Caro Luigi,
quasi nessuno, solo il Corriere mi pare, ha parlato degli scontri sul Monte Athos tra il monastero di Esphigmenou e le autorità greche, più i rappresententi della Chiesa ortodossa.
I monaci di Esphigmenou contestano nel modo più radicale e viscerale il dialogo con la Chiesa di Roma, vista pressapoco come una sinagoga di Satana. La cosa non è nuova, va avanti da quasi 40 anni, dall’abbraccio di Paolo VI con il patriarca di Costantinopoli Atenagora. La novità è che adesso i fraticelli si sono asseragliati come in un fortino e minacciano chiunque si avvicini per indurli allo sgombero o alla ragione (come in Mediterraneo, il film di Salvatores, quando Farina si asserraglia in casa con Vassilissa, la prostituta, e spara a chiunque si avvicini, comandante Lorusso compreso).
Poco noto è che il monastero di Esphigmenou è da sempre una delle mete preferite del Principe di Galles, Carlo, prossimo capo della Chiesa anglicana. Pensavo fra me e me: lì (Esphigmenou) non fanno entrare nemmeno le galline perché di sesso femminile, là (Chiesa anglicana) hanno aperto anche all’ordinazione dei transessuali. Che non sia l’ostilità al cattolicesimo romano a renderli tanto amici…
GdC
PS= Mi veniva anche in mente che, in Italia, chi persegue un dialogo serrato e simultaneo con questi due estremi apparentemente opposti, radicalismo athonita e Chiesa anglicana, è la Comunità di Bose. Ma poi mi sono detto che dev’essere certamente un caso.