Chiesa anglicana) hanno aperto anche all’ordinazione dei transessuali. Che non sia l’ostilità al cattolicesimo romano a renderli tanto amici…

GdC

PS= Mi veniva anche in mente che, in Italia, chi persegue un dialogo serrato e simultaneo con questi due estremi apparentemente opposti, radicalismo athonita e Chiesa anglicana, è la Comunità di Bose. Ma poi mi sono detto che dev’essere certamente un caso.

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Commenti
#1   13 Dicembre 2005 - 10:14
 
Consiglio natalizio: cinque minuti di riflessione prima di postare. Dostoevskij pensava della Chiesa Cattolica Romana quel che risulta dalla lettura della "Leggenda del Grande Inquisitore." Certo che non è vero; in compenso, la Leggenda del Grande Inquisitore disvela la natura di un rischio nel quale incorrono tutte le confessioni cristiane, ma al quale il cattolicesimo è senz'altro più esposto (proprio perchè è "romano"). Io sono cattolico romano, e lo professo almeno una volta la settimana. Consiglierei però di essere "gesuiti con gli altri, e giansenisti con se stessi", come raccomandava Giacomo Noventa, o di ricordare, come suggerisce Eric Voegelin in "Hitler and the Germans", che "The Church is NOT a club of interest", la Chiesa non è il Rotary o l'ACI.
Cordialmente, Roberto Buffagni
utente anonimo

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