martedì, 13 dicembre 2005

The Economist e Opus Dei

Luigi,

chissà cosa avranno pensato quelli dell’Economist, quando si sono accorti che nella classifica 2005 dei migliori Master in Business Administration del mondo – da loro stessi stilata – il primo posto non spettava ad Oxford, Yale o Harvard, ma all’IESE Business School dell’Università di Navarra. Costretti non solo a premiare dei papisti, ma addirittura dei papisti dell’Opus Dei.

Dell’Opera, pudicamente, non si parla nel dossier. Solo alla fine c’è una postilla sul’IESE: “The institution is run by Opus Dei, a controversial Catholic order founded in the last century”. E te pareva.

GdC

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Commenti
#1   14 Dicembre 2005 - 21:50
 
Così, di sfuggita, da un altro mondo (ma la 'spiritualità' non è cosa a me aliena, ho attraversato pratiche e letture, incontrato credenti in amicizia carne e carteggi) - ma scorrendovi ho l'impressione che la vostra sia una sorta di Kiesa. E che quel tal Buffagni, qualche commento qua sotto, avesse molta ragione.
Non in inimicizia
Marco Rovelli
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#2   14 Dicembre 2005 - 23:21
 
No Marco R. e Roberto B., non è così!
Distinguerei i piani. Io e LD siamo due poveri, poverissimi peccatori (io soprattutto, Luigi è una splendida persona), ma la nostra Chiesa non ha affatto la K (conta che una delle nostre più care amiche di penna è una radicale e si chiama Porphyrios).
Ci rifacciamo semplicemente a quello che il dolcissimo Cristo in terra, Benedetto XVI, ha tratteggiato in un passo della Messa pro eligendo pontifice:“Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. ‘Adulta’ non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede – solo la fede – che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come ‘un cembalo che tintinna’ (1 Cor 13, 1)”.
La verità senza carità è fredda e sterile, come la carità, senza verità, è cieca e spesso dannosa. Tutto qui.
GdC
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#3   15 Dicembre 2005 - 20:02
 
una radicale? che vuoi dire?
utente anonimo

#4   16 Dicembre 2005 - 14:34
 
Pensavo fossi di simpatie radicali, ma forse ho capito male io.
GdC
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#5   16 Dicembre 2005 - 14:52
 
ellitticamente e in astrazione dal partito radicale quale è direi che si potrebbe dire che ho simpatie radicali, ma detesto che qualcun altro mi metta cartelli al collo. grazie.

porph.
utente anonimo

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